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Stop a Monti Russu, Bipielle chiede i danni a Soru
4 Dicembre 2007
Sardegna
Ecco quali sono gli interessi (e i poteri colpiti) dal Piano paesaggistico della Sardegna. Da la Nuova Sardegna, 4 dicembre 2007

AGLIENTU. Non solo Rcs o Antonveneta. Gnutti-Ricucci-Fiorani, i “furbetti del quartierino”, hanno tentato l’assalto anche alle coste galluresi. Una immobiliare voleva costruire 95mila metri cubi a Monti Russu. Soru l’ha fermata e ora Bipielle RE, che ha preso il posto della società di Fiorani, chiede i danni.

Sulla vicenda si sono accesi molti fari. Della stampa: Beppe Severgnini, sul Corriere della sera, si oppose all’investimento nel luglio del 2002. «Sardegna, cambia pure ma non diventare Ibiza» scrisse. Dell’Unione europea: l’eurodeputata verde Monica Frassoni presentò una interrogazione alla commissione. «L’area in cui sui vuole costruire è tutelata da vincolo paesaggistico» segnalò. Infine della Regione: la giunta di Soru, nella fase di redazione del piano paesaggistico, bloccò tutto nel 2006. Ciò che non era emerso, almeno pubblicamente, è l’assetto proprietario della società proponente dell’investimento immobiliare, la “Lido dei Coralli srl”, sede a Santa Teresa. Le quote sono state detenute - in “concerto” tra di loro - dai tre “furbetti del quartierino”: il finanziere bresciano Emilio Chicco Gnutti, l’immobiliarista romano Stefano Ricucci, il banchiere lodigiano Gianpiero Fiorani.

La storia della “Lido dei coralli” comincia nel 1988, l’anno di costituzione. La proprietà è di un imprenditore di Bologna, Franco Fabbroni, che qualche anno dopo finisce nella galassia di Gnutti. Nel 2000, infatti, Fabbroni viene assorbito nella “Investimenti immobiliari lombardi”, una holding del mattone con dentro molti imprenditori bresciani e controllata da Hopa, la cassaforte con cui Gnutti scalò Telecom Italia nel 2001. Ma Fabbroni e Gnutti trovano subito un altro socio: Stefano Ricucci. Dopo aver venduto una serie di immobili, per un valore di 100 milioni di euro, nel 2001 l’immobiliarista romano fa una serie di operazioni finanziarie: tra queste compra il 5% di “Investimenti immobiliari lombardi” e ne diventa consigliere d’amministrazione.

A quel punto, Gnutti e Ricucci si trovano un buon affare tra le mani in Gallura: la costruzione di 95 mila metri cubi, un po’ residenziali e molto alberghieri, a Stazzareddu, nell’area di Monti Russu, in comune di Aglientu. Tutto sembra procedere per il verso giusto: il consiglio comunale, nel luglio del 2002, dà il via libera definitivo al piano di lottizzazione. Tanto che i soci, nella relazione semestrale, possono usare toni trionfali: «Segnaliamo - è scritto - l’approvazione della variante al piano di lottizzazione, passaggio che ci permette di meglio programmare l’apertura del cantiere». Tanto sicuri, i soci bresciani e romani, che scrivono di aver già un «impegno di vendita del complesso alberghiero». Valore dell’affare: 38 milioni di euro. Non si sono preoccupati, non molto almeno, dell’«interesse naturalistico di questo tratto di costa», come del resto scrivono proprio loro.

Le associazioni ambientaliste, sì. Legambiente presenta un ricorso al Tar e, successivamente, al consiglio di stato. I giudici non impongono lo stop. Anche perché, come si legge nella sentenza del Tar, viene meno uno dei motivi di oppposizione, che è la mancanza della valutazione di impatto ambientale. La Regione, con parere dell’ufficio del sistema informativo, non l’ha ritenuta necessaria (la decisione è del 1º agosto del 2001).

In mezzo alla battaglia legale, ne va in scena una societaria (si fa per dire). Nel settembre del 2002, Gnutti e Ricucci incontrano il loro socio più amato: Fiorani. In quel mese “Investimenti immobiliari lombardi” lascia la Borsa, si scioglie e confluisce in Bipielle Investimenti, una delle società controllate dal numero 1 assoluto di Lodi. E così passa di mano anche la proprietà di “Lido dei Coralli”. In realtà, nel complesso schema di partecipazioni della banca, c’è un incrocio con il vecchio socio Fabbroni (presente con la Basileus spa). Tanto che le quote delle società vengono scambiate più volte. Fino all’ultimo atto, compiuto quando ormai Fiorani non ha più un ruolo nella banca, cacciato dalle inchieste giudiarie e dal carcere (è stato arrestato nel dicembre del 2005). E’ il marzo del 2006: la proprietà (ri)passa a Bipielle Real Estate, controllata sempre dalla banca di Lodi, ora Banco Popolare, e dal suo nuovo presidente Divo Gronchi. Qualche mese prima, a gennaio, la Regione di Soru, nella fase di copianificazione del piano paesaggistico, ha impedito l’edificazione di un solo metro cubo a Monti Russu. A Lodi l’atto non deve essere piaciuto: forti della lottizzazione approvata nel 2002, i lodigiani ora chiedono i danni. Un ricorso, con istanza risarcitoria, è stato presentato al Tar: la prima udienza è fissata per il 12 dicembre.

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