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Giuliano Foschini
Trulli da asporto
4 Settembre 2006
Il Bel paese
Menhir, trulli, muretti come architetture da giardino di una società che fa commercio anche del proprio paesaggio. Da L'Espresso, n.35, 7 settembre 2006 (m.p.g.)

Imballano e trasportano. Montano e smontano, tu scegli e loro ricreano in giardino. È l'Ikea del paesaggio, il grande magazzino illegale della casa in campagna. Comprare un trullo made in Puglia, originalissimo, garantito pietra per pietra, è facilissimo. Costoso, ma facile. Quarantamila euro tutto compreso, trasporto e montaggio: le chianche e le chiancherelle - il pavimento e i piccoli mattoncini che ricoprono i tetti delle caratteristiche case in pietra della campagna pugliese - vengono attentamente scomposte, imballate, caricate nei camion. E poi rimontate nelle campagne toscane, nelle ville della Brianza. "C'è un trullo anche in Giappone", giurano i contadini che da queste parti tutti i giorni fanno i conti della razzia: a Martina, a Noci, a Conversano.

Il fenomeno del trullo da asporto è il nuovo grande business pugliese sul quale la procura di Bari sta indagando da qualche mese. A smontare e rimontare è gente del posto, 'mastri trulli': soltanto in pochi custodiscono il segreto dell'igloo di pietra. Per i lavori di fatica si fanno aiutare da manovalanza straniera, albanesi soprattutto. Ma il sospetto è che tra i ladri di territorio si nasconda anche la criminalità organizzata: "Sicuramente alle spalle c'è un'organizzazione che gestisce gli affari. Probabilmente non è pugliese. Sono loro che prendono le ordinazioni, chiudono gli affari e poi ordinano a gente locale di smontare e impacchettare tutto", spiega Francesco Greco, comandante della Polizia provinciale. Al momento sul tavolo della procura di Bari ci sono due inchieste. La prima, coordinata dal sostituto procuratore Renato Nitti, nasce a marzo quando nelle campagne di Conversano (venti chilometri da Bari) gli agenti scoprono pedane in legno nascoste in un anfratto. Si avvicinano e ci trovano un trullo. Era stato smontato con grandissima arte, ciascuna pietra marchiata, i pezzi posizionati in modo da non poterli confondere. Il tutto impacchettato con una rete metallica, per agevolare il trasporto. Due ore dopo sul posto arrivano due albanesi, pronti a caricare camion. Li arrestano in flagrante, la magistratura si muove. L'obiettivo è arrivare ai vertici dell'organizzazione. L'indagine sembrerebbe a un buon punto, tanto che la Polizia provinciale nell'ultima informativa abbozza anche un prezzario: "Le chianche nuove di cava hanno un valore tra i 20 e i 30 euro al metro quadrato. Quelle asportate illegalmente vanno dagli 80 ai 100. Una stima simile si può fare per le chiancarelle. Per un intero trullo il corrispettivo economico nel mercato nero è di ventimila euro, a cui ne andrebbero aggiunti altrettanti per il montaggio in altra località".

Non solo trulli. Il commercio del paesaggio ha in catalogo anche muretti a secco, scalini, capitelli ornamentali. Addirittura i Menhir. Nelle campagne di Terlizzi, due settimane fa, qualcuno aveva già smosso da terra una delle quattro sculture neolitiche della zona. Doveva soltanto passare a riprenderla, pronta per la spedizione. Sono arrivati prima i carabinieri.

La seconda inchiesta della Procura di Bari sui ladri di territorio riguarda invece le pietre (meravigliose) utilizzate per realizzare i muretti a secco e nasce da un esposto di Legambiente: "Esistono", spiega Francesco Tarantini, presidente regionale dell'associazione, "dei veri e propri depositi di stoccaggio provvisorio delle pietre murgiane. Per essere trasportate senza problemi nei documenti di viaggio risultano essere 'balle di pietre per il contenimento di frane'". Sulla vicenda indaga il sostituto procuratore, Roberto Rossi. Probabilmente però l'organizzazione è unica.

Ma come si fa a comprare un trullo o ad avere un muretto a secco originale nel giardino della propria villa? Se si scende in Puglia per turismo, basta girare per le masserie della Valle d'Itria, fare una buona offerta a un contadino, se si è fortunati nel giro di 24 ore si chiude un affare. Questa strada (almeno per quanto riguarda i trulli) è però poco praticata. "Più semplice", spiegano da Legambiente, "rivolgersi ad alcune aziende del Nord, che si occupano di architettura da giardino. Offrono il pacchetto chiavi in mano".

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