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La spiaggia e la duna degli Alberoni (Venezia)
17 Luglio 2004
Italia
Una spiaggia lunga oltre tre km, larga un centinaio di metri, estremo lembo verso il mare di una duna profonda 200-400 metri. Dietro, una pineta e il golf del Lido. La spiaggia termina contro la diga della Bocca di Malamocco; dove finisce, una simpatica e rustica taverna, dove potete mangiare e bere molto piacevolmente.

Tra i cespugli e i banchi di sabbia, ogni tanto la figura in piedi di un uomo (i veneziani li chiamano gli Apache). È uno dei pochissimi luoghi nel Veneto dove si può prendere il sole nudi.

La spiaggia è quasi vuota, eccetto il sabato e la domenica, quando diventa infrequentabile a causa dei numerosi gruppi di bagnanti che arrivano in barca, e ormeggiano i loro scafi (a volte oltre un centinaio) proprio davanti alla spiaggia, verso la taverna.

Dalla terra al mare, dal mare alla terra

Fa parte di una riserva naturale che misura 115 ettari; è gestita dal WWF Veneto e dal Comune di Venezia, in accordo con la Provincia di Venezia. L'area a pineta è gestita dai Servizi Forestali di Treviso e Venezia.

Secondo la scheda del WWF l’ambiente è costituito da

“dune pioniere e mobili colonizzate da Ammophila littoralis e dune consolidate da vegetazione erbacea xerica. Alle spalle delle dune è presente una vasta pineta di circa 30 ha. Vaste praterie umide interdunali. Sulla duna dominano le specie endemiche caratteristiche dei litorali sabbiosi dell'Alto Adriatico come lo sparto pungente, la medica marina, lo zigolo delle sabbie. Nel retroduna a vegetazione steppica troviamo il muschio Tortula ruralis, il raro fiordaliso di Tommasini e l'apocino veneziano. Nella area boscata, a pino domestico e pino marittimo, in riconversione a bosco misto a latifoglie con leccio, orniello, roverella e con frequenti macchie di pioppo bianco troviamo orchidee come la cefalantera maggiore e l'ofride fior d'ape. “

”Nelle depressioni umide interdunali prevale il giunco nero e la canna di Ravenna. Ricca è la presenza di avifauna con gruccione, fratino e fraticello che nidificano sulle dune mentre nelle aree più interne sono presenti l'occhiocotto, il canapino e lo zigolo nero. Tra i rapaci d'inverno volteggiano nelle aree aperte lo sparviero e il gheppio ed è avvistabile durante il passo il falco pecchiaiolo e il falco pellegrino. Nelle aree boscate nidificano il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il succiacapre e il gufo comune. Tra rettili e anfibi sono da segnalare il biacco, la lucertola campestre e il rospo smeraldino mentre tra i mammiferi topo domestico e crocidura minore”

Quanto rimarrà di questa flora e di questa fauna, di questo bellissimo luogo, quando apriranno il giganesco cantiere del MoSE?

Qui potete vedere una intera cartella di immagini, scattate per Eddyburg dal 2000 al 2004

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