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Lodo Meneghetti
Resistenza e contrattacco ambientalista
23 Agosto 2005
Lodovico (Lodo) Meneghetti
Baia di Sistiana nel comune di Duino-Aurisina, la Baia di Rilke...

Baia di Sistiana nel comune di Duino-Aurisina, la Baia di Rilke (Elegie Duinesi), il più bel tratto della costiera giuliana fino a Trieste, ci ha visti impegnati più volte in Eddyburg. A chi non li aveva già aperti, gli occhi li aprì l’articolo di Francesco Erbani, Colata di cemento nella baia di Rilke (Repubblica, 9 marzo 2003).Si voleva sostenere l’incessante battaglia del WWF e di Italia Nostra triestini in difesa dai reiterati assalti della immobiliare che vuole edificarvi la “Nuova Portofino”, altrimenti detta “Villaggio istro-veneto”, con il consenso anzi l’apprezzamento, anzi la spinta del governo regionale (centrosinistra) guidato da Riccardo Illy e della giunta comunale (destra) di Duino guidata da un sindaco di AN, Giorgio Ret. Ho già ricordato nuovamente la questione nell’articolo del 3 agosto. Inoltre i frequentatori del sito si ricorderanno la lettera sottoscritta da persone qualificate inviata ai due il 4 febbraio scorso (ora nel mio Parole in rete. Interventi in Eddyburg, giornale e archivio di urbanistica, politica e altre cose, Libreria Clup, Milano 2005, pp. 182-185). Si richiedeva l’immediata promozione di procedure per stabilire il vincolo di inedificabilità totale e di intangibilità della condizione paesaggistica esistente. La funzione della lettera sarà stata trascurabile, fu ad ogni modo interessante far suonare campanellini nelle orecchie dei potenti, come si vide da qualche articolo de “il Piccolo” di Trieste. Ma dobbiamo alla incredibile volontà delle nominate associazioni, in particolare al WWF, espressa da persone (perché è sempre ragione primaria di persone) come Dario Predonzan, Wilma Diviacchi, poi Carlo Dellabella, Dusana Valecich…, di non mollare giorno dopo giorno la presa del bavero degli amministratori, dei tribunali amministrativi, delle procure, e alla non meno incredibile capacità di ottenere sentenze favorevoli. Breve: salvo la prosecuzione dei lavori nella grande cava, ora sospesi, le autoritarie autorità non sono riuscite finora a far approdare alla riva (è la parola) il loro inciucio edilizio con l’immobiliare Santi Protaso e Gervaso e Santa Sistiana, mistici nomi programmatici di una sperato perdono di peccati mortali. “La cava veniva rimodellata e rivestita di edifici, mentre il piccolo approdo si trasformava in una grande marina” (Erbani) con bordure densissime di altre case e sevizi vari. Particolarmente consolante, a questo riguardo, che le due imprese, artefici dello scempio dei lavori indiscriminati nella cava, ora sequestrata, siano indagate “per aver deturpato e distrutto bellezze naturali” e che il sindaco e un dirigente regionale, firmatari della concessione, lo siano “per abuso di atti d’ufficio”.

Il progetto dell’insediamento turistico non è stato mai proposto alla discussione pubblica, si sono visti rendering dimostrativi dell’orrore urbanistico e architettonico (Eddyburg potrebbe pubblicarli, semmai chiedendo documentazione agli amici nominati), Illy ha dichiarato più volte di aver ottenuto (in segreto!) modifiche che renderebbero, secondo lui, il progetto “compatibile”, ma si è rifiutato di sottoporre ad altri una fantomatica ultima versione. Siamo alle solite: il potere locale sprezzante. Ma ora la determinazione delle associazioni nominate ha costretto gli amanti dell’illegalità a ricollocare il progetto in un quadro quantomeno rispettoso delle procedure previste dagli strumenti che loro stessi possiedono. Infatti non può darsi un tale progetto senza un piano particolareggiato approvato appartenente alla cosiddetta variante urbanistica 21 (altra variante è la 18, “modellamento della cava”, scontato preludio all’insediamento). Ebbene, finalmente il Piano particolareggiato è all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Duino-Aurisina per il prossimo 31 agosto. A questo punto, come procedere nell’opposizione secondo il contenuto della lettera citata? A mio parere bisogna evitare – mi rivolgo alle associazioni che verranno chiamate a interloquire e a tutti i frequentatori di Eddyburg – di farsi trascinare in una discussione nel merito del piano, per non parlare del progetto nella Baia se mai verrà successivamente presentato, qualsiasi sarà la versione sapendola o zuppa o pan bagnato. Allora? Il Piano particolareggiato dev’essere in primo luogo negato laddove indichi, nelle forme predisposte “opportunamente” dal Comune, la possibilità d’intervento nell’area della Baia e della cava corrispondente a quanto il progetto delle immobiliari ha già anticipato; poi dev’essere smontato per intero il contesto nella misura che sia stato definito in tutte le sue forme proprio in funzione dell’accordo per realizzare la Nuova Portofino. Un diverso Piano particolareggiato potrà essere studiato in funzione del riscatto paesaggistico del contesto duinese, non potendosi eludere, d’altronde, l’obbligo derivante dalla qualificazione di Sic fin dal 2000. Entro il Pp, l’indicazione specifica per la Baia e la cava consisterà in un progetto di restauro del territorio, di riparazione della violenza subita (naturalizzazione della cava), di definizione degli elementi leggeri, non edilizi, utili, ancorché non necessari, a una fruizione turistica e culturale libera, non privatistica, non aggressiva. Si potrà indire un concorso nazionale per il progetto solo se il bando si esprimerà in questo senso. (“La soluzione urbanistica e architettonica riguardo a un ambiente naturale persistito benché leso deve essere il contrario dell’edificazione di qualsiasi tipo, salvo le opere, non edifici destinati ad alcunché, necessarie per la cura: delicate come quelle praticabili su un malato che l’eccesso di medicamenti porterebbe alla morte” – 10 aprile 2003, in idem, pp. 20-21).

Si obietterà che il territorio in causa è di proprietà privata, che gli enti pubblici non hanno armi sufficienti per…eccetera eccetera. Bravo il sindaco Ret a rimpiangere “Ah, se l’avessimo comprata noi la Baia trent’anni fa!” (da “il Piccolo”, 10 agosto). Bravo bene! Non credo che oggigiorno sia davvero impossibile risolvere il mancato dovere di allora, caro sindaco. Provi. L’Unione europea, la Commissione per l’ambiente, distribuisce fior di quattrini per iniziative conformi. Se, soprattutto si ricorresse, penso, all’esproprio: perché non avere il coraggio di dirlo? Utopie utopie…velleità velleità…dite. Ma basterebbero le indicazioni e i vincoli del nuovo progetto conservativo e coerenti ordinanze del Comune o della Regione per l’uso del luogo di proprietà privata. Come nella categoria urbanistica di verde privato di uso pubblico o suolo privato di uso pubblico. Una bella, sostenibile, perdonabile marcia indietro. Beh, in ogni caso, meglio che, procedendo lei, signor sindaco, e il presidente Illy lungo la brutta strada già percorsa per un tratto, finire in una trappola, dopo aver più volte incespicato.

Lodovico Meneghetti

Bonassola, Ferragosto 2005

Il materiale su Baia Sistiana e Portofinto è nella cartella SOS Carso

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