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Alfanizzare Tutto?
Data di pubblicazione: 14.07.2009

Autore:

Ancora timori che la raccomandazione del Presidente della Repubblica significhi cedere le armi di fronte alla denuncia della pubblica menzogna. Il manifesto, 14 luglio 2009



Giorgio Napolitano è persona seria, nel senso antico della parola, e con una storia politica che Barak Obama - nonostante le differenze - ha sentito il dovere di apprezzare al pari della sua «integrità».

Fatta questa doverosa premessa - e con tutte le differenze da Di Pietro - questo giornale non concorda affatto con l'invito alla tregua, sia essa - come dice Napolitano - portatrice di pace o di riapertura delle ostilità. Nella situazione data una tregua sarebbe solo un regalo a Berlusconi, la cui crisi non è stata affatto cancellata dal successo di «anfitrione» (come ha scritto Eugenio Scalfari) ottenuto all'Aquila. La crisi economica si aggrava come ci dice anche la Consob e dal governo vengono solo annunci di provvedimenti e regali ai grandi evasori fiscali, in un paese dove la metà degli italiani dichiara meno di quindicimila euro. Dare respiro al Cavaliere non è proprio cosa utile.

E poi. Il ritorno «a un clima più civile» dovrebbe, come neve al sole, dissolvere tutte le vergogne pubbliche che si sono accumulate sulla persona del presidente del consiglio? Giustamente Stefano Rodotà su la Repubblica di ieri si domanda se «un nuovo corso politico può cominciare all'insegna di una omissione?». E, sempre Rodotà aggiungeva: «Il premier ha un'opportunità. Andare in un luogo che non ama, ma centrale per le istituzioni come il Parlamento, e rispondere alle domande che gli sono state poste». Insomma una tregua che divenga di fatto una rimozione di quel passato che fino a qualche giorno fa ha animato la stampa di quasi tutto il mondo e che, certo, non tornava ad onore dell'Italia, aggiungerebbe male al male. Non si può alfanizzare tutto (avete presente il lodo Alfano?).

Le parole del Presidente della Repubblica, del tutto condivisibili pure in una situazione di straordinaria polemica politica, sarebbero, a nostro avviso, assai controproducenti nell'attuale contesto; rischiano di trasformarsi in una inaccettabile assoluzione non solo del Cavaliere, ma di tutta la sua politica.









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Saviano, Roberto
( 20.03.2010 07:35 )
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