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Enrico Tantucci
Tram a San Basilio, via libera ambientale
17 Luglio 2014
Terra acqua e società
Anche la soprintendenza ai beni culturali avalla l'accordo tra la decaduta giunta Orsoni e il nefasto Ente porto, volto a rafforzare la presenza della Grandi navi nella città antica, ad aprire il varco all'ingresso delle automobili e a ridurre gli spazi pubblici in un settore densamente popolato di Venezia.

Anche la soprintendenza ai beni culturali avalla l'accordo tra la decaduta giunta Orsoni e il nefasto Ente porto, volto a rafforzare la presenza della Grandi navi nella città antica, ad aprire il varco all'ingresso delle automobili e a ridurre gli spazi pubblici in un settore densamente popolato di Venezia. La NuovaVenezia, 17 luglio 2014

Per il nuovo terminal per l’arrivo del tram a San Basilio è arrivato adesso anche il via libera della Soprintendenza. Un parere sostanzialmente favorevole al progetto predisposto dal Comune d’intesa con l’Autorità Portuale, con l’accordo di programma siglato tra le parti, ma con alcune prescrizioni che riguardano l’impatto ambientale della nuova opera, che fa molto discutere, anche perché per attuarla Ca’ Farsetti ha revocato il precedente piano regolatore generale di Santa Maria e San Basilio, modificando le destinazioni a uso e verde pubblico e residenziale delle zone interessate all’intervento.
Per questo molto si era polemizzato sul progetto di Porto e Comune dentro e fuori del Consiglio comunale, con impegni di revisione degli aspetti meno convioncenti del piano, di fatto disattesi dal Comune. Sarà ora la Provincia con la propria Commissione Via a valutare l’impatto del nuovo terminal per il definitivo via libera che arriverà probabilmente dal commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, in assenza del Consiglio comunale.
Tra le novità del progetto - proprio nel momento in cui in città si continua a parlare della riduzione del passaggio delle Grandi Navi in Bacino di San Marco - la realizzazione di un ottavo punto di attracco per le navi da crociera. La bozza di accordo prevede che il Comune investa 15 milioni per finanziare il collegamento tramviario, che realizzi un nuovo approdo di fronte al nuovo terminal del tram e che realizzi un ponte pedonale sul canale della Scomenzera al servizio del porto passeggeri. Il porto, dal canto suo, investirà 24 milioni proprio nel potenziamento della portualità costruendo un nuovo terminal da 28 mila metri cubi al posto del piazzale d’imbarco dei traghetti, che saranno trasferiti presto a Fusina. L’ex stazione marittima di San Basilio sarà riadattata, forse attraverso un intervento in finanza di progetto, a stazione del tram. Il Porto restaurerà tre ex magazzini per un costo complessivo di 7,5 milioni e realizzerà per due milioni un parcheggio multipiano da 700 posti sul molo di Levante. Poi c’è un investimento da 10 milioni che il Porto si impegna a fare nell’area ex lavaggio treni a Santa Marta. Il tram scenderà lungo la rampa che porta a Santa Marta e correrà lungo la riva, girando dietro l’ex chiesa di Santa Marta e proseguendo dietro la banchina portuale fino alla stazione terminale. Ci saranno tre fermate: una in prossimità del ponte pedonale di collegamento con piazzale Roma-people mover, una a Santa Marta e una al capolinea. La stazione sarà ristrutturata e adattata anche con servizi commerciali.
«Se sarà attuato questo accordo di programma per il tram - sottolinea il docente dell’Iuav Stefano Boato, già assessore comunale all’Urbanistica - si butterà all’aria il lavoro, la lotta e la pianificazione durata trent’anni per restituire alla città la zona di San Basilio. Il tram è il cavallo di troia per stravolgere decenni di pianificazione e di accordi presi con la popolazione. In tutto il mondo le vecchie aree portuali vengono dismesse, riutilizzate e integrate alle città. Anche a Venezia il Comune aveva elaborato nel 1989-90 e poi approvato dieci anni dopo questa prospettiva nel Piano regolatore. Il Piano ancora in vigore prevede la dismissione delle aree portuali di San Basilio e Santa Marta, la demolizione “senza ricostruzione della stazione passeggeri” la rimozione dei collegamenti ferroviari e carrabili conservando la possibilità di conservare l’attracco delle navi. Oggi si rischia però di tornare indietro di 30 anni con un tratto di penna».

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