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Paolo Baldeschi
Un villaggio turistico sul Montalbano.
12 Agosto 2007
Come fare apparire dal nulla 55mila metri cubi di nuove costruzioni per tutelare il paesaggio e testimoniare l'incapacità della Regione e della Provincia di dirigere e controllare

Come può apparire dal nulla (degli strumenti urbanistici) un villaggio turistico di 55.000 metri cubi sul rilievo collinare del Montalbano, in alto, sulla linea di confine fra bosco e oliveti, in una zone di massima visibilità? La risposta ce la dà il Comune di Serravalle Pistoiese. Il metodo seguito per aggirare gli obiettivi, gli indirizzi e le prescrizioni delle leggi e dei piani è così esemplare che merita di essere raccontato.

Il Montalbano è un rilievo collinare montuoso di grande valore paesaggistico, posto ai margini della piana che va da Firenze a Pistoia, un patrimonio naturale e culturale che dovrebbe, secondo numerosi studi e progetti, diventare una vera e propria area protetta.. I Comuni del Montalbano hanno recentemente stretto un patto per coordinare le loro politiche urbanistiche e di tutela del paesaggio e le iniziative di valorizzazione delle risorse.

Il Piano territoriale di coordinamento di Pistoia, recita per il Montalbano la consueta sfilza di buoni propositi espressi come direttive ai Comuni: consolidare le aree boscate, impedire alterazioni morfologiche, salvaguardare le sistemazioni agrarie, ecc., propositi che sono ripresi nel Piano strutturale del Comune di Serravalle.

All’interno di questi indirizzi virtuosi, all’art. 48, il Piano strutturale dispone che il Regolamento urbanistico possa prevedere la realizzazione di parchi territoriali. Niente di male, anche se appare curiosa l’idea di realizzare “parchi territoriali” all’interno di un’area che dovrebbe essere considerata e tutelata integralmente come un parco. Ma la spiegazione di questa stranezza arriva subito dopo; la stesso articola recita che gli obiettivi sopraindicati (cioè i virtuosi indirizzi di tutela) potranno essere integrati (sic) “dalle organizzazioni sia imprenditoriali che sindacali, che potranno promuovere progetti di nuovi investimenti per lo sviluppo e l'occupazione, nonché per la valorizzazione turistico-ricettiva”. Poi, la perla finale: "La localizzazione di una struttura turistico-ricettiva, secondo tale procedura e comunque di intesa con l’Amministrazione Provinciale, ai sensi dell’art. del P.T.C., non costituisce variante al presente P.S."

Così, il PS dà un mandato in bianco al Regolamento urbanistico per la realizzazione di un insediamento di cui non definisce né la volumetria, né le caratteristiche, né la localizzazione. Insediamento che non appare nel calcolo dimensionale dell’Unità territoriale organica eementare (UTOE) in cui è compresa la collina del Montalbano di pertinenza del Comune.

Il Regolamento urbanistico recentemente approvato definisce finalmente dimensioni e caratteristiche del villaggio, localizzato nell’area di proprietà di un grosso vivaista pistoiese. Sono, come si è detto, 55.000 mc, destinati ad ospitare circa 800 persone, mentre accanto è previsto un parco-bosco e un parco attrezzato (la famosa foglia di fico), ottenuti scontornando nel RU un’area che il PS indicava come boscata.

Uno scempio? Non preoccupatevi, perché il RU prescrive che “i fabbricati non potranno superare i crinali con nessuna loro parte. Particolare attenzione dovrà essere posta nella progettazione architettonica, nella scelta della tipologia e dei materiali, al fine di non alterare il rapporto tra le strutture e il paesaggio collinare nel quale sono inserite: in particolare le coperture dovranno essere a capanna o a falde inclinate con finitura in laterizio (coppi ed embrici alla toscana – esclusi tegoli portoghesi-), le finiture esterne dovranno essere in intonaco e/o pietra e gli infissi in legno nella forma caratteristica toscana”.

Se qualcuno nutre qualche dubbio sulla qualità paesaggistica e ambientale dell’iniziativa sarà tuttavia rassicurato dal fatto che i colmi dei tetti non potranno superare il crinale (posto circa 150 metri più in alto) e che sono esclusi i tegoli portoghesi e dall’incisività della norma che prescrive “particolare attenzione nella progettazione”.

Questa procedura, per cui il Piano strutturale evita di dare anche le poche indicazioni prescritte dalla legge 1/2005 al Regolamento urbanistico a proposito di nuove urbanizzazioni – si ricordi che il RU è un atto puramente interno al Comune – è esemplare. All’interno di piani provinciali e piani strutturali che rinunciano a qualsiasi norma incisiva si stabilisce un corto circuito fra istituzioni che scavalca ogni possibilità di controllo da parte dei cittadini. Se la Regione Toscana giudica tutto ciò legittimo, il Comune di Serravalle avrà indicato agli altri comuni della Toscana un ulteriore sentiero luminoso per la distruzione del nostro paesaggio.

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