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Massimo Cacciari
Venezia chiederà la modifica del progetto
28 Febbraio 2006
MoSE
Aspettando che il governo si esprima sulle censure della Commiasssione europea. Da l’Unità on line del 28 febbraio 2006

Professor Cacciari, come vi ha colto la procedura d’infrazione della commissione europea?

«Non ci ha colto di sospresa, perché il comune di Venezia, insieme a quelli di Chioggia e di Cavallino, avevo sollevato fin dal giugno scorso dei dubbi sui lavori e sul rilevante impatto che avevano su zone protette dalla Comunicata Europea. Avevamo mandato un esposto in questo senso alla regione Veneto e ai ministeri dell’Ambiente e dei Lavori Pubblici. Ci aspettavano che una misura del genere sarebbe arrivata».

Il Comune aveva già preso qualche provvedimento?

«Appena eletto, ho costituito subito una commissione tecnica, che ha condotto una valutazione comparativa tra le opere in corso e altre eventuali progetti alternativi. Abbiamo poi condotto due giorni di confronto pubblico su questo tema e sul tema dell’impatto sulle attività portuali nelle chiusure mobili alle bocche di porto. Oltre all’esposto sull’impatto ambientale che ricordavo prima. Ci stiamo movendo a 360 gradi».

La precedente giunta veneziana aveva però dato il suo assenso condizionato al progetto Mose. Che fine hanno fatto i famosi “undici punti” che il Mose avrebbe dovuto rispettare?

«Gli undici punti sono all’esame dell’ufficio di Piano che è composto da rappresentanti del Magistrato alla Acque, quindi lo Stato, delle università, del comune, della provincia. Non c’è dubbio, però, che al momento in nessuno degli “undici punti” si sia intervenuti con decisione. Il progetto Mose va avanti senza seguirli».

Come mai la procedura d’infrazione dell’Ue non ha fermato i lavori di costruzione?

«L’avvio di questa procedura non comporta la necessità di interrompere- Da un punto di vista legale, il governo non è tenuto a fermarsi. Del resto, nessuna delle opere concernenti veramente la struttura fondamentale del progetto Mose è ancora stata, non dico realizzata, ma neanche messa in cantiere».

Non si è arrivati quindi a un punto di non ritorno? Ad esempio, nei lavori dell’isola artificiale?

«Nulla è ancora definito. Nessuna delle strutture fondamentali del Mose è stata ancora iniziata. Anche nella costruzione dell’isola artificiale si può tornare indietro».

Il governo entro fine mese dovrà rispondere alla procedura d’infrazione. Voi come vi state preparando?

«Stiamo mettendo a punto un ordine del giorno unitario di tutta la maggioranza da presentare in Consiglio comunale. Finito il bilancio, il consiglio sarà chiamato a una seduta straordinaria proprio su questo argomento.Sulla base di una serie di valutazione tecniche, la bozza di ordine giorno si conclude con una richiesta al sindaco di attivarsi perché nella prossima riunione del cosiddetto “Comitatone”, il comitato misto, si discuta approfonditamente il progetto Mose per modificarlo o eventualmente sospenderlo».

Per quando prevede che la giunta comunale discuterà l’ordine del giorno?

«Per l’inizio di marzo. Nello stesso periodo in cui scadranno i due mesi concessi dall’Unione europea».

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