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Alberto Vitucci
Un elicottero dei carabinieri controlla i cantieri del Mose
16 Luglio 2006
MoSE
Finalmente una iniziativa autorevole (del Ministro per l’Ambiente) par salvare la Laguna dalla distruzione. Da la Nuova Venezia del 16 luglio 2006

I carabinieri nei cantieri del Mose. Un elicottero del Nucleo Tutela Ambiente partito da Treviso ha compiuto ieri mattina un sorvolo di oltre un’ora sui lavori in corso alle bocche di porto di Lido e Malamocco. Una documentazione dall’alto che ora servirà per l’apertura degli accertamenti richiesti dal Comune e disposti in tempo di record dal ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. A bordo dell’elicottero militare c’erano il comandante del Nucleo, colonnello Michele Sarno, e un funzionario del ministero venuto da Roma. «Abbiamo svolto una dettagliata attività di documentazione dello stato dei luoghi», conferma il colonnello, «ora dovremo verificare se le procedure per questi lavori siano state seguite a regola d’arte, rispettando le normative vigenti». E’ in sostanza l’apertura di un’indagine tesa a verificare le modalità dei lavori, dopo le segnalazioni inviate dal Comune. Nel mirino soprattutto le modalità di spostamento dei fanghi, soggetti a normative molto severe. Il direttore generale dell’Ambiente (e coordinatore dei Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) Gianfranco Mascazzini vuole sapere se le migliaia di tonnellate di fanghi scaricati in laguna e sui moli di San Nicolò siano state prelevate da aree idonee. E dove vengano invece portati i fanghi scavati dai fondali del canale. Ma oggetto dell’indagine dei carabinieri sono anche le autorizzazioni dei cantieri aperti. Al ministero di via Cristoforo Colombo, passato con il nuovo governo dalla gestione di An (Altero Matteoli) all’ambientalista Alfonso Pecoraro Scanio, erano arrivate negli ultimi mesi molte segnalazioni. Wwf, Italia Nostra e Vas hanno denunciato ad esempio il fatto che i terrapieni costruiti dal Consorzio Venezia Nuova agli Alberoni e lo scavo dei nuovi canali dietro il bacàn e a ridosso delle dighe di San Nicolò e Punta Sabbioni non sono mai stati approvati in alcun progetto. Dopo la lettera inviata dal sindaco Cacciari, il ministro ha deciso di intervenire. «E’ mio dovere farlo», ha detto alla Nuova, «indipendentemente da come uno la pensa bisogna verificare le segnalazioni che arrivano dal Comune».

Dunque, per la prima volta dopo il contestato via libera dato dal governo Belusconi nel 2003, i lavori del Mose sono sotto osservazione. I carabinieri lavoreranno anche nei prossimi giorni, per raccogliere documentazione e testimonianze. Poi invieranno il loro rapporto al ministero e se riscontreranno illeciti penali, anche alla procura. Un fatto nuovo, che il sindaco Cacciari accoglie con moderata soddisfazione. «Da tempo abbiamo chiesto invano in modo laico al Magistrato alle Acque di verificare l’impatto dei grandi lavori alle bocche di porto», dice il sindaco, «che muovono tonnellate di materiali. Si dice che i pescatori di caparozzoli sollevano sedimenti e depauperano la laguna, ma allora bisogna verificare se quei lavori sono innocui».

Insomma, una verifica che potrebbe portare a conclusioni clamorose. Anche se il Magistrato alle Acque va ripetendo che «tutto è in regola», e i lavori sono stati eseguiti seguendo le norme vigenti. Un braccio di ferro destinato a continuare, in vista del Comitatone convocato a palazzo Chigi per giovedì. Un Comitatone da cui Cacciari ha confessato di «non aspettarsi molto». In realtà il lavoro diplomatico continua, per ottenere almeno dal governo il via alla verifica tecnica sui cantieri e sulle alternative ancora praticabili, come richiesto dal Comune. «I dubbi espressi dal sindaco Cacciari, che è persona molto autorevole, non possono essere ignorati», ha detto il ministro Pecoraro. Più prudente Di Pietro («le opere avviate devono andare avanti), sulla linea di Cacciari il ministro Mussi (Ricerca Scientifica) e il ministero dei Trasporti. Decisiva sarà la posizione della Presidenza del Consiglio e di Francesco Rutelli, vicepresidente e ministro dei Beni Culturali, che in campagna elettorale aveva promesso: «Sul Mose faremo come dice Cacciari».

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