loader
menu
© 2022 Eddyburg
Anna Toscano
Venezia, Disneyland di lusso
16 Agosto 2009
Vivere a Venezia
Disneyland si, come dice John Kay, ma di lusso! Una delle molte facce della nuova peste, il turismo sgovernato. Dalla webzine Alleo, 2 ottobre 2008

Una persona normale, non un turista ma una persona che vive e lavora a Venezia o viene da fuori per lavorare, e voglia prendersi una bottiglietta d’acqua da mezzo litro la paga due euro e cinquanta. In quasi tutti i bar di Venezia. Un lusso l’acqua. L’alternativa è prendere una pausa di un’ora, anziché di dieci minuti e andare in uno dei luoghi più rari e ricercati in laguna: un supermercato. Un lusso un supermercato.

Se a Venezia si arriva di notte, o di giorno, ma con qualche problema col bagaglio e un impiccio di salute personale, si può prendere il taxi acqueo. Per un tempo di percorrenza di circa tre-quattro minuti la tariffa è, se si chiede con un certo dialetto veneziano o con una cadenza del tutto lagunare, dai 40 ai 60 euro. Un lusso il taxi.

Sto facendo esempi di beni primari: acqua e trasporti. Non sto parlando di cinema, due sale in tutta la città, di librerie o di bagni pubblici che pure scarseggiano.

Ma ci sono cose che a Venezia non mancheranno mai: ponti, musei e negozi. I ponti sono più di 400, ma da qualche settimana se ne è aggiunto uno: il ponte di Calatrava. Un vero lusso per la città, con un costo di 12 milipni di euro e una infinità di tempo e polemiche che ancora non si spengono. La città museo-a-cielo-aperto di musei ne ha una moltitudine, l’ultimo arriverà a giugno 2009 e sarà il “Centro d’Arte Contemporanea di Punta della Dogana – François Pinault Foundation”: un costo di 20 milioni di euro di solo lavori su una superficie di 4290mq. Un polo del lusso, con lavori di lusso e collezioni di lusso. D’altronde tutto ciò arriva da François Pinault, che di lusso se ne intende.

Ma l’ultima notizia in questo campo è l’acquisto da parte del Gruppo Benetton del “Fontego dei tedeschi”, ovvero lo storico palazzo delle poste ai piedi di Rialto. Oltre dieci mila metri quadrati che tutte noi speravamo andasse a H&M o Zara, così da poterci permettere qualche acquisto nella città in cui viviamo. Invece no, con 53 milioni di euro Benetton non farà un negozio della propria marca (che tra l’altro è già lì vicino a soli venti metri in un palazzo storico di tre piani) bensì una galleria stile Galeries Lafayette, con negozi di lusso. Come se di negozi Armani e simili la città non fosse già piena. Un altro polo del lusso.

Cammino per la mia città e guardo le carovane di turisti giornalieri che ciondolano ovunque, osservo i giapponesi con grandi sacchetti con la scritta Versace, vedo palazzi storici, come il bellissimo palazzo delle entrate in campo sant’Angelo, che stanno cambiando sesso e diventano alberghi di lusso. Non mi stupisco più quando vedo i topi scorrazzare nelle calli, ma mi stupisco se vedo un gatto: un bene di lusso se l’associazione che da venti anni li sterilizza non ha beccato i suoi genitori.

Mi fermo di fronte ai manifesti di mostre e biennali che tappezzano la città e mi sorprendo a vedere la faccia di Cacciari che si versa l’acqua da una caraffa e dice “io bevo l’acqua del sindaco”. Anch’io bevo e pago cara quell’acqua. Caro sindaco, ogni anno Venezia nel centro storico registra tra i mille e i milleseicento residenti in meno… Tra qualche anno, per te, avere un cittadino sarà un lusso. Ma non ti mancheranno ponti, musei e negozi.

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg