loader
menu
© 2022 Eddyburg
Roberto Paracchini
Subito il blocco dei lavori poi si apre la trattativa
26 Agosto 2008
Sardegna
Tuvixeddu: le ultime vicende di una battaglia di civiltà che non riguarda solo la Sardegna. Da la Nuova Sardegna, 26 agosto 2008 (m.p.g.)

Nuovo capitolo su Tuvixeddu. Ieri la Coimpresa ha ripreso i lavori e il governatore Renato Soru ha risposto su due fronti. Da un lato ha convocato per giovedì un incontro in presidenza tra Regione, Comune, soprintendenza e Coimpresa. Dall’altro ha annunciato che in settimana la Giunta predisporrà l’ipotesi di delibera (da approvare in Consiglio), per la nomina della commissione al Paesaggio e, in contemporanea, un provvedimento urgente per bloccare i lavori su tutto il colle. La contesa sul colle va avanti dall’11 gennaio del 2007, con l’intervento della Regione per fermare tutti i cantieri aperti sul colle di Tuvixeddu. Ma la storia contemporanea di Tuvixeddu (al cui interno si trova la necropoli punico romana più grande del Mediterraneo) inzia molto prima. Accordo di programma. Tra il 1989 e il 1990 la Coimpresa (che fa capo al gruppo fondato da Gualtiero Cualbu) presentò un progetto per un’ampia lottizzazione del colle. Subito vi fu una mobilitazione di ambientalisti e archeologici (guidati dall’accademico dei Lincei Giovanni Lilliu). Poi il piano iniziale venne fortemente ridimensionato e, dopo varie trattative, si arrivò a un intervento integrato sancito dall’accordo di programma firmato, nel 2000, da Coimpresa, Regione e Comune. Quest’intesa prevedeva, e prevede, tra le varie cose anche un parco archeologico naturalistico di venti ettari (con all’interno la necropoli); da un’altra parte del colle (a lato di via is Maglias), una serie di edificazioni per circa quattrocento appartamenti; e relativa viabilità funzionale al decongestionamento del traffico nell’area di Is Mirrionis, con una strada anche dentro il canyon. Tutela. La lottizzazione di via Is Maglias si trova distante dall’area archeologica, come sottolineato più volte dalla Coimpresa, che ha anche precisato che «da quella parte del colle la necropoli nemmeno si vede». Nel 2004 però, ha affermato la Regione, il Codice Urbani (la legge nazionale sui beni culturali) ha esteso il concetto di tutela anche al paesaggio. Il che significa, ha ripreso ieri il presidente Soru, «che per noi è importante tutelare tutto il colle perchè in questo c’è la storia e la memoria che si rileva anche nel paesaggio e nei ricordi che questo evoca». Due concezioni. Lo scontro è tra «due visioni diverse», ha affermato il governatore. «Noi partiamo da una considerazioine del bene pubblico, il privato no: i ruoli sono diversi». Il concetto di paesaggio viene visto, nel Codice Urbani (a cui si rifà la Regione), come un valore non commercializzabile. Nel caso di Tuvixeddu questo si allarga ben oltre l’area della necropoli: a tutto il contesto che assume quindi un valore culturale pur nella sua contorta morfologia. Da conservare «nella sua integrità all’interno del grande parco che vogliamo fare». Il contenzioso. Dopo il blocco dei lavori del gennaio 2007, la Regione fece una serie di atti sino al vincolo di inedificabilità su tutto il colle. I privati e il Comune (a cui la Coimpresa ha ceduto 40 ettari di terreno del colle e ridotto un vecchio debito legato a terreni irregolarmente espropriati) hanno fatto ricorso al Tar, che ha invalidato tutte le determinazioni e le delibere della giunta regionale. E annullato (per gravi irregolarità procedurali) la commissione al Paesaggio che aveva motivato l’allargamento del vincolo. Sentenza poi convalidata anche dal Consiglio di Stato a cui si era appellato il governo dell’isola. La necropoli. La Regione, ha precisato ieri il presidente Soru, «pensa che alcuni errori procedurali» siano ben poca cosa «rispetto all’importanza di una necropoli, bene dell’umanità, come quella di Tuvixeddu». Un centro archeolgoico dove, «dal 1997 (anno in cui venne posto il vincolo) sono state scavate altre 1.166 tombe», ha pricisato l’assessore Maria Antonietta Mongiu (Cultura). Di cui «ben 430 fuori dal perimetro archeologico e da quello del parco comunale», ha aggiunto l’assessore Gianvalerio Sanna (Urbanistica). E «una parte di queste ultime sono monumentali», ha informato Mongiu. Da qui la richiesta di intervento, ha ribadito Soru, «fatta al ministro alla Cultura. Ma visto che il Codice Urbani assegna anche a noi dei compiti, ricostituiremo la commissione al Paesaggio per riproporre e varare il vincolo a tutto il colle. Nel frattempo, tramite l’articolo 14 della legge urbanistica, attiveremo il blocco dei lavori per novanta giorni». Trattativa. Nell’incontro di giovedì prossimo la Regione proporrà alla Coimpresa una “compensazione” in cambio dei terreni di via Is Mglias. «Vi sono molte aree militari dismesse che possono essere oggetto di scambio - ha affermato il presidente - non precludiamo niente, nemmeno forme di indennizzo, ma puntiamo a una compensazione. Vi sono molte aree in cui è possibile costruire. E discutendo si può arrivare a un accordo che salvaguardi tutti gli interessi: sia del pubblico, che i diritti del privato».

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg