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Sandro Roggio
Quel business che distrugge le coste
24 Dicembre 2010
Sardegna
In una lettera aperta al presidente Marcegaglia, l'Unità 23 dicembre 2010, appello per la tutela di Malfatano

Presidente Marcegaglia, le scrivo a proposito dell' impresa a Malfatano in Sardegna, nella quale è coinvolta; perché quell'intervento sta producendo lacerazioni dolorose in un paesaggio fantastico. Scrivo a lei, immaginandola sensibile al tema della tutela dei luoghi, sul piano etico e ed estetico, e non ai suoi partners, Benetton, Sansedoni-Monte dei Paschi, Caltagirone. Magari è un pregiudizio sbagliato: ma ho idea che siano poco attenti al corpo fragile e all'anima di Malfatano. La sua intraprendenza mi sembra invece conciliante, mi auguro non indifferente ai costi sociali degli investimenti, e refrattaria all'idea che luoghi e persone diventino scene e comparse, mascherate mortificanti (penso all' umiliazione/'omologazione del corpo della donna, nel racconto di Lorella Zanardo).

E' inusuale fare appello a un'impresa perché trascuri i suoi interessi. Ma ci sono in questa speculazione premoderna aspetti che lei potrebbe non conoscere (non sempre gli investitori sanno dei loro investimenti). Non si può controllare tutto: la sua ditta produce tubi e lamiere, condensatori, scope e spazzole e si occupa anche di turismo nella versione duplice di gestione e realizzazione di attrezzature per la vacanza. Per Malfatano il programma è un mix: un po' di alberghi e molte case da vendere. Una formula che abolisce il rischio: nel ramo palazzinaro, con l'assistenza diretta di una banca, sono bravi tutti.

Se l'iniziativa si svolge nei litorali della Sardegna è una meraviglia: a scapito di paesaggi come questi si va sicuri, metti 1 e prendi 10, se va male. A basso investimento (il costo di costruzione più di tanto non cresce) corrisponde un utile inimmaginabile con la siderurgia. Il valore è dato da quel quid che mettiamo noi, il paesaggio bene comune. E siamo noi a perdere da questa impresa, che non sarebbe oggi consentita con le disposizioni vigenti in Sardegna. Il progetto è di un'altra epoca, quando la disciplina urbanistica del Comune di Teulada era conforme a sconvenienti piani per il paesaggio, poi cassati perché troppo compiacenti verso gli interessi immobiliari. Un procedimento che sta in una fase incerta su cui la Magistratura sta indagando per sapere di alcuni passaggi poco chiari.

Nel frattempo i lavori proseguono, e ogni gesto è un pezzo di Malfatano che perdiamo per sempre.

Penso che basterebbe un'occhiata: sentirebbe il rimorso, presidente, per una violenza anacronistica, che si vedrà meglio tra qualche anno. A bellezza violata e a futuro negato corrispondono promesse di lavoro precario, una trentina di camerieri e sguatteri e per due mesi all'anno, forse. I muratori che manifestano a sostegno di questa impresa – per perpetuare il ciclo edilizio – fanno tristezza, ricordano i tagliaboschi di boschi nell'Ottocento.

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