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Sul bordo della Laguna uno dei nodi intermodali più importanti d’Italia
3 Aprile 2008
Terra, acqua, società
La decisione sulla Expo 2015 stimola operazioni immobiliari addormentate. Questa è sul margine della Laguna.La Nuova Venezia, 2 aprile 2008

Accordo fatto, nasce la città aeroportuale

di Alberto Vitucci

MESTRE. Stadio, Casinò con albergo annesso, uffici e terminal sull’acqua. E terreni destinati alla seconda pista, se davvero arriverà il raddoppio dei passeggeri previsto per il 2015. La nuova «città aeroportuale», come la chiama il presidente di Save Enrico Marchi, prende forma. Con il plauso bipartisan del sindaco Massimo Cacciari e del presidente della Regione Giancarlo Galan.

Ieri mattina dopo un anno di tira e molla e qualche polemica dietro le quinte, l’accordo è stato ufficialmente presentato. Consiste in uno scambio di terreni tra la società aeroportuale Save e il Comune che consente una nuova localizzazione delle attività previste. Business da centinaia di milioni di euro. E la trasformazione della gronda lagunare di Tessera in uno dei «nodi intermodali più importanti d’Italia». Con lo stadio da 30 mila posti, la nuova sede del Casinò con albergo adiacente da 350 stanze in stile Las Vegas. Gli uffici commerciali e il terminal. E in mezzo la nuova viabilità, a cominciare dalla ferrovia regionale Sfmr e dall’Alta Velocità. Due milioni di metri quadrati la superficie complessiva della cittadella, di cui un milione sarà destinato a verde, 750 mila metri cubi di nuove costruzioni. Insomma, una vera e propria «città» in gronda lagunare, nata modificando radicalmente gli strumenti urbanistici in vigore.

La Regione ha garantito il suo appoggio all’approvazione della nuova Variante urbanistica, ferma negli uffici di palazzo Balbi da quattro anni. «Ma la vecchia Variante concentrava a ridosso dell’aeroporto tutte le funzioni», dice Cacciari, «cosa che non esiste sulla faccia della terra, perché impediva lo sviluppo aeroportuale. Adesso il progetto è molto più logico. Se non ci saranno intoppi che non riesco proprio a vedere potremo bandire le prime gare per Casinò e nuovo stadio entro la fine dell’anno». I lavori dunque potrebbero cominciare già nei primi mesi del 2009. Anche se i finanziamenti, come ha spiegato il progettista De Carli «ancora non sono del tutto disponibili».

Uno scambio di aree avvenuto a «prezzo di costo». «Nessuno ha speculato, abbiamo pagato i costi sostenuti da chi ha acquistato, come certificato dal notaio», scandisce il sindaco, «se fossi bravo a fare affari per me come li faccio per il Comune sarei miliardario». I terreni agricoli sono stati pagati a 8 euro il metro quadrato, 35 quelli acquistati più di recente dai piccoli proprietari. Il Comune ha acquistato le aree edificabili di stadio e Casinò a 500 euro.

Rispetto al progetto ipotizzato dalla giunta Costa, stadio e Casinò sono stati spostati più a nord, l’area degli impianti sportivi verso ovest, di là della bretella autostradale. La superficie dell’impianto è stata quasi raddoppiata. «Diventerà un modello a livello europeo», dice il presidente di Marco Polo spa Massimo Miani. Di qua della strada, il nuovo Casinò. «Se entro due-tre anni non c’è la nuova sede saremo bruciati dalla concorrenza», avverte il presidente della Casinò spa Mauro Pizzigati.

Più grande anche l’area business, perché la Save potrà costruire altri 100 mila metri cubi di uffici in cambio dei terreni ceduti al Comune per farne bosco e aree verdi. Espansione anche per l’area aeroportuale, con il via libera al progetto del terminal sull’acqua ideato dall’architetto canadese Frank Gehry e alla nuova viabilità, per cui saranno finalmente sbloccati 17 milioni della Legge Speciale fermi da anni. Una nuova strada di accesso è prevista sul terreno dell’Aeroterminal, la società dell’attuale presidente del Venezia calcio Arrigo Poletti. «Un’occasione per potenziare le nostre infrastrutture», dice Galan, «dopo l’accordo sul vallone Moranzani. Questo è il Polo di Nord est».

