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Mario Gasbarri
Se il Governo commissaria anche gli scavi
26 Marzo 2009
Beni culturali
Il commissariamento di Roma e Ostia è l’ultimo atto di una deriva di governo pericolosa per il patrimonio culturale e per la democrazia. Dal'Unità del 26 marzo 2009 (m.p.g.)

Il Presidente del Consiglio ha firmato il 12 marzo un'ordinanza di Protezione Civile per fronteggiare la «grave situazione di pericolo» nell'area archeologica di Roma e provincia. L'avevamo detto ed è successo. Dopo aver presentato un'interrogazione, ancora in attesa di risposta, sul commissariamento dell'area archeologica di Pompei per una emergenza «catastrofica» come l'incuria e il degrado, avevamo previsto che non sarebbe finita lì perché ormai l'uso dell'ordinanza di Protezione civile è diventato uno dei piatti più succulenti del tavolo sempre imbandito del governo della Destra di questo Paese. Tutto è cominciato il giorno dopo l'avvento del precedente governo Berlusconi, quando uno dei primi interventi del nuovo Esecutivo fu la chiusura della neonata Agenzia di protezione civile.

In realtà si tornava, con volontà di restaurazione, al Dipartimento della Protezione Civile alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri. Così Berlusconi si riservava l'utilizzo del potere di ordinanza, attraverso il quale derogare all'universo delle regole. E l'ordinanza, si sa, è sprecata se la si utilizza solo per i terremoti e le alluvioni, che si sperano rari. Allora, contestualmente alla riesumazione del Dipartimento e alla scelta di Guido Bertolaso alla sua guida, il colpo di genio fu quello di istituzionalizzare i «grandi eventi» che potevano così usufruire, attraverso il solito potere d'ordinanza, di prerogative analoghe a quelle invocabili per le catastrofi. Quello che poi successe è ben noto: con i grandi eventi si è fatto di tutto, manifestazioni religiose e popolari, regate veliche, esequie, raduni giovanili, olimpiadi della neve e altro ancora. In questi primi mesi del terzo governo Berlusconi si sono fatti ulteriori «passi avanti» nel rafforzamento del privilegio di gestire la cosa pubblica senza quegli inutili lacci e laccioli che si chiamano regole.

A Napoli, la questione rifiuti è stata «risolta» non solo con un’ordinanza in deroga a 43 norme di tutti i tipi, ma anche sottoponendo le aree di discarica e di trattamento ad una inusitata dichiarazione di «interesse strategico nazionale». Di fatto porzioni di territorio risultano così militarizzate, blindate di fatto all'accesso di chiunque, con una palese caduta dei livelli di controllo democratico nel Paese. Quindi il mondo della cultura ha avuto un sussulto per l'ordinanza su Pompei, già ricordata. Il ministro Bondi, sponsor dell'iniziativa, prima ha applaudito all'attribuzione di un fondo di 40 milioni di Euro al budget commissariale ed ora festeggia la sottrazione di 37 milioni di euro dal bilancio del suo ministero, di cui circa un milione saranno spesi per finanziare la struttura commissariale creata con l'ordinanza relativa ai siti archeologici romani e di Ostia antica. L'«emergenza» questa volta, consiste nella gestione d un po' tutto il patrimonio archeologico di Roma e dintorni, in barba ai poteri di tre Soprintendenze.

L’autore è Senatore PD

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