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Nadia Bergamini
Prove tecniche di città metropolitana
4 Giugno 2012
Torino
Nell’area torinese iniziano le iniziative volontarie di coordinamento per un nuovo ente intermedio, nella speranza che sia la volta buona e nessuno faccia da tappo. La Stampa, 4 giugno 2012 (f.b.)

Creare la nuova Torino, come capitale europea della terza rivoluzione industriale europea. A proporre questo progetto che interessa il capoluogo e tutta la provincia sono un gruppo di sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Settimo, Aldo Corgiat, che ha elaborato un documento attraverso cui intraprendere un confronto istituzionale, con le forze economiche e sociali e definire insieme un iter condiviso per avviare la fase costituente della nuova Città Metropolitana di Torino.

«Pensiamo che a questa iniziativa sia necessario contribuiscano fin dall’inizio attivamente – spiega Corgiat - non solo le istituzioni elettive, ma anche e soprattutto i rappresentanti di interessi economici, le università e il mondo della ricerca, della formazione, della cultura, l’associazionismo e le organizzazioni del no profit e del terzo settore, i sindacati, le categorie professionali e in generale tutta la società civile».

Il documento, inviato a tutti i sindaci della provincia torinese, una tra le più estese d’Italia (315 Comuni con oltre 2,3 milioni di abitanti), è il manifesto che invita tutti ad un incontro il 23 giugno alle 9,30 a Venaria, presso il Centro del Restauro, per un approfondimento e per dar vita al comitato costituente che porterà, almeno questa è l’intenzione dei promotori, alla convocazione degli Stati Generali della nuova Città metropolitana, già in autunno.

«Il quesito cui dobbiamo dare risposta è – prosegue Corgiat – se la Città metropolitana sia utile o no. Noi crediamo sia importante. Torino e la sua provincia è da sempre una città laboratorio che, insieme al ruolo di città industriale e al contributo fondamentale fornito al Paese e alla Regione in termini di ricchezza prodotta, costituisce con Genova e Milano un sistema territoriale tra i più attivi e dinamici d’Europa, un luogo di innovazione, di formazione e di ricerca capace di competere su scala globale». Innovazione, economia digitale, sostenibilità ambientale e non solo, ricerca e conoscenza sono, infatti, le parole chiave della proposta dei sindaci, per costruire un ambito metropolitano più credibile, più forte e capace di sostenere la sfida imposta dalla crisi economica. «L’obiettivo è unire le potenzialità, le buone pratiche, le energie e le sinergie – chiarisce ancora Corgiat, promotore tra l’altro della prima Unione dei Comuni in ambito metropolitano - capaci di competere su scala europea con gli altri sistemi urbani».

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