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Semestre europeo: il modello di deregulation ambientale esportato in Europa?
24 Marzo 2004
Beni culturali
Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Fai, Greenpeace, Amici della Terra, Istituto Nazionale di Urbanistica, Lac, Lav, Lipu, Vas, Comitato per la Bellezza, Associazione Bianchi Bandinelli hanno inviato, accompagnandolo con questa lettera un dossier che costituisce, a un tempo, un invito e un avviso di vigilanza. Ecco il testo diramato dall’Ufficio stanpa di Italia Nostra.

Gli ambientalisti italiani ed europei pongono il “caso Italia” e chiedono al Presidente Berlusconi garanzie sul rispetto per l’ambiente

“Vorremmo e speriamo in una Presidenza europea che affermi con forza ed indipendenza un ruolo di responsabilità del nostro continente verso il mondo intero, dall’applicazione del Protocollo di Kyoto al problema degli o.g.m, dalla diminuzione degli impatti ambientali in agricoltura alla nuova direttiva sulla chimica. Temiamo invece una presidenza che voglia esportare un modello italiano di sviluppo, tutt’altro che nuovo, centrato sulle opere pubbliche e alle deroghe alle norme di tutela ambientale” . Hanno così dichiarato i rappresentanti delle più importanti associazioni ambientaliste nazionali e internazionali, il giorno prima della relazione al Parlamento Europeo del Presidente Berlusconi sul semestre italiano, esponendo le loro preoccupazioni. E’ stato illustrato anche un lungo e documentato Dossier sulle scelte ambientali operate proprio dal Governo Berlusconi predisposto e condiviso da un largo cartello di associazioni internazionali (WWF, Greenpeace, Birdlife International, BEE) ed Italiane (FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano, Legambiente, LIPU, Italia Nostra, Istituto Nazionale di Urbanistica, LAC, LAV, VAS, Associazione Bianchi Bandinelli).

“In Italia è in atto una vera e propria deregulation in campo ambientale e questa è strettamente funzionale a quella politica di “sviluppo e infrastrutture” che secondo le dichiarazioni del Presidente Berlusconi dovrebbe costituire la ricetta della nuova Europa. Chiediamo al Presidente Berlusconi, proprio nel momento in cui assume un incarico così prestigioso e delicato, di avere nei confronti della questione ambientale un approccio più attento e responsabile rispetto a quello assunto finora in Italia. Auspichiamo che non si voglia proporre in Europa la stessa Valutazione d’Impatto Ambientale semplificata gia applicata nel nostro paese che renda così impossibile una seria analisi degli impatti prodotti dalle opere pubbliche. Speriamo che non si voglia portare in Europa, come si sta facendo in Italia, procedure di smaltimento dei rifiuti che non danno sufficienti garanzia per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e che sono in contrasto con le stesse normative europee. Speriamo che la priorità sull’applicazione del Protocollo di Kyoto non sia schiacciata da una politica energetica, come già avviene in Italia, tesa ad incrementare i consumi ed a liberalizzare il mercato senza alcun controllo della domanda e senza nessuna programmazione territoriale degli impianti energetici. Speriamo che in tema di tutela dei beni naturali e dei beni culturali si voglia vedere questi come beni dell’umanità da preservare e non solo come occasioni economiche dove, come si intende fare in Italia per i parchi o per i musei, l’opportunità di sfruttamento gestita dai privati potrebbe compromettere il senso stesso della tutela”

Il lungo DOSSIER predisposto dalle Associazioni Ambientaliste, inviato ai Capigruppo di tutti i Gruppi Parlamentari Europei, oltre che al Presidente Berlusconi con una richiesta di incontro, passa in rassegna l’attività dei primi due anni del Governo Berlusconi insediatosi in Italia nel giugno 2001. Nel Dossier si passano in rassegna le politiche ambientali italiane, al di là dell’attività del Ministero dell’Ambiente, dalle opere pubbliche all’energia, dalle acque ai rifiuti, dalle telecomunicazioni ai beni culturali. “Non si tratta solo di una deregulation normativa” sostengono gli ambientalisti “ma di un vero e proprio ribaltamento di valori: oggi più che mai si afferma la prevalenza dei valori economici ed occupazionali rispetto a quelli della tutela, della conservazione, dell’identità culturale”.

“I fatti non ce lo consentirebbero, ma noi vogliamo lo stesso essere ottimisti e fiduciosi” hanno detto gli ambientalisti. “Crediamo che con quest’assunzione di ruolo del Governo italiano il Presidente Berlusconi ed i vari Ministri possano rendersi conto che le normative di tutela non possono semplicemente essere liquidate come “ecoburocrazia”, secondo la semplicistica definizione del documento ufficiale italiano inviato a Bruxelles. Sarebbe indicativo ed auspicabile, anche quale segno di distensione, sospendere in Italia per il semestre di Presidenza europea tutte quelle proposte di nuove norme, ad incominciare dalla legge delega in campo ambientale, che entrano o che potrebbero entrare in netto conflitto con le normative comunitarie. Potrebbe questo essere un buon biglietto da visita capace di spazzare via possibili equivoci sulla possibilità di esportare in Europa anche la deregulation normativa posta in essere in Italia”.

Strasburgo, 1 luglio 2003

Il testo del dossier in formato .pdf

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