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Tomaso Montanari
Se la tutela del paesaggio costa la vita
10 Settembre 2010
Il paesaggio e noi
Il sindaco di Pollica ha pagato il prezzo più alto per la difesa dell’art.9 della Costituzione. Da Corriere del Mezzogiorno, 10 settembre 2010 (m.p.g.)

Sono molti gli articoli della Costituzione il cui rispetto è stato pagato con la vita. Non si contano i cittadini italiani che in questi sessant’anni sono stati uccisi per aver preso sul serio l’articolo 1 (per aver cioè difeso il lavoro come fondamento del nostro sistema democratico), l’articolo 3 (per aver dunque lottato per l'uguaglianza di fronte alla legge) o l’articolo 41 (per essersi opposti all’asservimento criminale dell’iniziativa economica privata). La sconvolgente esecuzione del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, sembra aggiungere a questo tremendo canone anche l’articolo 9, quello per cui la Repubblica «tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione».

Troppo spesso dimentichiamo che la salvaguardia della natura e dell’arte (in Italia saldate dalla storia in un unico, indivisibile ambiente culturale) non è affidata alla sensibilità delle anime belle, degli esteti o degli ambientalisti. L’articolo 9 ci ricorda che essa è invece uno dei principi fondamentali su cui si fonda la nostra convivenza civile. In un discorso pronunciato al Quirinale l’11 dicembre 2003, il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi disse: «Difendere questo straordinario patrimonio dall’aggressione degli egoismi, dalla speculazione e dall’abbandono significa custodire la nostra identità nazionale, che si fonda sulla bellezza di un paesaggio indissolubilmente legato all’opera dell'uomo». Il libro che Salvatore Settis ha dedicato ai beni culturali e ambientali tra istituzioni e profitto si intitola Battaglie senza eroi. Ora sembra che Angelo Vassallo sia il primo eroe di questa battaglia. Ed è davvero una notizia terribile.

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