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Maurizio Valentina; Bologni Conte
Un nuovo condono, più grande e più bello che pria
11 Luglio 2010
Abusivismo
Il peggio non è mai morto, finche resterà qualche legge da infrangere per favorire gli affari. La Repubblica, 11 luglio 2010

Silenzio-assenso per chi vuole costruire

Azzerate le autorizzazioni ambientali

di Valentina Conte

Case, alberghi, ipermercati e infrastrutture: passa la norma fai-da-te - Pd e Legambiente: "Effetti devastanti per il territorio, via al banditismo urbanistico" - I Verdi: "Favoriti i grandi speculatori già beneficiati dal federalismo demaniale"

ROMA - Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un "tecnico abilitato", la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un´impresa. D´un colpo, spariscono dunque tutte le altre "carte": autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta all´abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi un´attività fai-da-te, facile e insicura.

Le nuove norme sono frutto dell´ultima opera di ritocco all´articolo 49 della manovra di Tremonti, martedì all´esordio in aula. Tema generale: la semplificazione. In base al principio "un´impresa in un giorno", si potranno inaugurare ristoranti, internet point, ma anche armerie e depositi di carburante con una semplice autocertificazione, senza controlli preventivi, senza chiedere permessi, neanche alla questura. In campo edilizio, la procedura è ancora più veloce. Si apre un cantiere, dove si vuole, segnalando l´intenzione a costruire e facendola certificare da un tecnico. Trascorsi trenta giorni senza che l´amministrazione abbia contestato quell´intenzione per carenza dei requisiti, il gioco è fatto, in attesa di eventuali controlli ex post.

Non solo. Le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate ora da sovrintendenze o regioni) vengono fatte rientrare nell´ambito della conferenza dei servizi e sottoposte dunque al principio del silenzio-assenso: se il parere non arriva entro i termini, è considerato positivo. Infine, anche ottenere la Via (valutazione di impatto ambientale) sarà più facile, perché rilasciata non più solo da ministero dell´Ambiente e Regione, ma "appaltata" a università ed enti pubblici.

«Così salta tutta la normativa di tutela ambientale e il regime delle autorizzazioni in vigore da sempre in Italia, cancellando con un colpo di spugna l´articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali, varato proprio dal governo Berlusconi», sbotta Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa. «E poi come può l´università rilasciare la Via, se non ha alcun compito di tutela?», prosegue. «Eliminare la burocrazia e garantire tempi certi non può tradursi in un "tana libera tutti"», aggiunge Ermete Realacci, deputato Pd e presidente onorario di Legambiente. «Si introduce il far west urbanistico e si dà il via al banditismo edilizio», attacca il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. «Questa norma continuerà ad arricchire i grandi speculatori edilizi a cui il governo ha già incartato un regalo enorme con il federalismo demaniale che svende beni e terreni dei cittadini italiani per dare il via alla più grande speculazione edilizia della storia della Repubblica» prosegue Bonelli. «A fare le spese di questa politica sciagurata saranno ovviamente i cittadini onesti che hanno seguito le regole per costruirsi una casa, ma anche l´ambiente e il territorio italiano su cui insistono quasi 500 mila frane e che è letteralmente a pezzi, come dimostrano i disastri degli ultimi anni».

Si dice preoccupato anche Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente del Senato: «Con questa norma, in pratica viene abolito il permesso a costruire e si introduce una sorta di condono preventivo. E non solo per le imprese. Anche i privati interessati possono fare una società e tirare su un villino. Così si rischia una nuova Punta Perotti». «E di vanificare anche le norme antisismiche, rafforzate dopo il terremoto dell´Aquila», gli fa eco Francesco Ferrante, senatore Pd, che insiste: «L´errore è pensare di risolvere la burocrazia con l´abolizione dei controlli».



Mille foto sugli scempi edilizi gli italiani rispondono all´appello

di Maurizio Bologni

SUVERETO - Il palazzo rosa che devasta lo sky line della Torre di Pisa e i silos che deturpano tanta campagna italiana, il campanile che Oliviero Toscani chiama rampa di lancio per missili e una pala eolica tra le vigne, tetre villette ed ecomostri, squallidi capannoni e mesti condomini "adornati" di antenne satellitari e bandiere dell´Italia. Dalla Toscana a Napoli, dalla Sicilia alla Brianza, tutto il brutto del paesaggio in mille foto scattate dagli italiani. E inviate a Oliviero Toscani e Salvatore Settis, animatori del progetto Nuovo Paesaggio Italiano. "Fate delazione, denunciate lo scempio" è l´appello. Primo step dell´iniziativa, ieri sera a Suvereto nella campagna toscana della Val di Cornia, dove Toscani, Settis e i loro tanti amici hanno srotolato davanti alla cantina Petra una striscia in vetroresina e legno, lunga cento metri e larga quasi due, che in double-face riproduce 500 immagini dello scempio italiano. Il rotolo è adesso un tunnel che rimarrà in mostra fino al 30 ottobre, completato da altre immagini e testimonianze di intellettuali all´ingresso dell´avveniristica cantina. «Quello che fu il Bel Paese - spiega Settis - è invaso dalle armate nemiche: ecomostri grandi e piccoli si insediano in valli, colline, dune, scenari naturali di grande bellezza, e li devastano irreparabilmente. Di fronte a questa peste, istituzioni, politici d´ogni colore, quasi sempre tacciono, complici del brutto che avanza». Il direttore della scuola normale di Pisa ha denunciato il caos e il vuoto normativo: «Ieri in Commissione Bilancio al Senato è stato votato un emendamento che cancella tutte le norme». E ha puntato il dito sul caso Sardegna: «Ci sono decine di villaggi abbandonati a pochi metri dal mare e intanto ne costruiscono di nuovi sulla spiaggia. Recuperino piuttosto quelli già esistenti».

Il brutto del paesaggio è dunque adesso una esposizione ma anche un cantiere aperto: arriveranno altre foto, si faranno altre mostre in tutta Italia dopo questa ospitata qui a Petra dall´imprenditore Vittorio Moretti.

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