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Cesare De Piccoli
«Revisione del Mose e fondi per la città»
2 Giugno 2006
MoSE
Dal viceministro dei Trasporti, buone notizie per chi teme il MoSE. Intervista di Alberto Vituccida la Nuova Veneziadel 2 giugno 2006

«Personalmente sono per la revisione del progetto Mose e per la reintroduzione dei finanziamenti della Legge Speciale. Credo che il nuovo governo debba cambiare subito rotta rispetto al precedente e ascoltare la città, mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale». Proprio ieri è stato nominato dal premier Romano Prodi viceministro ai Trasporti. Il veneziano Cesare De Piccoli, ex vicesindaco ed europarlamentare della Quercia, segretario regionale Ds, è l’unico viceministro veneto. Le competenze del suo ministero toccano da vicino Venezia. Il porto, Marghera, il passante e il comitatone. Dove siede il ministro Bianchi, che potrebbe però delegare il suo vice veneziano a occuparsi di salvaguardia. De Piccoli annuncia cambiamenti.

Da dove si comincia?

«Vanno create subito le condizioni per recuperare un rapporto con la città, come annunciato da Prodi, Rutelli e Fassino».

Il sindaco Cacciari ha già chiesto alcune cose.

«La prima mi pare che sia la necessità di tornare a finanziare la Legge Speciale, magari riducendo i soggetti che ricevono fondi. Negli ultimi anni il Comitatone è stato svuotato di poteri e i soldi che arrivavano in città erano solo quelli residuali del Mose».

La seconda è la revisione del progetto Mose.

«Io condivido pienamente il contenuto del documento del sindaco Cacciari. Auspico che possa raccogliere il più ampio consenso in Consiglio comunale».

Qualcuno dice che ormai è troppo tardi per fermare i lavori.

«Io ho le mie opinioni, non le cambio adesso che ho qualche grado in più. Sono per la revisione di quel progetto che secondo me ha tra l’altro gravi ripercussioni sulla portualità».

Per modificare il progetto bisogna chiedere di fermare i lavori. Lei è favorevole alla moratoria?

«Non spetta a me decidere ma al ministro Di Pietro. Ma credo si debba fare in tempi molto stretti una verifica a tappeto dello stato dei lavori e dei cantieri. Un monitoraggio attuato da persone competenti e indipendenti per capire se si è entrati nella fase irreversibile o le modifiche sono ancora possibili».

Una richiesta che il Magistrato alle Acque e la Regione hanno fin qui ignorato.

«Credo sia nell’interesse di tutti, senza avviare inutili bracci di ferro, seguire questa linea. Lo stesso Consorzio dovrà collaborare a questa richiesta».

L’ultimo Cipe una settimana prima delle elezioni, ha affidato al Consorzio altri 380 milioni di euro.

«Mi risulta che manchino i provvedimenti attuativi».

Da lei dipendono anche i Porti. L’attuale presidente Zacchello ha detto che il Mose non interferisce con l’attività portuale.

«Noi abbiamo studi diversi. E’ vero che il Porto in questi mesi non ha assunto iniziative su questo tema. Da parte del nuovo ministro ci sarà invece il massimo di attenzione, con l’auspicio che l’Autorità portuale prenda atto che le cose sono cambiate, e ci offra tutto il suo contributo».

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