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Mauro Lissia
Tuvixeddu, la svolta del Consiglio di Stato
28 Luglio 2010
Sardegna
Una speranza per la necropoli fenicia, gioiello dll’umaità. “Bocciate le argomentazioni del Comune e di Coimpresa”. La Nuova Sardegna, 28 luglio 2010

Per Tuvixeddu si ricomincia daccapo: il Consiglio di Stato ha bocciato in serie tutte le argomentazioni del comune di Cagliari e della Nuova Iniziative Coimpresa e accogliendo per la prima volta la tesi dell’Avvocatura dello Stato, della Regione e di Italia Nostra ha disposto che l’amministrazione regionale e la Sovrintendenza ai beni archeologici di Cagliari e Oristano elaborino una «documentata relazione accompagnata da apposita cartografia ed eventuale corredo fotografico» che serva a spiegare in base a quali «presupposti o sopravvenienze» la giunta regionale abbia indicato l’area del colle punico come «caratterizzata da preesistenze con valenza storico-culturale». I giudici di palazzo Spada, rompendo una sequenza di decisioni negative per chi ha a cuore le sorti dell’area sepolcrale punico-romana minacciata dal cemento, vogliono sapere nei dettagli su quali basi il piano paesaggistico regionale varato dalla giunta Soru abbia inserito Tuvixeddu fra le aree di pregio culturale e dove si trovino i nuovi ritrovamenti di tombe che l’avvocatura dello stato e la Regione, nel ricorso firmato dagli avvocati Vincenzo Cerulli Irelli e Giampiero Contu, giustificherebbero la revisione dell’accordo di programma del 2000, quello che ha dato il via libera all’edificazione del colle. La Regione e la Sovrintendenza - è stabilito nella decisione della sesta sezione del Consiglio di Stato - hanno sessanta giorni di tempo per depositare nella segreteria di palazzo Spada le relazioni richieste. Il contenuto dei documenti sarà poi trattato in udienza pubblica il 26 gennaio 2011. A quel punto i giudici - presidente Severino, consiglieri Paolo Buonvino (relatore), Rosanna De Nictolis, Maurizio Meschino e Carlo Polito - avranno in mano quanto serve a decidere se aveva ragione l’amministrazione Soru oppure la strana coppia comune di Cagliari-Nuova Iniziative Coimpresa.

Il centro della controversia è nella stretta sostanza questo: dal 1997, la data in cui venne imposto il primo vincolo diretto sull’area sepolcrtale, al 2006 quando Soru cercò di bloccare il progetto Coimpresa, sono intervenute nel sito storico modificazioni tali da giustificare nuovi vincoli oppure aveva ragione l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni - poi finito a giudizio per tentato abuso d’ufficio - per il quale nulla è cambiato? Con l’ordine di esaminare scientificamente lo stato dei luoghi a Tuvixeddu il Consiglio di Stato sembra voler mettere finalmente un punto fermo sulla questione, andare a fondo e vederci chiaro. Una scelta annunciata all’indomani dell’udienza romana del 16 giugno scorso, quando secondo indiscrezioni l’orientamento dei giudici sembrava essere quello di compiere un sopralluogo a Cagliari. Di certo questo nuovo clamoroso pronunciamento, per quanto ancora interlocutorio, apre scenari inediti sull’annosa questione di Tuvixeddu: per la prima volta viene messo un autorevole punto interrogativo sul contenuto - finora considerato sacro - dell’accordo di programma del 2000, per la prima volta superano il diaframma del formalismo giudiziario amministrativo le ragioni degli ecologisti, delle associazioni culturali, degli intellettuali che da anni denunciano come il progetto Coimpresa rappresenti una seria minaccia per l’integrità del paesaggio storico e ambientale di Tuvixeddu. Un’integrità difesa dal Ppr e dal Codice Urbani, arrivati dopo l’accordo di programma ma finora ignorati nella sequenza di giudizi.

Comunque sia il Consiglio di Stato non si accontenta del faldone di documenti prodotti dalle parti in causa e vuole andare a fondo. Partendo certamente anche dalla clamorosa richiesta di archiviazione firmata dal pubblico ministero Daniele Caria, che nel valutare l’insussistenza dei principali aspetti penali della vicenda ha confermato con indagini approfondite quanto l’amministrazione Soru con l’avvocato Vincenzo Cerulli Irelli ha sostenuto nelle fasi del giudizio. Ma soprattutto quanto Sardegna Democratica attraverso l’avvocato Giampiero Contu ha proposto ai giudici di Roma con un intervento ad adiuvandum che contiene ampi stralci del provvedimento della Procura: dal 2000 ad oggi sono cambiate le norme che tutelano il paesaggio, è il Codice Urbani a stabilire esigenze di difesa molto pi rigorose. A Tuvixeddu poi sono state scoperte 1166 sepolture antiche che non erano note dieci anni fa, quando venne firmato l’accordo di programma sul piano di Nuova Iniziative Coimpresa. Se il ricorso della Regione - cui si sono affiancati Italia Nostra con l’avvocato Carlo Dore e Sardegna Democratica - venisse accolto il piano paesaggistico regionale imporrebbe la propria prevalenza sul futuro del colle cagliaritano: al di là dei prossimi giudizi sulla validità delle autorizzazioni, attorno alla necropoli non si potrebbe più mettere in piedi un solo mattone.

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