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Una lezione imparata male
24 Aprile 2007
Roma
Un appello della Soprintendenza Archeologica di Roma e le polemiche contro l’amministrazione capitolina ribadiscono l’attualità della lezione di Cederna, contro tutti i fraintendimenti. Da la Repubblica, 24 aprile 2007 (m.p.g.)

Gli archeologi della Soprintendenza al Ministro Rutelli: "salviamo la campagna romana"

Francesco Erbani – la Repubblica, 24 aprile 2007

Un appello a Francesco Rutelli perché sia tutelato il paesaggio dell´agro romano. In una lunga lettera al ministro dei Beni culturali, un centinaio di funzionari della Soprintendenza archeologica della capitale chiede che sia salvaguardato il patrimonio storico illustrato da schiere di vedutisti e celebrato da Goethe, Stendhal e Chateaubriand. Quel paesaggio, che racchiude ricchissime testimonianze antiche, è ora oggetto di «appetiti speculativi», scrivono archeologi come Rita Paris, che dirige Palazzo Massimo e tutta l´Appia antica, Maria Antonietta Tomei, che ha la responsabilità del Museo delle Terme, Matilde De Angelis e Alessandra Capodiferro, che guidano Palazzo Altemps, Livia Irene Iacopi, cui spetta la tutela dei Fori e del Palatino, e Roberto Egidi, che cura il Suburbio. Nell´appello, sottoscritto anche da architetti e assistenti di scavo, si sostiene che la campagna intorno a Roma «appare oggi quasi completamente cancellata nei suoi originari caratteri, deturpata e svilita da un´urbanizzazione incontrollata e sparsa a macchia d´olio».

Il nuovo Piano regolatore della città, scrivono i funzionari della Soprintendenza, poteva essere un´occasione per porre rimedio a questo consumo di suolo pregiato. E invece esso «riduce ulteriormente l´agro romano e porta la superficie urbanizzata da 41 mila a 56 mila ettari circa». A Rutelli si chiede di intervenire «per rafforzare la competenza dello Stato per la tutela del paesaggio e in particolare del paesaggio archeologico, rendendo obbligatorio e vincolante il parere delle Soprintendenze».

Un allarme sulla sorte della campagna romana (un territorio vastissimo: il Comune di Roma è grande 129 mila ettari) viene anche da un convegno di Italia Nostra dedicato ad Antonio Cederna. L´associazione chiede che si crei «un fondo nazionale per l´acquisizione al demanio indisponibile delle aree della campagna romana a rischio». Al convegno è intervenuto Walter Veltroni, che ha difeso l´operato della sua giunta. «Roma», ha detto il sindaco, «è una città che cresce ma non stravolge se stessa. In questi anni la capitale si è trasformata da città semi-morta dei ministeri a città viva. Tutto questo investendo sul bello, sul ritorno dell´architettura contemporanea e insieme mantenendo l´intensità che le deriva dalla sua storia».

Pincio, Veltroni al contrattacco "Il parcheggio verrà realizzato"

Carlo Alberto Bucci - la Repubblica, ed. Roma, 24 aprile 2007

In nome di Antonio Cederna, non un dibattito accademico a dieci anni dalla morte del grande ambientalista che combatté contro il sacco di Roma. Ma - ieri, ai musei Capitolini - uno confronto schietto, uno scontro aperto, tra "Italia nostra" e il sindaco Walter Veltroni. Il parcheggio del Pincio e il Museo del giocattolo a villa Ada, i punti caldi del contendere. Con la cronaca della lotta dei cittadini di Colle della Strega per fermare il via alla cementificazione che irrompe nella sala Pietro da Cortona. E con, come corollario al dibattito, le richieste del Comune al governo di finanziare il proseguimento della Metro C sulla Cassia e fino al Gra; e l´appello, per voce di Oreste Rutigliano, vicepresidente dell´associazione ambientalista fondata nel 1955 da Cederna e altri, di creare un fondo nazionale per salvare torri, ponti, casali in rovina dell´Agro romano.

«Seguire l´insegnamento di Antonio Cederna vuol dire anche essere scomodi» ha rivendicato Annalisa Cipriani aprendo i lavori della giornata su La legge per Roma Capitale, l´articolo 1, organizzata da "Italia nostra". Che, nel presentare il documento d´intenti in cui si punta a rivitalizzare la legge del 1990, ha ribadito il suo «no» sul Pincio, a causa delle «alterazioni che sicuramente quel sito storico subirà per i lavori del parcheggio sotterraneo». Immediata la replica di Veltroni, secondo relatore del convegno, che, dopo aver tratteggiato il profilo di Cederna «ambientalista moderno perché capace di coniugare tutela e crescita economica», ha bollato come «conservatrici» le richieste di stop al progetto sul Pincio. «È l´operazione più importante della storia urbanistica di Roma perché consentirà di togliere le auto dal Tridente e da Villa Borghese. Certe posizioni conservatrici - ha sottolineato - finiscono per condurre la città al degrado e io le contesterò». Decisa anche la difesa di Veltroni dell´ipotesi di un museo nelle «scuderie abbandonate di Villa Ada», dalle critiche di chi «vorrebbe restasse tutto così» (ma secondo Adriana Spera, capogruppo di Prc in Campidoglio, «il primo progetto si limitava giustamente a recuperare le scuderie mentre quello attuale prevede la grave costruzione di nuove cubature nella villa storica»).

La richiesta del sindaco al governo «di finanziare la Metro C sotto la Cassia» (un costo, in 10 anni, di 1230 milioni, 4 dei quali messi dal Comune), ha trovato d´accordo il deputato diessino Walter Tocci: «Ci si deve pensare assolutamente, fin dalla prossima Finanziaria». Più scettico il viceministro all´Economia, Vincenzo Visco («i fondi sono pochi, le richieste tante, il problema è decidere le priorità ...»), interessato soprattutto alle potenzialità delle dismesse caserme romane: «Castro Pretorio potrebbe diventare il campus della Sapienza».

Infine, Colle della Strega. Lo sciopero della fame dei residenti è stato applaudito da "Italia nostra". E in serata è arrivato l´appello dei Verdi. La senatrice Loredana De Petris e il portavoce alla Camera Angelo Bonelli hanno chiesto di stralciare l´edificazione dell´area verde dal piano di recupero urbano del Laurentino, oggi in approvazione alla Regione.

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