Maxi operazione immobiliare stadio e altri 750 mila metri cubi

di Nicola Pellicani

MESTRE. Fino all’ultimo l’accordo ha rischiato di saltare. Di fronte all’insistenza di Save d’inserire nell’accordo un capitolo che prevedeva a destinazione aeroportuale i terreni che corrono lungo la Triestina, il sindaco ha minacciato di disertare l’incontro. Alla fine è tornata la calma ed anzi la presentazione dell’accordo è avvenuta in un clima di grande cordialità tra Cacciari, Marchi e Galan. In ogni caso ciò che vuol fare Save in quei terreni è chiaro a tutti: sia che intenda realizzare la seconda pista, oppure sviluppare l’area cargo o altro, quel che è evidente è che vuole oltrapassare la barriera della Triestina. E prima o poi lo farà. Ma per ora le aree Save resteranno a destinazione agricola, com’è stato specificato ieri. L’oggetto dell’accordo presentato da Comune, Save e Regione è infatti un altro. Vale a dire il complicatissimo marchingegno in base al quale arriverà l’atteso via libera allo stadio e alla nuova sede del casinò.

Ciò significa che se gli amministratori si dimostreranno in grado di gestire la partita - e non è scontato -, per il territorio di Tessera sarà una vera rivoluzione. In assenza di mecenati sportivi e di soldi pubblici l’accoppiata stadio-casinò sarà finanziata da un’operazione immobiliare da circa 750 mila metri cubi che si aggiungeranno alla costruzione della cittadella sportiva e del piano della viabilità.

Lo scambio di aree tra Comune e Save, definito ieri dopo quasi tre anni di trattative, sblocca l’operazione. La cartina pubblicata mostra i terreni interessati alla permuta. Il Comune, attraverso la Marco Polo, il suo braccio immobiliare, ha chiuso un accordo con Save in base al quale, attraverso uno scanbio di terreni, l’area sportiva passa da 210 mila mq a 495 mila, mentre l’area Aev passa da 274 mila a 401 mila mq. Inoltre Save ha ceduto al Comune una fascia verde di 1.144.016 mq destinata a bosco che corre lungo il Dese. La compensazione a favore di Save è stata valutata in 17 milioni di euro che l’amministrazione comunale pagherà, cedendo a Save una volumetria equivalente all’interno dell’Aev, dove sorgeranno i 750 mila metri cubi. La volumetria prevista nell’area aumenta quindi, rispetto alla vecchia pianificazione, di circa un terzo. Save potrà costruire circa 90 mila metri cubi (30 mila mq), corrispondenti a quei 17 milioni. Ciò significa che il valore riconosciuto delle aree è stato di circa 585 euro per mq.

La valorizzazione dell’area Aev - che ospiterà anche il nuovo casinò -, attraverso un bando che gestirà la Marco Polo, in collaborazione con Save, servirà a finanziare parte degli interventi. Dalla vendita dei terreni si ricaveranno almeno 116 milioni. Ma lo stadio, essendo considerato un’opera di urbanizzazione secondaria, sarà finanziato con gli oneri urbanizzazione. Per stadio e viabilità connessa serviranno circa cento milioni, mentre per il casinò e l’abergo ce ne vorranno almeno 70. Sembra infine chiarito anche il nodo dei 17 milioni che la legge speciale ha destinato 10 anni fa alla Save per la realizzazione della viabilità esterna al Marco Polo. E dovranno essere utilizzati esclusivamente per questo scopo.

Zoggia e Scaramuzza danno forfait

Le assenze tra qualche malumore

MESTRE. Non c’era il presidente della Provincia Davide Zoggia, più volte critico con le scelte della Save e i superstipendi ai loro dirigenti. Non c’era nemmeno il presidente della Municipalità di Favaro Gabriele Scaramuzza, ex segretario Ds ora responsabile provinciale del Pd. E non c’erano nemmeno i rappresentanti in giunta della Quercia. «Ma i Ds non ci sono più, adesso c’è il Pd», sorride il presidente della Municipalità di centro Massimo Venturini. In realtà qualche malumore circola. Soprattutto in casa degli ex diessini. Solo poche settimane fa la polemica contro il superpremio di 2 milioni e 200 mila euro che Marchi si è attribuito per i «buoni risultati» del 2007. E poi le interrogazioni parlamentari, la richiesta di un Consiglio regionale straordinario. Non tutto è superato. Anche se sulla scelta strageica di stadio e Casinò l’accordo è trasversale.

Ieri nell’affollata sala del Cda di Save a Tessera, oltre a Galan, Cacciari e Marchi c’erano il presidente della Casinò Spa Mauro Pizzigati, gli assessori alla Mobilità Enrico Mingardi e all’Urbanistica Gianfranco Vecchiato, la nuova amministratrice delegata di Save Monica Scarpa. C’erano inoltre Renato Boraso e una folta pattuglia di capigruppo in Comune, da Piero Rosa Salva a Ezio Oliboni (Psdi), Alfonso Setta (Udc), Giacomo Guzzo (udeur). (a.v.)

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