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Eddyburg
Venezia, la città come merce
20 Dicembre 2008
Vivere a Venezia
Succinta presentazione di una serie di immagini sconcertanti sulla città com’è oggi, in un powepoint di "Venezia ciiltà anfibia"

Alcune immagini raccolte in un powerpoint spiegano abbastanza bene che cosa si intende per riduzione della città a merce. Il caso illustrato è Venezia, una città-simbolo delle città d’arte, dove da tutto il mondo si accorre per ammirare uno dei più insigni monumenti del patrimonio dell’umanità.

Si sa che a Venezia si oppongono da molti decenni due diverse concezioni, orientata l’una promuovere l’omologazione di Venezia a qualsiasi altra città e a renderla in tal modo “moderna”, e l’altra a sostenere che la modernità di Venezia sta nel suo particolare rapporto tra storia e natura, che la rende, al tempo stesso, una città unica al mondo e una città in grado di insegnare al mondo come si può regolare virtuosamente quel rapporto.

Si direbbe che gli omologatori hanno vinto, benché il sindaco attuale sia un filosofo che ha spesso teorizzato la tesi opposta. Lo testimoniano molti eventi: ci siamo occupati del ponte di Calatrava, un oggetto inutile e costosissimo (e tra l’altro neppure bello e dotato di errori tecnici impensabile in una città ricca di ponti come Venezia). Lo testimonia adesso il larghissimo uso - che comune e sovrintendenza hanno promosso e consentito - di ignobili pannelli pubblicitari, di dimensione tale da cancellare, letteralmente, i palazzi sui quali sono installati.

Guardate il file allegato, scaricabile qui sotto. E consolatevi pensando che magari qualcuno verrà a dirvi che solo cancellando quei palazzi si potevano trovare i soldi per restaurarli. E allora, “per connessione di materia”, vi verrà in mente di chiedere perché non si siano investiti allo scopo la dozzina di milioni che saranno pagati, a consuntivo, per il ponte di Calatrava.

Emerge con prepotenza una verità della quale tutti dovrebbero rendersi conto. Le risorse della città possono essere adoperate per renderla più giusta e più bella per i suoi abitanti, permanenti o temporanei, oppure più redditizia per i mercanti che approfittano del suo uso per fare quattrini. La città come bene comune, oppure la città come merce. Venezia indica, con straordinaria efficacia, quest’ultima strada.

Sul ponte di Calatrava vedi una lettera al manifesto e un articolo su Carta. Sul turismo a Venezia e la sua capacità degradatrice vedi molti articoi nella cartella Vivere a Venezia. Sulle ragioni della modernità di Venezia vedi uno scambio di lettere.

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