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Giorgia Boca
Sembrava finita e invece....
15 Agosto 2009
In giro per l'Italia
Le elezioni si avvicinano e a Crotone si torna a parlare di Europaradiso. Una semplice coincidenza?

Piccoli bradisismi sulla costa calabra: a destare preoccupazione, però, non sono i movimenti tellurici propriamente detti, ma piccoli movimenti sotterranei che lasciano presagire un'altra ondata di sventure per il già tartassato territorio calabrese.

Stavolta, sul banco degli imputati c'è Europaradiso, mega villaggio turistico che avrebbe dovuto sorgere sulla costa crotonese e a cui, l'anno scorso, la Regione aveva detto un no che sembrava definitivo.

La vicenda era già salita agli onori della cronaca nazionale: nel 2003, David Appel, imprenditore israeliano, aveva proposto al comune di Crotone, all'epoca guidato dal centrodestra, un progetto ambizioso, che avrebbe potuto portare alla realizzazione di 120.000 posti letto e di circa 15.000 posti di lavoro. Una manna dal cielo in una regione in cui la disoccupazione dichiarata è ai massimi livelli e che cerca faticosamente di imboccare la strada dello sviluppo turistico.

Sulla strada del magnate, la cui storia personale era quantomeno poco chiara, c'era un ostacolo che, forse, in anni passati non avrebbe destato troppa preoccupazione: gran parte del territorio della Provincia di Crotone, infatti, è stata dichiarata Zona a Protezione Speciale (ZPS), in particolar modo tutta l'area della foce del Neto, proprio lì dove Europaradiso avrebbe dovuto sorgere.

Il progetto, però, riesce a fare proseliti molto in fretta, e un folto gruppo di sostenitori, costituitosi presto in comitato, propone alla Regione la modifica della perimetrazione delle ZPS per poter avviare il progetto. Un progetto che prevede parchi tematici, alberghi, multisala, campi da golf, centri commerciali: il tutto adagiato su 140 ettari lungo la costa crotonese.

Ma per fortuna, a riprova che non tutto va male in Calabria, la Regione non modifica i perimetri delle ZPS; addirittura, in una inconsueta botta di buon senso, si asserisce che il progetto si dimostra « non coerente con le linee di indirizzo per lo sviluppo dell'industria turistico-alberghiera» e che « la presentazione di “Europaradiso” ha illustrato un progetto di un numero di posti letto pari ad oltre un terzo dell'intero patrimonio ricettivo regionale…Tale ipotesi progettuale, pertanto, non persegue la necessità di garantire l'alta qualità e la sostenibilità turistica dell'area interessata, favorendo, di converso, fenomeni di sovraffollamento» (delibera della Giunta Regionale del 5 marzo 2007).

Un no secco, dunque, che per una volta non viene motivato con cavilli o con scuse di altro genere ma attacca frontalmente il progetto, dicendo, chiaro e tondo, che non va bene. Avevamo tirato un sospiro di sollievo, pensando che ci sarebbe potuti dedicare alla contestazione di altre speculazioni e di altri disastri, quand'ecco che arrivano le elezioni e con le elezioni la prospettiva che quei politici che ieri dicevano di no vengano sostituiti domani da altri pronti a dire di si.

A complicare ulteriormente le cose, un comitato pro Europaradiso che continua combattivamente a lavorare perchè il progetto non venga abbandonato: in fondo, non tutti sono disposti a dire un secco no alla promessa di 15000 posti di lavoro.

Arriviamo così all'oggi, alla conferenza stampa tenuta solo qualche giorno fa da David Appel per dire che lui al progetto – e all'affare - non ha affatto rinunciato; non si spiega Appel come mai tante resistenze, quando « sono stato contattato da altre nazioni, ad esempio dalla Francia, dalla Spagna: volevano che realizzassi lì quello che invece ho pensato per Crotone, che rimane il posto in assoluto più adatto».

