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Sandro Roggio
Una bella notizia
15 Dicembre 2005
Sardegna
Una corrispondenza su un evento importante, da Cagliari per Eddyburg il 15 dicembre 2005

Una bella notizia per gli amici di Eddyburg. La Sardegna completa il progetto di piano paesistico e avvia la fase della concertazione con gli enti locali. Non so se si possa dire che è un’eccezione che conferma la regola di un brutto andazzo: perché di buone notizie non ce ne sono poi tante per chi attraverso queste pagine osserva le scelte della politica sui temi del governo del territorio.

Per la Sardegna, a lungo senza piano paesistico e in balia delle pulsioni del centrodestra fino all’anno scorso, è l’indizio che una brutta fase è già alle spalle e che domani è un altro giorno, come direbbe Rossella O’Hara. Il presidente Soru ( accompagnato dai due assessori competenti) ha presentato ieri il lavoro svolto- che materializza il pensiero espresso tante volte - ringraziando tutti quelli che hanno consentito di arrivare a questo punto: soprattutto l’ufficio di piano costituito da dipendenti regionali e stagisti giovanissimi e il comitato scientifico che ha seguito con attenzione tutto il processo.

E’ davvero un’altra storia ( lo sa ben chi ha visto la prima puntata, conclusa nel ’93, quando i piani li portò a termine un ufficio che si occupava di miniere con l’aiuto consulenti anonimi). Una processo che ha alla base il metodo delle informazioni davvero condivise. Il lavoro è già in rete nel sito della Regione, e nessuno detiene in via esclusiva documenti riservati da fotocopiare per favore agli amici. Non serve più di tanto - riflettiamo - neppure la mediazione degli organi di informazione. Tutti possono già in questa fase accedere agevolmente agli atti senza fare domanda a nessuno. E formarsi un’opinione.

Il linguaggio del piano è facile: emerge subito l’opera di spiazzamento per chi volesse leggere i documenti con la cultura di un’altra stagione politica quando prevaleva il rito delle distribuzione bilanciata/patteggiata dei volumi. Quando i piani - specie quelli comunali- erano le trascrizioni più o meno fedeli delle volontà delle imprese di fare, qui o lì, in genere nei luoghi più belli e accessibili ciò che chiedeva il mercato.

Quando alcuni principi buoni - ce n’erano anche nell’ultima legge e nei vecchi strumenti - venivano travolti per i contenuti nelle stesse norme della legge che dovevano fare eccezione per alcuni importanti imprenditori dell’ edilizia ( attenzione: imprenditori edili che realizzano case da vendere, non operatori turistici che investono in attrezzature ricettive, magari di qualità!)

L’idea è proprio un’altra e l’insieme delle regole contraddice ogni discrezionalità: tutti uguali di fronte alla necessità di entrare nella globalizzazione del mercato turistico “con la schiena dritta”, ha detto ieri l’assessore all’urbanistica Gian Valerio Sanna.

Il paesaggio- valore costituzionale- è al centro di ogni riflessione e le trasformazioni eventuali presumibilmente poche. I luoghi che non hanno subito modifiche, per fortuna sono tanti, saranno conservati (tranquilli, non servono le foto ricordo, per documentare lo stato com’era - ha detto Soru -; il piano vuole dare la certezza di ritrovarla intatta quella spiaggia, quella scogliera). Sono previsti progetti estesi di riordino urbanistico (perché ci sono molte brutte sparse cose da rimediare) e l’idea di fondo è quella di valorizzare e potenziare gli insediamenti esistenti - quelli veri abitati tutto l’anno - che sono in grado di dare ospitalità molto meglio dei villaggi-vacanze.

Il progetto è accompagnato dal disegno di nuova legge urbanistica indispensabile per dare coerenza al procedimento tecnico-amministrativo, per rispondere alla riforma del Titolo V della Costituzione e al necessario metodo della copianificazione. Quindi è utile una lettura comparata dei due provvedimenti per capire le intenzioni.

Si apre ora la fase complicata della discussione che, sembra di capire, sarà molto pubblica: sono previste una ventina di istruttorie in tutto il territorio regionale che Soru stesso -si dice- presiederà, immaginiamo con grande pazienza. Non sarà infatti un percorso facile perché c’è da attendersi- già ce ne sono- reazioni molteplici a previsioni che faranno cadere, mi pare, ipotesi di intervento molto contrastate.

Solo le reazioni nei prossimi giorni, il bagaglio delle osservazioni, luogo per luogo, potrà dirci il grado di consenso che si realizzerà attorno al progetto da parte dei sardi e di tutti quelli che dovunque stiano - ad esempio in Val di Susa - sono interessati al programma di tutela della Sardegna. Per questo non dovrà essere un confronto limitato ai soli comuni costieri. Per questo le correzioni, integrazioni ecc. a cui il progetto è aperto - è normale che ne servano - dovranno essere introdotte nell’interesse collettivo

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