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Enrico Tantucci
«Stop alle maxipubblicità e niente tabelloni luminosi»
24 Ottobre 2008
Vivere a Venezia
Richieste di moderazione. Qualcosa sembra muoversi per ridurre (se non impedire) le dimensioni dello scempio della mercificazione di Venezia. La Nuova Venezia, con postilla

Stop alle maxipubblicità nell’area marciana e in Canal Grande sui ponteggi per i restauri. Sarà questo il tema della «raccomandazione» principale che i Comitati privati per la salvaguardia di Venezia - che da quarant’anni contribuiscono alla tutela artistica e monumentale del centro storico - indirizzeranno oggi alla città e alle autorità competenti, nella loro XXXVI Riunione Annuale che si terrà - in forma pubblica - a Palazzo Zorzi, sede dell’Ufficio veneziano dell’Unesco. Un tema che è già stato affrontato ampiamente ieri - anche alla presenza della sovrintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Venezia Renata Codello - nella sessione privata a porte chiuse e che fa seguito anche alla lettera preoccupata su questo tema che gli stessi Comitati avevano indirizzato di recente al sovrintendente e al sindaco Massimo Cacciari.

«Abbiamo avuto assicurazioni dal sovrintendente - commenta il presidente dei Comitati Alvise Zorzi - che non è prevista l’installazione di tabelloni pubblicitari luminosi in Piazza San Marco per i prossimi restauri in programma. Inoltre è stata accettata dalla stessa Soprintendenza e dal Comune la nostra proposta di creare un Comitato consultivo di esperti che valutino di volta in volta le richieste di sponsorizzazioni pubblicitarie legate agli interventi di restauro nell’area marciana. E’ questa un’iniziativa che crediamo possa dare risultati positivi per la tutela dell’immagine della città».

Ciò non vuol dire, però, che le pubblicità dell’area marciana spariranno del tutto, perché la prima preoccupazione della Soprintendenza è quella di garantire l’integrità e la tutela degli edifici, con costi che ormai spesso solo sponsor privati sono in grado di sostenere. «La dottoressa Codello - spiega ancora Zorzi - ci ha ribadito che è prioritario assolvere gli scopi istituzionali di tutela dei monumenti, anche se questo, per avere i fondi necessari, imponga la presenza di messaggi pubblicitari dello sponsor».

Si ragionerà, dunque, soprattutto sulla forma, le caratteristiche e le misure delle presenze pubblicitarie che - se eccessive, come quelle presenti attualmente - rischiano tra l’altro di essere un «boomerang» per le stesse aziende, per le critiche su di esse che rischiano di attirare. Non a caso, per i primi mesi del nuovo anno il Comune non avrebbe trovato sponsor, disposti a ricoprire i ponteggi della facciata di palazzo ducale sul rio della Canonica.

L’altro tema su cui i Comitati Privati si impegneranno nei prossimi anni sarà quello della manutenzione degli edifici storici, più che del restauro vero e proprio. «E’ questa - spiega ancora Zorzi - la vera emergenza della città in questo momento e per questo i Comitati si impegneranno a intervenire nuovamente su quegli edifici già restaurati in passato, ma che cominciano ad accusare i segni del tempo». L’impegno di questi organismi - che nulla chiedono per i loro interventi a favore della città - è dunque destinato a continuare con lo stesso impegno del passato.

Postilla

A moderare gli effetti più palesi (e forse non più gravi) dell mercificazione della città forse basterebbe un po’ di buon senso. Se comune e stato decidessero che, nella città stodica di Venezia, nessuna pubblicità commerciale può avere dimensioni superiori a quelle di un pannello di tot centimetri per tot centimetri, e se gli spazi disponibili sui ponteggi dei restauri fossero uno per edificio, le aziende correrebbero ad accapparrarseli pagano la stessa cifra che pagano oggi per le gigantesche lenziìuolate pubblicitarie.

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