0 0 0 0 0
0
0 0 0 0 0 0 0
0
0
0 > Le mie opere > Scritti > Articoli e saggi

20080820 Spazio pubblico? Distrutto
Data di pubblicazione: 30.08.2008

L'articolo di apertura di LEFT Avvenimenti, n. 34 del 22 agosto 2008

Stanno distruggendo tutto. Dai valori fondanti del nostro Stato al ruolo del lavoro, dai bilanci delle famiglie alla solidarietà. Operano modificando il modo in cui le persone pensano, giudicano, valutano, scelgono, e le abitudine quotidiane, ciò che si compra, si mangia, si indossa, si guarda. Non ci sarebbe nulla di male, se distruggessero ciò che non serve più. Invece no. Stanno distruggendo tutto quello che conta, tutto quello che è stato costruito in un faticoso processo di sviluppo: quello vero, quello che migliora le persone e il loro modo di vivere con gli altri, di essere e di sentirsi uguali e ugualmente degni di rispetto, non quello consistente nel’aumento della produzione di merci utili, inutili o dannose.

Stiamo parlando dei nuovi barbari, quelli che sono rappresentati e conquistati da Silvio Berlusconi. Ma in realtà dovremmo parlare, più che di Berlusconi, del “berlusconismo”: quella ideologia che pervade larghissimo parte dello schieramento politico, che nacque con le “modernizzazioni” di Bettino Craxi e con l’insofferenza delle regole comuni, che ha la sua cornice mondiale in ciò che Oltralpe e Oltreoceano si chiama “neoliberalismo”. È un’ideologia che ha il suo centro nella affermazione più piena, sfrenata, “libera” dell’individuo, il cui metro di misura è costituito unicamente dalla ricchezza e dal potere che è in grado di accumulare, quali che siano i mezzi impiegati. L’unico strumento valido per misurare le cose (tutte le cose, dalle merci ai sentimenti) è il mercato; l’unica dimensione della vita sociale che conti è quella economica (e dell’economia data, dell’economia capitalistico-borghese).

Molti hanno compreso e denunciano numerosi aspetti di questa ideologia, e delle pratiche sociali che ne conseguono: nella sinistra “radicale”, nei gruppi intellettuali e sociali che criticano la globalizzazione neoliberista, in parti consistenti del mondo dell’ambientalismo e di quello cattolico. Molto scarsa è invece la consapevolezza del danno enorme che i barbari stanno apportando nel campo dell’organizzazione dell’habitat dell’uomo: nella città e nel territorio.

Qui, nella città e nel territorio la devastazione che sta avvenendo è immane. E che il grosso dell’opinione pubblica (a partire dai politici) non se ne accorga rende il danno ancora più preoccupante. Riflettiamo su alcuni aspetti di ciò che sta avvenendo.

Gli spazi pubblici

Gli spazi e gli edifici destinati alla vita e alle funzioni sociali (dalle piazze alle scuole, dai parchi agli ospedali) sono spazi pubblici per definizione, e aperti alla pubblica fruizione: tali sono stati da quando la città esiste (la nostra città, la città europea, la città come luogo del municipio e della libertà, dell’autogoverno e della cittadinanza). Il loro peso nella città è cresciuto, nella storia, man mano che si sono sviluppate le funzioni legate alla solidarietà, alla diffusione della cultura, alla cura della salute, agli impieghi del tempo libero. Sono stati una componente di rilevo del welfare state. In Italia la loro conquista è stato il risultato di una lunga lotta del movimento delle donne, del sindacato dei lavoratori, della cultura progressista, dei partiti della sinistra. Si era ottenuto che nei piani urbanistici venissero riservati a queste necessità aree di dimensioni adeguate, da acquisire alla proprietà pubblica e alla pubblica gestione (gli standard urbanistici, con una legge del 1967). Si era ottenuto poi che ogni intervento edilizio dovesse destinare una quota del maggior valore ottenuto dai proprietari alla realizzazione delle previsioni pubbliche dei piani (gli oneri di urbanizzazione, con una legge del 1977).

Oggi è in marcia la loro demolizione, adoperando tre strumenti. (1) La riduzione delle risorse destinate alla loro acquisizione, realizzazione, gestione: quegli “oneri di urbanizzazione” che erano destinati a ciò sono utilizzati dai comuni per coprire i loro deficit di bilancio, per pagare stipendi e altre spese correnti. (2) La progressiva privatizzazione degli spazi pubblici: il percorso era stato avviato trasformando le piazze in parcheggi, prosegue oggi sollecitando i comuni a “valorizzare” le proprietà pubbliche (venderle o trasformarle in utilizzazioni commerciali), e proponendo di utilizzare le aree vincolate a spazi pubblici per realizzarvi edilizia residenziale solo provvisoriamente “sociale”, poi utilizzabile dagli immobiliaristi più o meno “furbetti”. (3) l’abolizione dell’obbligo di rispettare gli standard urbanistici, prevista da una legge bloccata in extremis nella scorsa legislatura e ripresentata in quella attuale, ma già anticipata in alcune regioni.

