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Anna Maria Longo
Plebiscito per salvare una riserva sul litorale romano
21 Febbraio 2009
Tra Maccarese e Passoscuro un piccolo gioiello naturalistico deturpato dall’Enel. Il popolo del FAI lo vuole salvare. Corrispondenza per eddyburg.it

Con 305 firme è arrivata quarta nel Lazio la petizione che chiede l’interramento dei cavi elettrici e telefonici in un’area particolarmente delicata e preziosa della Riserva naturale statale del Litorale romano: la foce del Rio Tre denari, al confine fra il territorio della Bonifica di Maccarese e il paese di Passoscuro, nel Comune di Fiumicino. Fra i tantissimi cittadini che hanno raccolto l’invito del FAI a segnalare per “I luoghi del cuore” quest’anno non tanto le bellezze a cui sono legati, ma piuttosto le brutture che devastano il paesaggio, c’è stata dunque una grande attenzione per questa situazione di inverosimile degrado. Una zona di costa protetta con il massimo del vincolo, dotata di un arenile perfetto di sabbia chiara e di oltre cento metri di profondità, salva dall’erosione perché c’è ancora un piccolo fiume non cementificato che porta regolarmente i suoi detriti; una spiaggia con dietro l’area più interessante del Parco nazionale, i tumuleti di Bocca di Leone, dove si trovano concentrate tutte le specie botaniche del litorale laziale: tutto questo è orrendamente massacrato dalla presenza di incongrui piloni Enel e da un reticolo di cavi aerei telefonici.

La petizione si batte contro questo scempio, ma non solo. L’intenzione dei promotori e delle varie sigle che hanno aderito (da Legambiente alla Pro Loco di Passoscuro, alla Società Geografica Italiana) è anche quella di sollecitare il dibattito e la sensibilità, della popolazione, della politica, delle istituzioni su tutti i problemi di questa realtà. La battaglia ai cavi può vedere e ha visto uniti cittadini del luogo e associazioni nazionali, presenze politiche di posizione diversa. Tra le firme anche tante personalità del mondo della cultura, come gli scrittori Alfredo Chiappori e GiorgioTodde, Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, il sovrintendente Angelo Bottini, l’architetto Pietro Laureano. Tutti insieme per dire Basta, non solo ai cavi ma anche all’immondizia e all’abbandono. Perché, come vedete dalle fotografie, quello che appunto è definito “Parco Nazionale”, per il quale il Comune e Fulco Pratesi hanno realizzato una bella “Guida alla Riserva”, in realtà è tenuto in modo disumano, almeno nel tratto in questione a sud di Passoscuro e nell’altra zona che si trova invece a nord del paese. Ovunque bottiglie e buste di plastica, rifiuti di ogni tipo, fino a carcasse di barche e di elettrodomestici. E poi ancora reticolati fatiscenti, strutture abusive…

Quello che è in discussione, qui come in altri luoghi significativi del nostro “Bel Paese”, è il modello di sviluppo. Passoscuro ha una sua storia molto particolare e interessante. Nato come borgo di pescatori, nei primi anni dopo la guerra sembrava un villaggio africano. Poi le lotte per avere l’acqua, le fogne, l’elettricità. Oggi il paese rischia di diventare preda dei palazzinari, i quali ne farebbero volentieri l’ennesimo dormitorio per pendolari che non si possono permettere una casa a Roma. Si tratta invece di aprire lo sguardo a una prospettiva diversa, che possa mettere a frutto le straordinarie risorse di questo territorio: il mare, la spiaggia, la riserva, la produzione agricola della bonifica, la pesca, e naturalmente un utilizzo corretto delle bellissime spiagge. E poi anche quell’atmosfera del tutto particolare di paese “vissuto”, magari esteticamente da migliorare, ma con il sapore del luogo vero – non del non-luogo turistico. Un meccanismo opposto al presente che possa favorire un turismo sostenibile, non circoscritto alle domeniche d’agosto, ma che porti visitatori tutto l’anno, con i relativi vantaggi per gli esercizi commerciali e per chiunque voglia intraprendere attività collegate alla fruizione della natura e della cultura.

La petizione contro i cavi è ancora aperta ad altre adesioni. Forte del successo ottenuto con il FAI, che si impegnerà direttamente a sostenerla presso le autorità competenti, continuiamo la raccolta di firme e chiediamo a chi condivida questi principi di darci una mano. La prossima tappa sarà la consegna ufficiale al Comune di Fiumicino, che dovrebbe almeno chiedere ufficialmente l’interramento delle oscene strutture all’Enel e alla Telecom. Ma un’altra cosa chiediamo almeno a chi gravita su Roma: veniteci una volta a Passoscuro! Nonostante le contraddizioni vale la pena di conoscerlo. Troverete buona accoglienza, buon cibo, e un sapore antico, un po’ pasoliniano, che vi potrebbe incantare.

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