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Villaggio del Mose, progetto sospeso
31 Ottobre 2008
MoSE
Stop al cantiere nella riserva naturale. Il nuovo rappresentante dello Stato è un po’ più autonomo dal Consorzio Venezia Nuova? . La Nuova Venezia, 31 ottobre 2008

Stop al villaggio del Mose a Santa Maria del Mare. Una «pausa di riflessione» per studiare meglio le alternative e verificare una possibile soluzione concordata con il Comune. E’ il primo, per certi versi clamoroso, atto del nuovo presidente del Magistrato alle Acquie Patrizio Cuccioletta. All’indomani della sentenza del Tar del Veneto che ha respinto i ricorsi presentati dal Comune e dal Wwf, il Comitato Tecnico di Magistratura era riunito a palazzo dei Dieci Savi per approvare il progetto del villaggio per 500 operai, approvato dalla commissione di Salvaguardia nonostante l’opposizione del Comune. Invece è arrivato il colpo di scena. Rinvio alla prossima seduta. «L’ho fatto per rispetto del sindaco e dell’istituzione Comune», spiega il presidente, «se dobbiamo agire con spirito di collaborazione le soluzioni vanno in qualche modo concordate». Un cambio di atteggiamento apprezzato a Ca’ Farsetti. Adesso Cuccioletta promette: «Il Comune ha chiesto approfondimenti, e mi pare giusto dare il tempo per farli. Avrei rinviato il progetto anche se il Tar non si fosse espresso in quel modo». «Il Tar ha ridicolizzato il Comune», se la ride il presidente della Regione Giancarlo Galan, da sempre fra i tifosi del Mose, «speriamo che Cacciari rinsavisca. Il suo opporsi al Mose è deleterio, perché non si tolgono fondi a Venezia».

Ma ecco adesso rispuntare le alternative al villaggio, proprio come proponeva il Comune. Otto mesi fa la burrascosa seduta della Salvaguardia, presieduta da Galan, che aveva bocciato le alternative contando anche sul parere favorevole della Soprintendenza nonostante sull’area insistano quattro vincoli paesaggistici oltre a quelli previsti dal Piano regolatore e dal Palav, il Piano di area della laguna.

Adesso non è l’organo che dovrebbe tutelare la laguna (la Salvaguardia) ma il Magistrato alle Acque, ente proponente, che si dice disposto a discutere. Tra le alternative presentate dal Comune e nemmeno prese in esame allora c’era la sistemazione in grandi navi ancorate al largo oppure il riuso delle ex colonie degli Alberoni, da tempo abbandonate.

Intanto il Comune ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato sulla presunta «illegittimità» del via libera dato dalla Salvaguardia al villaggio e al grande cantiere del Mose a Santa Maria del Mare. Secondo Ca’ Farsetti mancava per quelle autorizzazioni l’autorizzazione paesaggistica. I giudici amministrativi (presidente Bruno Amoroso) hanno motivato il loro no con il ritardo nella presentazione dei ricorsi. E soprattutto con il fatto che un loro accoglimento «avrebbe pregiudicato l’intero iter di realizzazione del progetto Mose, da tempo definito e consolidato». Argomentazione che convince poco i legali del Comune. E’ possibile in ogni caso che dopo la «svolta» di ieri si possa arrivare a un accordo, magari sulla quantificazione dei danni ambientali (il Comune aveva chiesto 120 milioni di euro) e dunque a un ritiro del ricorso. Ieri intanto il Comitato tecnico di Magistratura ha approvato un progetto da 6 milioni di euro presentato dal Consorzio Venezia Nuova per lavori di ammodernamento dell’Arsenale (gru e bacini di carenaggio).

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