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Francesca Pilla
Rea: «La sinistra per ora non c’è. Renzi spegne gli ultimi fuocherelli»
4 Marzo 2015
Articoli del 2015
«Lo scrittore: un sindaco sceriffo è lontano dalla mia idea di politica, il Pd come un limone

spremuto, non ha senso cercare altro succo». Francesca Pilla intervista Ermanno Rea, a proposito delle significative "primarie" di Napoli e del partito di Renzi. Il manifesto, 4 marzo 2015

Non cono­sco De Luca, di certo non mi può pia­cere qual­cuno che viene defi­nito sin­daco sce­riffo. E di sicuro non si può cam­biare la legge Seve­rino ad per­so­nam. Ma non credo che attual­mente sia que­sto il pro­blema. Nel nostro paese non abbiamo una sini­stra e Renzi è un pom­piere che ha spento gli ultimi fuo­che­relli». La vede così Ermanno Rea, secco e deciso. Lui, classe 1927, che alle scorse euro­pee si è can­di­dato al Sud per la Lista Tsi­pras, da gior­na­li­sta e autore di grandi suc­cessi come Mistero Napo­le­tano (pre­mio Cam­piello 1996) e Napoli Fer­ro­via (pre­mio Strega 2008), ha vis­suto la poli­tica ita­liana inten­sa­mente, senza mai tirarsi indie­tro o rispar­miare cri­ti­che ai diri­genti che dal dopo­guerra in poi hanno con­tri­buito a fare la sto­ria di que­sto paese. Forse pro­prio per que­sto è distac­cato e restio a par­lare di rot­ta­ma­tori e di pri­ma­rie al sapore di pastic­cio Dem.

Pro­fes­sore, ha seguito le con­sul­ta­zioni del Pd in Campania?
Ovvia­mente, ma ormai non voto più a Napoli e non cono­sco nes­suno dei per­so­naggi che sono stati can­di­dati. Ho letto qual­cosa su Vin­cenzo De Luca. Viene chia­mato ’il sin­daco sce­riffo’, usa degli slo­gan sin­da­ca­bili e ha un piglio deci­sio­ni­sta molto lon­tano dalla mia idea di politica.

Però nel Pd lo hanno votato e in tanti, non solo a Salerno.
I cam­pani, ma in spe­cial modo i napo­le­tani, sono dispe­ra­ta­mente alla ricerca di un indi­vi­duo cari­sma­tico che rie­sca a risol­vere i pro­blemi strut­tu­rali e radi­cati che ci sono in una regione del Mez­zo­giorno. In loro si accende un lumi­cino di spe­ranza e si aggrap­pano all’uomo del momento. È suc­cesso con de Magi­stris, oggi con De Luca, ma die­tro que­sta corsa dispe­rata fini­scono irri­me­dia­bil­mente per impat­tare in per­so­naggi che disat­ten­dono le aspet­ta­tive. Que­sta voglia di rin­no­va­mento deve invece essere inca­na­lata, rico­min­ciare dal basso con una guida capace di grande magi­stero etico e in grado di met­tere a frutto le ener­gie e le pos­si­bi­lità di que­sto popolo.

Un nome alter­na­tivo non emerge, De Luca potrebbe essere sospeso il giorno dopo l’elezione. Non sarebbe uno spreco lasciare la Cam­pa­nia ancora alla destra?
La legge Seve­rino c’è e non si discute, anche se mi pare che il reato di abuso d’ufficio di cui è accu­sato De Luca sia ben diverso da quello di Ber­lu­sconi, con­dan­nato in via defi­ni­tiva per ben altre ragioni. Ma è inu­tile but­tarsi su que­ste micro­sto­rie. De Luca cor­rerà e se vin­cerà, nel caso in cui dovesse essere sol­le­vato dall’incarico, ricor­rerà al Tar. Al mas­simo si rifa­ranno le ele­zioni. Il pro­blema è che in Cam­pa­nia è forte e urgente la domanda di demo­cra­zia e rin­no­va­mento. C’è un grande desi­de­rio tra le per­sone che non viene appa­gato per man­canza di respon­sa­bi­lità, per la cor­ru­zione dila­gante e per la disfatta morale.

Nel Pci sarebbe potuto accadere?I
l para­gone non regge, era tutta un’altra cosa, con una strut­tura diversa, le pri­ma­rie non erano nem­meno in calen­da­rio. Anche per­ché non è che nel Pci di demo­cra­zia ce ne fosse dav­vero tanta.

Par­liamo al pre­sente. Come vede il Pd di Renzi?
È un limone spre­muto dove non ha senso andare a cer­care altro succo. Credo di aver descritto bene la situa­zione attuale in un mio libretto La fab­brica dell’obbedienza, il lato oscuro e com­plice degli ita­liani (ed. Fel­tri­nelli, ndr). Renzi ha abba­gliato l’opinione pub­blica che rie­sce sem­pre a inna­mo­rarsi in fretta dei per­so­naggi sba­gliati, ma anche a farli cadere pre­sto in disgra­zia. È già finito il suo tempo. Credo che il pre­mier non sia in grado di incan­tare più nes­suno e vada avanti con qual­che illu­sione che aveva messo in scena all’inizio. Per il nostro paese è stato un pom­piere in grado di spe­gnere le ultime fiam­melle di sini­stra nel sistema partitico.

Non ci sono spe­ranze di avere una rap­pre­sen­tanza a sinistra?
Noi veniamo da anni di ber­lu­sco­ni­smo e man­chiamo di senso di respon­sa­bi­lità sot­tratto da santa romana chiesa. La sini­stra ita­liana non è mai stata capace di amal­ga­marsi, unirsi ed espri­mere se stessa. Qui non rie­sce nem­meno a venir fuori una Syriza o una Pode­mos. Così sono pes­si­mi­sta a breve distanza. Ma otti­mi­sta sul lungo periodo. La situa­zione oggi è dispe­rata, ma gli uomini hanno supe­rato osta­coli enormi. Qual­cosa di posi­tivo acca­drà. Io non vedrò l’aurora per­ché ho 88anni, la vedranno i figli dei figli.

Ha in mente qual­cuno capace di tra­ghet­tarci fuori da que­sto immobilismo?
Non credo ai nomi e cognomi ma a tante per­sone di qua­lità e alla capa­cità di orga­niz­zare il dissenso.

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