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Eddyburg
Per favore, non diciamo...
30 Gennaio 2006
Le parole
Parole da non adoperare, o da adoperare con molta attenzione e parsimonia. Potete propormene altre

Per favore non diciamo(o comunque non diciamo troppo spesso):

“come dire”

“e quant’altro”

“valido”

“scendere in campo”

“un attimino”

“mi consenta”

"oggi come oggi"

"vero e proprio"

"una sorta di"

E non diciamo neppure:

grosso”, se vogliamo dire “grande”

metodologia”, se vogliamo dire “metodo”

tipologia”, se vogliamo dire “tipo”

nominativo”, se vogliamo dire “nome”

problematica”, se vogliamo dire “problema”

Cofferrati”, se vogliamo dire “Cofferati”

quelli che sono i …”, se vogliamo dire “i …”

implementare”, se vogliamo dire “attuare”, o addirittura

implementare”se vogliamo dire“incrementare”

" esaustivo" se vogliamo dire "esauriente"

Mi suggeriscono poi:

di dire un po' meno:

"praticamente", "tendenzialmente", "mitico", "in qualche modo"

e di non dire:

"intrigante", se vogliamo dire "interessante" o "affascinante"

"la mia filosofia", se non siamo nè Kant nè Irigary, ma un fabbricante di portaspilli o un intrattenitore

"piuttosto che" se voglimo dire "invece che"

Se poi riuscissimo addirittura ad evitare di dire:

step”, se vogliamo dire “passo”

tout-court”, se vogliamo dire “semplicemente”

friendly” invece di “amichevole”

tutors”, se vogliamo dire “ tutores”, ricordando che tutor è una parola latina anche in una frase inglese

Comunque, non arriviamo al punto di dire:

“spostare il cursore sull’icona e premere il tasto del mouse”, se possiamo dire “clicca”

Se pretendiamo di scrivere in italiano corretto non scriviamo:

“sottendere” invece di “essere sotteso”

“1500” invece di “’500”, se ci riferiamo al XVI secolo



A proposito di computer

Domandiamoci intanto qual è l’equivalente italiano del verbo “ to scan” (da cui scanner ecc.). Forse “scannerizzare”? o, peggio, “scannare”? o, più complessamente,“scansionare”? Si tratta di termini abbastanza diffusi. Secondo me (ma è un’opinione profana) dovremmo ricordare che probabilmente il verbo inglese deriva dal latino “ scandère” (vedi Collins Concise English Dictionary, 1980, p. 668), e ricordare che da quella radice nasce il termine italiano “scandire”.

Non dico che si debba arrivare all’estremismo linguistico dei francesi (che hanno ragioni più solide delle nostre per tentar di resistere all’egemonia linguistica statunitense), e chiamare “ ordonnateur” il computer e “ logiciel” un programma, ma perché dire:

forwardare” invece di “inoltrare”

“carbon copy” invece di “copia”

(Un’esagerazione “alla francese”, ma davvero spassosa, è il programma “scrivimm’”, che vorrebbe sostituire “write”. Lo conoscete? Se volete ve lo mando; scrivetemi qui:
eddyburg@tin.it)

Naturalmente

Naturalmente non terrete conto di questi miei consigli quando parlate o scrivete in inglese!

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