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Roberto Paracchini
Tuvixeddu, plauso del pdl dissidente al grande parco
9 Marzo 2010
Sardegna
A Tuvixeddu-Tuvumannu il parco sembra prevalere sui condomini. Ma attenzione, c'è parco e parco. La Nuova Sardegna, 9 marzo, con postilla

CAGLIARI. Su Tuvixeddu le aspettative sono tante: sia alla Regione che al Comune, che a livello imprenditoriale. A questo punto tutti hanno interesse a chiudere la partita: gli ambientalisti per la realizzazione di un grande parco, la Regione e il Comune per evitare di venire dissanguati da un contenzioso tanto incerto, quanto aspro. E l’imprenditore perchè, probabilmente, stanco da una vicenda che lo ha certamente spossato, e di cui non vede ancora la fine.

Quindi che cosa capiterà, adesso, su (e per) Tuvixeddu? Dopo l’ordine del giorno unitario del consiglio regionale, che stimola «all’acquisizione al patrimonio pubblico» gran parte del colle, ieri mattina il primo passo del consiglio comunale con il soprallugo della commissione alla Cultura a Tuvixeddu. I consiglieri hanno visitato sia la parte di Sant’Avendrace, che i lavori della lottizzazione, che la necropli. «Abbiamo cercato di capire - sottolinea Maurizio Porcelli, Forza Italia, presidente dell’organismo consiliare - sin dove si estende l’area della zona archeologica, soprattutto in rapporto ai ritrovamenti delle nuove sepolture, fatti in questi ultimi dieci anni». Il Comune, assieme alla Regione e alla Coimpresa ha firmato nel 2000 l’accordo di programma per la lottizzazione integrata: un parco di ventuno ettari per la necropoli e quattrocento appartamenti da realizzare in via Is Maglia, a lato di Tuvixeddu (circa duecentosessanta) e di Tuvumannu.

Ma ora dopo anni di contenzioso, di carte bollate e di battaglie ambientaliste per la valorizzazione del colle anche come patrimonio paesaggistico, si è arrivati alla recente decisione della Regione: per la realizzazione di un parco archeologico e ambientale. «Ora dobbiamo assumerci la responsabilità di presentare una legge istitutiva per stabilire i confini del parco», spiega Chicco Porcu, consigliere regionale del Pd, relatore della mozione del centrosinistra che ha dato poi luogo all’ordine del giorno unitario. «Solo in questo modo, con una legge specifica - continua Porcu - potremo, tra le altre cose, mettere in bilancio la cifra necessaria».

Ieri, inoltre, il senatore Roberto Della Seta (Pd) e il deputato Fabio Granata (Pdl, vice presidente della commissione Cultura della Camera) hanno accolto con «grande soddisfazione» il «sì» del consiglio regionale all’ordine del giorno «che impegna la Regione a lavorare per la creazione sul colle di Tuvixeddu di un parco archeologico che metta la parola fine a ogni ipotesi di nuova cementificazione». Secondo i parlamentari «è un’ottima notizia per la città di Cagliari e per tutti coloro che hanno a cuore la salvezza di questo patrimonio culturale prezioso per la Sardegna e per il Paese». In pratica «la sentenza del Consiglio di Stato dei giorni scorsi ( che impone una motivazione più dettagliata prima dell’autorizzazione paesaggistica, indispensabile per ogni concessione edilizia - ndr) segna una nuova vittoria contro i propositi di cementificazione di Tuvixeddu. Ora è importante che tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, dalla Regione allo stesso ministero dei Beni Culturali, facciano la loro parte per concretizzare quanto prima il sogno di vedere tutelato una volta per tutte il colle di Tuvixeddu. Per Cagliari, per la sua identità e anche per il suo futuro, il parco archeologico è molto meglio di qualche colata di cemento».

Da parte sua la commissione comunale, spiega Porcelli, «ha chiesto al soprintendenza ai beni archeologici un incontro per verificare meglio quale è la situazione dei ritrovamenti archeologici legati alla necropoli». Va anche detto che «il sopralluogo a Tuvixeddu era stato fissato da prima della decisione della Regione - prosegue Porcelli - ed era stata chiesta dal collega Salvatore Mereu. Poi il quadro è cambiato. Ora si tratta di capire come dovrà muoversi il Comune». A questo punto, sottolinea Gian Mario Selis (consigliere comunale del Pd e componente della commissione Cultura), «bisognerà istituire un tavolo con tutti gli interessati: Regione, Comune e Coimpresa. Altrimenti si potrebbe rischiare di inoltrarci in una strada con altri mille ritardi».

Postilla

Cerchiamo di capire che il parco archeologico serve innanzitutto per conservare e - con garbo – per consentire a chi vuole di visitare, imparare e ammirare. Non è una Villa Comunale né un Parco Robinson né una Disneyland. Se abbiamo compreso che la storia è utile alla civiltà dobbiamo imparare a rispettarla nei suoi elementi, a cominciare dal suolo in cui ha impresso la sua orma.

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