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Paolo Boccacci
Roma Capitale, nuovi poteri e 500 milioni
4 Ottobre 2008
Roma
Gran voglia di aprire speculazioni immobiliari sui beni pubblici (ex caserme). E poi, si vuole espropriare lo Stato dalla responsabilità della tutela? La Repubblica, ed. Roma, 4 ottobre 2008

Cinquecento milioni l’anno a Roma per ripianare i suoi debiti, più poteri alla Capitale, dalla valorizzazione dei beni storico-artistici alla pianificazione urbanistica, e, soprattutto, il passaggio dallo Stato al Campidoglio di un patrimonio miliardario tra cui le caserme di Prati e di Castro Pretorio.

L’emendamento del governo alla legge finanziaria è stato annunciato ieri dal sindaco Alemanno. Il Pd: "Hanno cambiato nome al consiglio comunale senza nemmeno consultarlo" Il consiglio comunale si chiamerà "Assemblea capitolina" Augello: "I beni del demanio produrranno un altro mezzo miliardo l’anno"

Le telecamere che ronzano nella Sala delle Bandiere. Gli spot delle luci accesi. E il sindaco Alemanno, completo scuro, che annuncia: "Dopo 30 anni Roma ora avrà uno statuto con poteri e finanziamenti degni di una città capitale". Cinquecento milioni l’anno alla città per ripianare i suoi debiti, più poteri, dalla valorizzazione dei beni storico-artistici alla pianificazione urbanistica, dalla protezione civile alla difesa dall’inquinamento, e, soprattutto, il passaggio dallo Stato al Campidoglio di un patrimonio miliardario: tutte quelle strutture, di proprietà del demanio, ora dismesse, tra cui terreni in periferia e le caserme di Prati e di Castro Pretorio. "In parte le venderemo» ha spiegato il sindaco «e in parte le utilizzeremo per i servizi della città».

Lui, Alemanno, di mattina presto era già davanti alla porta del Consiglio dei ministri, per attendere il provvedimento, un emendamento del governo alla legge sul federalismo fiscale. «Me lo ha portato Matteoli» racconta «E allora ho capito che i risultati erano stati raggiunti. Spero che adesso i presidenti della Provincia e della Regione Zingaretti e Marrazzo collaborino per mandare in porto l’operazione».

«I 500 milioni» aggiunge Alemanno «saranno erogati dal 2008 e serviranno per pagare le rate di ammortamento degli 8,6 miliardi di debiti accumulati». Poi non lesina stoccate all’opposizione: «Un miliardo e 800 milioni non erano emersi dal bilancio. E a maggio, quando sono arrivato, mi hanno detto che non c’erano i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti del Campidoglio. Ringrazio Berlusconi. Ora non si potrà più dire che il governo di Destra è contro Roma. Una svolta decisiva perché i provvedimenti per Roma capitale si attendevano fin dall’era Craxi. Anche Prodi e Veltroni avevano elaborato un protocollo, poi rimasto lettera morta».

Ma ecco l’emendamento al disegno di legge sul federalismo fiscale approvato ieri dal Consiglio del ministri, che attua l’articolo 114, comma 3 della Costituzione. Si prevede che Roma si trasformi da un normale comune in un ente territoriale, denominato, ‘Roma Capitale’ "con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, al fine di svolgere le funzioni di Capitale della Repubblica italiana e di sede di rappresentanza diplomatica di Stati esteri".

Il Consiglio comunale assumerà il nome di Assemblea capitolina e approverà il nuovo Statuto con particolare riguardo al decentramento municipale. Saranno trasferiti, a titolo gratuito, a Roma Capitale, i beni del patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’amministrazione centrale. Precisa Alemanno: «Inseriremo questo patrimonio nella revisione del piano urbanistico. Avremo così le risorse fondiarie per lanciare progetti adeguati». E secondo Andrea Augello, che lavora nello staff tecnico del sindaco «la valorizzazione di questo patrimonio potrebbe rendere al Comune altri 500 milioni l’anno».

Rimane irrisolto il problema della città metropolitana. L’emendamento approvato dal consiglio dei ministri prevede, infatti, che i confini di Roma capitale coincidano con quelli attuali del Comune di Roma. Tra le funzioni che l’emendamento attribuisce a Roma capitale, vi sono la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici e ambientali; la difesa dell’inquinamento; lo sviluppo economico e sociale di Roma capitale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale; l’edilizia pubblica e privata; l’organizzazione dei servizi urbani e di collegamento con i comuni limitrofi. Le funzioni saranno disciplinate attraverso regolamenti adottati dall’assemblea capitolina e dai decreti legislativi che il Governo è delegato ad emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

«Siamo favorevoli e disponibili ad allargare i poteri all’area metropolitana» ha concluso Alemanno «ma su questo tema il dibattito è controverso. Molti comuni dovrebbero cedere poteri a Roma e alcuni non vogliono farlo. Per il momento raggiungiamo l’obiettivo dei poteri al Comune capoluogo».

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