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Alberto Vitucci
Unindustria: «I turisti raddoppieranno»
5 Settembre 2013
Venezia e la Laguna
Scenari allarmanti per la città: aumenteranno ancora le orde del turismo "mordi e fuggi". I trasportatori: «Priorità ai residenti, consegne impossibili prima delle 9». Un destino denunciato da almeno 30 anni.

Scenari allarmanti per la città: aumenteranno ancora le orde del turismo "mordi e fuggi". I trasportatori: «Priorità ai residenti, consegne impossibili prima delle 9». Un destino denunciato da almeno 30 anni. La Nuova Venezia, 5 settembre 2013, con postilla

Venezia travolta dal turismo. Succede già oggi, ma lo scenario potrebbe diventare drammatico se si avverasse quanto annunciato ieri dai rappresentanti di Unindustria al vertice sul traffico acqueo in municipio. «Entro qualche anno il numero dei turisti raddoppierà», si è detto. Come fare? Di tagli e numero chiuso non si parla, e nemmeno di politiche per non incentivare gli arrivi. Anzi. L’Expo di Milano del 2015 i contatti con la Cina, il continuo espandersi di aeroporto e grandi navi da crociera annuncia entro breve l’invasione finale.

Il sindaco Orsoni ieri ha di nuovo messo sul piatto la sublagunare. Progetto già archiviato per i suoi impatti e i costi insostenibili. Che porterebbe in città altri milioni di turisti aggiuntivi. Ieri intanto si è parlato di trasporti e fasce orarie. E di come arrivare a una migliore gestione del Canal Grande dopo il tragico incidente di agosto.

Trasportarori. Toni distesi, ma sostanza immutata. «Abbiamo definito irricevibile», scandisce il segretario degli artigiani Gianni De Checchi, «la proposta di consegnare le merci all’alba. Possiamo discutere, ma noi chiediamo che la priorità in questa città sia data ai residenti. Dunque al trasporto pubblico, al trasporto delle merci senza penalizzare il traffico privato che incide solo per il 2 per cento del totale». Giovanni Grandesso, rappresentante dei trasportatori, ha ricordato che commercianti e artigiani hanno già opposto un rifiuto alla consegna delle merci prima delle 9 del mattino. «Ci sarebbero difficoltà anche per la consegna al Tronchetto, soprattutto adesso che l’Interscambio non è ancora disponibile».

Turismo. Difficile contemperare le varie esigenze. Soprattutto se non si comincia ad agire sul traffico turistico, migliorando la viabilità in Canal Grande. La scelta è ora tra il ridimensionare taxi e gondole oppure stringere su trasporto pubblico, merci e privati. Pontili. Sembra imminente la revoca dei pontili concessi a Rialto, a cominciare da quello del Magistrato alle Acque, proprio il luogo dove è successo l’incidente, e quelli dell’area più a rischio. Potrebbero esser spostati anche posti acquei delle gondole e dei taxi (Riva del Carbon e del Vin) per rendere più agevole il passaggio.
Imbarcaderi Actv. Una delle proposte che si discutono in queste ore è quella di spostare l’imbarcadero linea 2 di Rialto di là del ponte della Banca d’Italia. Doppio pontile in Riva del Carbon, uno solo vicino a Rialto, solo per gli arrivi. Si eviterebbero così incroci pericolosi. Linea 1 e 2 .Va avanti lo studio sull’unificazione di linea 1 e 2. Mezzi ogni cinque minuti, tutte le fermate. Risparmio per l’azienda, servizio «metropolitano» (ma più lento) per pendolari e residenti. Negli ultimi mesi i vaporetti non arrivano più in orario e si intasano alle fermate principali. Ieri duro botta e risposta tra azienda e sindacati. «Non accettiamo che i lavoratori siano denigrati», dicono in un comunicato congiunto Cgil, Cisl, Uil e Ugl, «bisogna garantire prima di tutto un servizio degno di questa città». Gondole e taxi. Va avanti l’idea di eliminare le carovane dal Canal Grande e di modificare gli itinerari turistici delle gondole. «Non ci fermiamo», dice l’assessore Bergamo. I 26 punti approvati dalla giunta sono ora all’esame degli uffici. Ieri intanto a Roma incontro chiarificatore tra il direttore generale Agostini e il Garante della Privacy: i controlli del sistema Argos forse potranno ripartire a breve.
postilla<Bestiale la cecità e sordità degli amministratori, e dell'intera classe dirigente della stanca e sfibrata erede della Serenissima. E' dagli anni della prima giunta di sinistra Rigo-Pellicani (inizio anni Ottanta) che la Giunta municipale individuò nell'espansione incontrollata del turismo "mordi e fuggi" una delle cause della decadenza del bene costituito dalla città. Quando il craxiano Gianni De Michelis propose di tenere a Venezia .'Expo 2000 la città (eccetto le forze che successivamente issarono il vessillo del MoSE) si sollevarono contro quella proposta ottenendo il consenso del Consiglio d'Europa e del Parlamento italiano: il rischio grave che si paventava era proprio l'accesso indiscriminato di visitatori che la città avrebbe subito (allora uno dei protagonisti della lotta contro l'Expo fu proprio quel Paolo Costa, che oggi è uno dei maggiori facilitatori dell'invasione del turismo "mordi e fuggi"). In quegli anni fu lanciata da Luigi Scano la proposta del "razionamento programmato dell'offerta turistica": un metodo che avrebbe consentito di governare i flussi di visitatori della città privilegiando (e contemporaneamente accrescendo l'impatto economico) di quel turismo interessato a conoscere il grande patrimonio di arte, bellezza, civiltà e cultura costituito dalla città e dalla sua laguna.
Negli anni successivi tutto è stato dimenticato nelle teste (sempre più riempite di paglia) e contraddetto nei fatti. Su propone di combattere le conseguenze del morbo aggravandone le cause. Come se, per chiudere una falla nella diga, ci si proponesse di allargarla a dismisura. Se si dovesse pensare che gli attuali reggitori della città sono savi si dovrebbe concludere che la loro sapienza (il loro potere) è volto al male. La nostra bontà ci induce a credere che siano soltanto (diciamolo con parole molto soffici) del tutto inadeguati alle loro responsabilità.

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