Da "Abolire i privilegi della rendita", il manifesto, 13 marzo 2008
Dall'articolo sul Salario, la Repubblica, 7 marzo 2008
Da il manifesto, 5 febbraio 2008
Da la Repubblica, 27 dicembre 2007
L'editoriale de l'Unità del 17 gennaio 2008, di Antonio Padellaro
In un paese normale se la moglie del ministro della Giustizia viene messa agli arresti domiciliari sulla base dell’accusa (tutta da provare) di concussione, il ministro della Giustizia presenta le dimissioni in Parlamento. Clemente Mastella lo ha fatto con sensibilità istituzionale e gliene va dato atto. Qui però finisce la normalità italiana. Perché non è normale affatto che l’intervento, comprensibilmente accorato, del dimissionario venga accompagnato nell’aula di Montecitorio da applausi così appassionati e scroscianti come forse neppure Giovanni Paolo II ne ebbe il giorno della sua storica visita.
Non è normale che la seduta della Camera prosegua con una serie di attacchi frontali alla magistratura «politicizzata», in una sorta di assurda dichiarazione di guerra (o di correità) del potere legislativo contro quello giudiziario. Attacchi che non possono certo accrescere la già scossa fiducia dei cittadini nei confronti della «casta» politica. E non è normale soprattutto la lunga litania di solidarietà (non solo umana) che da quel momento in poi si alza dai banchi del governo e della maggioranza a favore del ministro. Unita alla richiesta pressante di recedere dall’insano proposito e di tornare a via Arenula. Comprendiamo tutti l’importanza che hanno per l’esecutivo i voti dell’Udeur, ma prima di solidarizzare «a prescindere» non sarebbe stato meglio informarsi bene sui reali contenuti dell’inchiesta? E vagliare attentamente le accuse con le quali, si apprenderà più tardi, la procura di Santa Maria Capua Vetere coinvolge lo stesso Mastella ipotizzando l’esistenza di una sorta di associazione per delinquere che avrebbe agito ai danni perfino del presidente della Regione Bassolino? Ci auguriamo sinceramente che Mastella e i suoi familiari dimostrino la loro estraneità ai fatti contestati. Ma la presunzione di innocenza deve valere per tutti. Per chi subisce le indagini e per chi le fa.
Da la Repubblica, 27 dicembre 2007
Cfr il manifesto del 28.12.2007)
Renato Guttuso (26 dicembre 1911 - 18 gennaio 1987)
Dal sito www.parchivimercatese.it, dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese, a commento dell'appello di eddyburg contro l'emendamento parcofago
Da "La pietà", 1927, in Sentimento del tempo
Citato in: ZYgmunt Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone, Laterza, Roma-Bari 2001
S
Anna Marson, Alberto Magnaghi, Walter Bonan, Edoardo Salzano
2006091
Il Medssaggero del 30 marzo 2006
2005
con i telespettatori (i radioascoltatori), ma non abbiamo altro mezzo per condividere con tutto il paese lo sconcerto e la rabbia per come il servizio pubblico in questi giorni viene umiliato. Lasciato ancora una volta senza governo per la feroce contesa intorno al suo controllo, spogliato del 70% degli utili raccolti, privato di grandi opportunità come l’offerta intera dei Mondiali di calcio. E’ uno scenario persino più drammatico di quel che avevamo temuto, in termini di lottizzazione, di asservimento al governo, ai partiti, agli interessi della concorrenza. Noi non ci rassegnamo allo smantellamento del servizio pubblico, convinti di interpretare l’opinione della grande maggioranza degli italiani.” Usigrai
Luca Signorelli, La Resurrezione della carne, 1499-1502
dettaglio dall'affresco
Cappella di San Brizio, Duomo, Orvieto
http://gallery.euroweb.hu/art/s/signorel/brizio/2/3resurr1.jpg
da http://www.retecivica.novi-ligure.al.it/scuole/scircolo/primavera.jpg