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Urbanistica, Monza blocca la lottizzazione della Cascinazza
11 Marzo 2007
In giro per l'Italia
Vinta la battaglia della Cascinazza, contro il tentativo miliardario della famiglia Berlusconi per costruire nella golena del fiume. Dal Corriere della sera, ed. Milano, 11 marzo 2007

Fra roventi polemiche, a Monza la giunta di Michele Faglia (Unione) ha ottenuto dal Consiglio comunale l'adozione del Piano di governo del territorio: 22 voti a favore pochi minuti dopo la mezzanotte di venerdì. Sullo strumento che delinea lo sviluppo urbanistico della città, compresa la questione Cascinazza, annosa vertenza giuridico—immobiliare fra la famiglia Berlusconi e il Comune, pesa tuttavia la decisione della Casa delle Libertà di abbandonare l'aula al momento del voto per protesta contro «l'arroganza della maggioranza». Dice Osvaldo Mangone, capogruppo di Forza Italia: «La giunta Faglia ha dimostrato scarso rispetto dei diritti della minoranza. La nostra possibilità di intervenire è stata praticamente annullata». Il tutto accompagnato da bandiere e cartelli e dalle grida del pubblico. I punti chiave del piano messo a punto dall'assessore all'Urbanistica, Alfredo Viganò, sono l'introduzione del principio della perequazione e la salvaguardia delle aree verdi libere, fra le quali compare anche il lotto Cascinazza, nella periferia Est di Monza. «Il nuovo Pgt di Monza non è stato approvato solo per risolvere il problema della Cascinazza — commenta Faglia —. Grazie a questo voto la città ha adesso delle regole certe in materia urbanistica e abbiamo evitato che ritornasse in vigore il vecchio Prg Piccinato». Sullo sfondo, tuttavia, la questione Cascinazza continua ad incombere. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso presentato da Istedin, società della famiglia Berlusconi, contro la decisione della giunta di sospendere la discussione del piano di lottizzazione da 388 mila metri cubi. «Il Comune dovrà motivare un eventuale rifiuto — commenta Antonio Anzani, amministratore della società —. Ho già fatto partire una diffida e nelle prossime ore recapiterò la richiesta di danni».

Faglia, tuttavia non si scompone. «Ci stupisce questa sentenza — conclude —. Abbiamo già espresso un parere nel merito del progetto in questione e l'abbiamo sospeso perché non conforme al Prg. Questa decisione non cambia le carte in tavola, la Cascinazza è un caso chiuso».

Una sintesi della vicenda su Carta del 3 luglio 2006. Molti altri articoli e documenti nella cartella Padania, oppure scrivendo "Cascinazza" nel "Cerca" in alto a destra di tutte le pagine.

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