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Marco Ventimiglia
Valanga di sfratti sulle famiglie sono 140mila quelli esecutivi
18 Giugno 2009
Abitare è difficile
Il problema della casa della realtà è l’opposto di quello che Bertlusconi vede. L’Unità, 18 giugno 2009

Trascorrono gli anni, in Italia sono cambiate tante cose, ma un problema resta sempre lo stesso nella sua drammaticità: il rischio per molte famiglie di subire lo sfratto dall’abitazione. Anzi, gli ultimi dati statistici fotografano un espandersi dell’emergenza, se è vero che nel 2008 le richieste di esecuzione sono aumentate di oltre il 25%, salendo a quasi 140.000. E le cifre, denunciano i sindacati, sono solo provvisorie e destinate ad aumentare viste le difficoltà attraversate dai lavoratori in tempi di crisi mentre l’ormai pluriennale tendenza al rincaro degli affitti non accenna a fermarsi nonostante la recessione economica.

In base ai dati preliminari diffusi dal ministero dell'Interno l’anno passato su un totale di 51.390 nuove sentenze di sfratto (+17,14% sul 2007), la maggioranza assoluta, oltre 40.600, sono state per morosità. Le richieste di sfratto presentate dagli ufficiali giudiziari alla forza pubblica per eseguire gli sfratti sono state 138.040, con un aumento rispetto al 2007 del 26,13%. Gli sfratti eseguiti sono stati invece 24.996, l'11,25% in più rispetto al 2007.

IL CASO DI ROMA

Da qui, si è detto, l'allarme dei sindacati. Il Sicet, l’organizzazione che rappresenta gli inquilini della Cisl, cita alcuni esempi eclatanti: a Venezia gli sfratti emessi sono saliti del 261%. In Emilia, Modena ha visto un'impennata del 50% delle richieste di esecuzione. Mentre a Roma si è arrivati a 53 mila (+171%). Numeri che hanno portato il Lazio al top della classifica regionale con oltre 54 mila richieste e un'impennata del 160%. Dati «preoccupanti» anche a Napoli con 1.800 esecuzioni. Palermo e Catania sono invece ai primi posti in Sicilia con rispettivamente 1.700 e 2.400 sfratti.

In controtendenza, invece, sembra muoversi la Lombardia: le richieste sono state lo scorso anno circa 28.000, il 28% in meno rispetto al 2007. Ma in questo caso i sindacati sostengono che i dati devono essere valutati come assolutamente provvisori e destinati a crescere. Quanto a quel che sta accadendo nell’anno in corso, le previsioni sono tutt’altro che ottimistiche.

I TIMORI PER IL 2009

«Il 2009 sarà peggiore: - sottolinea il segretario generale del Sicet, Guido Piran - prevediamo una ulteriore crescita per i provvedimenti di sfratto stimabile tra il 15 e il 20% e tutta nel capitolo della morosità. Per questo, la prossima scadenza della proroga degli sfratti del 30 giugno deve essere colta come opportunità «per comprendere anche la morosità. Il problema non deve essere solo rinviato di qualche mese. Serve un fondo di contributi per l'affitto finanziato con più risorse e una maggiore offerta di case di edilizia pubblica assieme ad una nuova legge sulle locazioni private che riduca il costo degli affitti».

L'Unione inquilini parla di «frana sociale» e di «Italia sotto sfratto e sempre più povera». Per il segretario nazionale Walter De Cesaris «da questi dati si evince il fallimento delle politiche di liberalizzazione dei canoni e di privatizzazione dei patrimoni pubblici. È giunto il momento di una profonda inversione di rotta».

Da qui le proposte dell’Unione inquilini:«Il sindacato presenta quattro richieste essenziali per affrontare l’emergenza: blocco generalizzato degli sfratti, compresi quelli per morosità; riduzione del 50% degli affitti; stanziamento subito di un miliardo di euro per il sostegno all'affitto; realizzazione di almeno un milione di case popolari a canone sociale».

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