Leggiamo qualche altro passaggio della conferenza stampa dell'imprenditore. Europaradiso « è un fuoco dentro me, che mi spinge ad andare avanti e a realizzare questo progetto, quello che amo di più. Con me i più grandi imprenditori del mondo credono nella realizzazione di Europaradiso qui a Crotone». Se qualcuno gli ricorda che la relazione della Commissione Parlamentare Antimafia non è stata tenerissima nei suoi confronti, lui risponde che non capisce come « un progetto importante che darà posti di lavoro, aiutando la Calabria, possa essere avversato da alcune persone che hanno tanta cattiveria e cercano solo di far del male, questa gente è irresponsabile e non sa i danni che sta facendo». Infine, a proposito di Francesco Forgione, presidente della Commissione, dice « non capisco come il suo partito (Rifondazione Comunista, ndr) non decida di buttarlo fuori. Non è possibile che una persona che non mi conosce scriva quelle cose su di me. A noi non interessa la politica, vi dico solo che sono venuto qui a realizzare un business importante, sono venuto non solo per fare del bene alla Calabria, ma anche ovviamente per fare soldi». Viva la sincerità.

Alcuni interrogativi sono d'obbligo. Il primo di questi, almeno in una regione come la Calabria, è come mai di fronte a tante imprese taglieggiate dalla 'ndrangheta che vanno via o che chiudono i battenti, sembri così scandaloso parlare del pericolo di possibili infiltrazioni mafiose. O se è un caso che un imprenditore indagato per un'analoga operazione in Grecia e per casi di corruzione in Israele – denunciati tra l'altro dal quotidiano nazionale Haaretz – abbia deciso di venire a fare del bene proprio a Crotone, in un'area dove la strada più importante, la statale 106, è soprannominata la “strada della morte” per la sua pericolosità, dove l'impresa più nota è arrivare con il treno e dove l'aeroporto stenta a decollare.

Ma soprattutto, sarà un caso che la conferenza stampa si sia tenuta una decina di giorni prima della campagna elettorale? Domanda retorica: almeno su questo non ci possono essere accuse di disfattismo. Pasquale Senatore, ex-sindaco di Crotone, colui che diede il là ad Europaradiso, ha già detto che se la destra vince le elezioni farà di tutto per riaprire la questione: più o meno quello che Berlusconi va dicendo a proposito del Ponte sullo Stretto di Messina.

Le incognite sono troppe per poter prevedere come andrà a finire. Pur se tra luci e ombre, la Regione, almeno per il momento, è riuscita a respingere l'attacco e difficilmente ritratterà le proprie scelte. C'è, per fortuna, anche un rinnovato impegno dello Stato contro la 'ndrangheta, che, se proseguito con la stessa sistematicità degli ultimi tempi, potrebbe dare presto buoni risultati. E poi ci sono le elezioni, che dovranno ridisegnare gli equilibri di potere su scala nazionale e locale e stabilire chi dovrà pronunciarsi una volta per tutte sull'operazione.

La preoccupazione più grande, però, resta l'idea sbagliata che la gente comune, quella perbene, ha di sviluppo e di crescita. Ancora una volta essa coincide con quella del mattone e con un modello, il divertimentificio, che va bene, forse, per zone che non hanno nulla ma non certo per aree di valore paesaggistico come la costa ionica calabrese.

Quand'anche Europaradiso fosse un progetto chiaro, limpido, al sicuro dalle infiltrazioni mafiose e dalle speculazioni, sarebbe davvero questo il modello più valido per risollevare le sorti di terre in crisi? Oggi è Crotone, domani sarà qualche altro posto, con o senza 'ndrangheta, ma il problema sarà sempre lo stesso: quello di un'idea sostenibile di sviluppo e di crescita, capace di portare lavoro e benessere, sociale ed economico, senza compromettere per sempre un patrimonio che dovremo tramandare ai nostri figli. Un'idea che, più semplicemente, consideri il territorio non merce ma bene comune.

Tutte le citazioni della conferenza stampa sono state tratte dall'articolo di Massimiliano Franco, "Il magnate punta sul Comune", pubblicato su Calabria Ora il 4 aprile 2008.

Le immagini, riportate anche in un pdf scaricabile, sono tratte dal sito ufficiale del progetto, www.europaradiso.com e da quello del comitato www.comitatoeuroparadiso.com.

Su eddyburg altri due articoli su Europaradiso, qui e qui.

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