Il diritto alla casa a un prezzo equo

La rivendicazione popolare della “casa come servizio sociale” era stata tradotta, negli anni Settanta, in una strategia che prevedeva la programmazione decennale dell’intervento pubblico nel settore (con l’edilizia pubblica per i ceti meno abbienti e quella privata convenzionata e agevolata, l’una e l’altra su aree parzialmente depurate degli incrementi della rendita fondiaria) e il controllo dei prezzi del mercato edilizio esterno all’area dell’intervento pubblico (l’equo canone), Tutto ciò è stato smantellato. Non solo: fedeli al principio di utilizzare anche la povertà per arricchire i già ricchi, prevedono di finanziare interventi immobiliari privati, agevolati dal contributo pubblico, con il solo vincolo di affittare le case a prezzi contenuti ai meno abbienti.

Tutto ciò costituisce la sostanza della politica aggressiva della destra al potere. Ma è stato avviato per più d’un aspetto nella politica del centrosinistra, ogni volta che si è dimenticato che il mercato, se è utile per misurare il valore delle merci, non serve né a comprendere né a governare qualcosa che merce non è: come la città e il territorio. La speranza di arrestare la privatizzazione dell’habitat dell’uomo è affidata soprattutto alla resistenza di chi ha compreso ciò che sta accadendo, e sa unirsi agli altri per difendere ciò che fa della città un bene comune: a partire dagli spazi pubblici.









0
0
( 11.03.2010 19:53 )
Con l’approvazione della legge siciliana si chiude il circo Barnum iniziato un anno fa, con la proposta di “piano-casa” di Berlusconi. Obbedienti alla frusta del domatore i leoni regionali hanno attraversato tutti, magari con qualche mugugno, il cerchio di fuoco dell’abbandono della razionalità -->
( 11.03.2010 19:14 )
di Edoardo Salzano
Gli italiani d’oggi hanno subìto la magia opposta a quella del re Mida. Il re frigio trasformava ogni cosa in oro, noi, con rispetto parlando, trasformiamo in merda ogni cosa. Anche le idee d’oro.

. -->
( 11.03.2010 11:47 )
( 05.03.2010 10:24 )
di Vezio De Lucia
“Sì, ci sono cose che non vanno, anche gravi, ma la bravura di Bertolaso è fuori discussione, guardate la ricostruzione dell’Aquila”. È stato questo, salvo pregiate eccezioni, il motivo che ha accompagnato per settimane le cronache sul malaffare della Protezione civile, con poche varianti fra destra e sinistra. -->
( 01.03.2010 22:14 )
di Maria Pia Guermandi
Nell’ultima nota redatta da chi scrive si denunciava l’allargamento, sulla base di emergenze fittizie, della nomina di Commissari di Protezione Civile a capo dei principali siti dei Beni Culturali (Roma, Pompei, Uffizi, Brera); -->
Salzano, Edoardo
( 24.02.2010 17:18 )
( 19.02.2010 20:13 )
Il paese dei coccodrilli: così meriterebbe d’essere ricordata l’Italia degli ultimi decenni. -->
( 19.02.2010 08:15 )
di Fabrizio Bottini
Pian piano la verità ha cominciato a comporsi a mosaico: prima qualcuno ha notato gli steccati un po’ meno lindi delle villette, poi le automobili meno nuove, o piccoli segnali di disagio come gli affari tentennanti del supermercato … -->
( 12.02.2010 13:51 )
di Edoardo Salzano
Non sembra che i problemi delle città e dei territori siano al centro della campagna elettorale, né a destra né a sinistra. Ciò esprime l’abisso nel quale è caduto il nostro paese. -->
( 11.02.2010 08:09 )
di Vezio De Lucia
Ancora sul piano casa. Martedì 20 si è svolto a Sassari, nella facoltà di Scienze politiche, per iniziativa della scuola di dottorato diretta da Antonietta Mazzette, un convegno dal titolo “Dalle regole al fai da te del piano casa. A che serve l’urbanistica?”. -->
( 29.01.2010 15:41 )
La cacciata dei lavoratori poveri e stranieri da Rosarno ha sollecitato in molti di noi riflessioni che vanno al di là di quell’episodio. -->
Salzano, Edoardo
( 28.01.2010 23:06 )
( 24.01.2010 08:11 )
di Maria Pia Guermandi
Inizio d’anno: tempo di buoni propositi in genere maturati sulla base degli errori passati. Al contrario di ciò che suggerisce il detto latino - errare humanum, perseverare diabolicum -->
( 20.01.2010 13:26 )
Molte volte si è parlato della morte di Venezia. La sua decadenza è stata legata a diverse ragioni: le pestilenze, il degrado degli edifici, l’incuria degli uomini, l’esodo della popolazione, l’invasione delle acque; negli anni più recenti, la marea montante del turismo mordi e fuggi. -->
Salzano, Edoardo
( 15.01.2010 17:17 )
( 15.01.2010 12:46 )
di Fabrizio Bottini
Non ho mai visto cose che voi umani trovereste banali, persino un po’ noiose, racconterebbe un replicante nella padania devastata dal cambiamento climatico, diciamo fra una generazione -->
Boeri, Tito
( 03.01.2010 12:51 )
Salzano, Edoardo
( 29.12.2009 23:51 )
( 18.12.2009 10:18 )
Che fare per contrastare il consumo di suolo? Non basta una cosa sola. Il fenomeno deve essere contrastato con un insieme sistematico di azioni, che ne affrontino i diversi aspetti. -->
( 17.12.2009 20:40 )
di Edoardo Salzano
Non c’è più nessuna differenza nel modo in cui governi di centro destra e governi dei centrosinistra usano il territorio. Per lo Stato, le regioni, i comuni è solo materia bruta da distruggere per far quattrini. -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg