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Adriano Prosperi
Quel padule fatto a pezzi
20 Luglio 2007
Toscana
Una risposta alla lettera aperta del presidente della Toscana. Da la Repubblica del 14 luglio 2007

Telefonare al Presidente: ecco l’idea. Ringrazio il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini. Terrò presente la sua offerta, formulata nella lettera pubblicata mercoledì da Repubblica, anche se mi sembra preoccupante che nella pletora di Comuni, Province, Comprensori, Autorità e quant’altro si debba ricorrere a lui per avere informazioni elementari.

Resta il fatto che finora non si è trovata molta disponibilità da parte delle amministrazioni toscane, tutte schierate a difesa del famigerato "Accordo di programma" detto del Tubone e restie perfino a concederne in visione il testo. Ma può darsi che la decisione del Ministero dell’Ambiente – non della Regione Toscana, caro Presidente – di mettere un punto fermo sulla questione imponendo la costruzione di un depuratore per l’area Valdinievole ovest abbia cambiato il clima. Ci auguriamo comunque che l’autorevole presa di posizione del Presidente Martini venga meditata da tutti gli enti sottoscrittori dell’Accordo di Programma. Collaboreranno o saboteranno? Vedremo.

Ma ci sono altre cose che vorremmo sapere dal Presidente; per esempio, questa: se due milioni e mezzo di metri cubi di acqua invece di entrare nel tubo resteranno in Valdinievole per esservi depurati, che ne sarà dei rimanenti dieci milioni circa? A quanto pare, saranno sottratti ai depuratori comunali per i quali i cittadini pagano robuste tasse e portati altrove per venire definitivamente inquinati dalle lavorazioni chimiche delle industrie conciarie. Eppure tutti sanno quanto l’acqua sia preziosa e come sia destinata a diventarlo sempre di più.

Quanto al Padule di Fucecchio, non basta salvarne la sopravvivenza, bisognerebbe anche voltare pagina rispetto al vuoto amministrativo e politico che ha fatto di un territorio unitario uno spezzatino di realtà incompatibili e in conflitto. Perché qui c’è di tutto: dall’oasi ambientale alle postazioni di caccia, passando per coltivazioni inquinanti e quant’altro.

Quanto alla tutela delle bellezze della Toscana dobbiamo intenderci. È diventata fastidiosamente abituale l’espressione "patrimonio dell’umanità". Preferiremmo parlare dell’ambiente – di ogni ambiente - come patrimonio degli esseri umani in carne e ossa che ci vivono e di quelli che ci vivranno. Se un privato cittadino come lo scrivente ha partecipato a una campagna di opinione considerandola come cosa non estranea al suo mestiere di storico e di insegnante non è stato per difendere bellezze celebri ma perché ritiene diritto di ciascuno quello di vedere tutelati da autorità scelte per via democratica l’aria, l’acqua, il verde del suolo dove il caso o la necessità lo ha portato a vivere: fosse anche ai bordi di un Padule.

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