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Michele Ruffi
Sardegna. Tunnel di Tuvumannu, operai di nuovo al lavoro
19 Febbraio 2008
Sardegna
La discussa sentenza del TAR riapre la distruzione della più importante necropoli del Mediterraneo. Intervenga chi può. L'Unione Sarda, 19 febbraio 2008

Lavori realizzati al 50%. «Ma prima di riprendere le opere dovremo coordinarci con i tecnici di Nuova Iniziative Coimpresa». Dopo Tuvixeddu, riapre anche il cantiere del tunnel di Tuvumannu: un altro progetto bloccato, dopo i vincoli archeologici sul colle voluti dalla Regione, e riabilitato dalla sentenza del Tar dello scorso 8 febbraio. Gli uomini della Gecopre, la società che sta realizzando la galleria, si sono limitati negli ultimi giorni ad una messa a norma del cantiere: un anno di stop si è fatto sentire anche qui, come per Nuova iniziative Coimpresa. Gli operai hanno recintato gli scavi e verificato le condizioni di sicurezza. Prima di una ripresa vera e propria bisognerà attendere ancora un paio di settimane: «Dobbiamo ancora coordinare i lavori con Coimpresa», spiega Paolo Zoccheddu, dirigente comunale dell'area gestione del territorio. «È un passo obbligato, perché devono intervenire anche a Tuvumannu, con delle opere strettamente collegate alle nostre. Quindi prima di riprendere gli scavi dovremo concordare alcuni aspetti e preparare un piano dei lavori attendibile. Dopo un anno di blocco sono cambiate alcune cose e il tempo ha avuto il suo effetto sul cantiere». Prima di tornare al lavoro bisognerà riportare l'area nelle condizioni di gennaio 2007. Una cosa è certa: «Non aspetteremo l'esito del ricorso al Consiglio di Stato». Sulla galleria si è registrato - era lo scorso aprile - l'ennesimo scontro tra Comune e Regione. «Ci hanno bloccato, segnaleremo il caso alla Corte dei Conti», accusavano i primi. «Non abbiamo disposto nessuno stop», precisavano i secondi. In mezzo, una richiesta milionaria (1 milione e 200 mila euro solo per i primi due mesi di stop) da parte della Gecopre. Ora invece c'è il via libera: il tunnel è stato realizzato al 50 per cento: 700 metri previsti, 350 già completati. Un lungo serpente sotterraneo che partirà da via Cadello, sfiorerà il rione di via Castelli e spunterà in superficie nel canyon di Tuvixeddu, dopo aver superato - ma sempre sotto terra - l'incrocio con via is Maglias. Due corsie per due sensi di marcia, ad una profondità che varierà dai 7 ai 15 metri. Servirà per alleggerire il traffico di tutta la zona via Cadello - Is Mirrionis. L'appalto di questo primo lotto è costato 7 milioni e 600 mila euro. Con la seconda e terza tranche, la strada passerà nel cuore del colle, per sbucare poi in viale Trento. Al momento è stata realizzata solo la parte centrale del tunnel. Mancano ancora la testa e la coda, cioè i pezzi più impegnativi, anche perché gli scavi andranno a incrociare i tubi dei sottoservizi di via Castelli. Ecco perché sono previsti ancora due anni di lavoro prima dell'inaugurazione della galleria. Nel frattempo, l'associazione Amici di Sardegna e il comitato Tuvixeddu Wive chiedono un referendum popolare, per decidere il futuro del colle.

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