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Paolo Grassi
Ma dove vivi?
24 Settembre 2019
Ciao Eddy
Quando, l’8 dicembre 2007, partecipai alla presentazione del libro di Edoardo Salzano

Ma dove vivi? - La città raccontata mi portai e mostrai i ciclostilati del 1973 ...
Ma dove vivi? - La città raccontata mi portai e mostrai i ciclostilati del 1973 sulle questioni urbanistiche aperte che lui aveva redatto per la Federazione Romana del Pci e che erano stati distribuiti in tutte le sezioni romane. Mi fa ridere, oggi, l’affermazione “stare sul territorio”, allora non si usava dire così, ma lo si faceva sul serio in una rete organizzata che legava vertici e periferia. Tutto questo è stato poi man mano demolito nelle successive trasformazioni del più grande partito della sinistra.

Eddy Salzano è stato sempre sulla breccia, coerente al massimo nell’affermare e sostenere due principi: il primato della sana urbanistica come unico e indispensabile metodo di governo del territorio e il primato dell’interesse pubblico su quello privato. Puntando sempre ad una consapevolezza diffusa, quindi non solo tra gli specialisti della materia e il libro citato ne è un particolare esempio. Belle queste parole dell’introduzione: «L'obiettivo essenziale di questo libro è aiutare chi vive nella città a comprenderla per concorrere a trasformarla; vi allude del resto il titolo, scelto dall'editore prima ancora che il testo venisse licenziato. Questa scelta spiega anche perché non troverete in queste pagine nessuna completezza di trattazione; non è questo lo scopo di chi si è proposto di aprire un percorso e indicare alcune direzioni lungo le quali proseguire la ricerca, affidandosi all'intelligenza e al sentimento: solo così può nascere un sapere sufficiente a chi voglia essere, insieme, individuo e membro di una comunità larga e aperta». Intelligenza e sentimento: doti che hanno accompagnato questa grande persona per tutta la sua vita. Sarà ricordato per sempre.

P.S. Riporto la dedica che mi fece quel giorno, ben conoscendo la mia passione belliana, con quel verso “venissimo a capì che so’ misteri”, a stabilire una sorta di complicità in quella passione stessa. D’altra parte nel sito da lui creato, www.eddyburg.it, non ci son solo contributi (originariamente meglio raggiungibili) di urbanistica o politica, ma anche poesie, brani letterari, canzoni, ricordi personali e perfino ricette di cucina. Tra quei ricordi, interessante e simpatico quello riguardante il nonno materno, Arnando Diaz, che per un colpo di pistola (che non si tirò) divenne poi il grande generale della Vittoria del 1918.

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