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Gad Lerner
Perché Pronzato non doveva stare lì
1 Luglio 2011
Articoli del 2011
Una testimonianza del « rapporto patologico instaurato fra partiti e società civile nella nostra democrazia malata». La Repubblica, 30 giugno 2011

In base a quale criterio, mi chiedo, il manager Franco Pronzato poteva fare il consigliere d´amministrazione dell´Enac, ricoprendo contemporaneamente l´incarico di "coordinatore nazionale del trasporto aereo" nel Pd? Una circostanza come questa basta e avanza per evidenziare il rapporto patologico instaurato fra partiti e società civile nella nostra democrazia malata. L´incarico pubblico assegnato senza neppure mascherare la sua finalità lottizzatoria, viene notato ora solo perché Pronzato va in carcere, accusato di avere percepito una tangente sull´appalto per la rotta aerea Roma-Isola d´Elba. Emergono contiguità con altri "facilitatori" d´affari, come Vincenzo Morichini, che intercedeva nella raccolta di contributi privati per la Fondazione Italianieuropei, dopo aver ceduto a Massimo D´Alema la sua quota di comproprietà della barca a vela Ikarus. Per constatare quanto Franco Pronzato ci tenesse a rivendicare la sua vicinanza al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è sufficiente un clic alla voce "Curriculum" del suo sito, dove campeggiano due foto con "l´amico". A poco vale obiettare che tale prassi è ordinaria amministrazione nel centrodestra. Basti pensare a due esponenti di rilievo del Pdl come Maurizio Lupi e Giampiero Cantoni, che presiedono altrettante società della Fiera di Milano, con relativi emolumenti. Gli esempi di doppi incarichi consentiti dalla legge, ma non dalla pubblica decenza, occuperebbero purtroppo molte pagine di giornale.

La solita obiezione del "così fan tutti" non può essere accampata però dal Partito democratico, che fin dalla sua nascita s´impegnò a contrastare il malcostume della lottizzazione e la prassi conseguente del favoritismo negli appalti. Ricordo bene, per aver partecipato ai lavori della commissione incaricata di elaborare il Codice etico del Pd, talune resistenze sul capitolo delle incompatibilità. Ci veniva ricordato sottovoce che gli incarichi assegnati nei cda di aziende pubbliche e semipubbliche, o nelle Fondazioni, a consiglieri comunali, provinciali, regionali, consentivano una loro retribuzione surrettizia altrimenti impossibile. Ma il principio dell´incompatibilità alla fine s´impose; sebbene largamente disapplicato.

Il caso di Franco Pronzato, al di là dei risvolti penali legati a un´ipotesi di vera e propria corruzione che la magistratura dovrà giudicare, si segnala per la sua smaccata evidenza. Il manager genovese da decenni legato al gruppo dirigente Pci-Pds-Ds-Pd, infatti, sedeva già inserito nel cda dell´ente pubblico più importante del settore aereo quando venne nominato responsabile del partito sulla medesima materia. Per intenderci, è come se Nino Rizzo Nervo o Giorgio Van Straten, consiglieri d´amministrazione Rai "in quota" al centrosinistra, assumessero pure la guida dell´ufficio comunicazione del Pd. E ciò mentre il segretario Bersani va promettendo in tv che non ci saranno mai più dei lottizzati del suo partito in Rai.

Ben si capisce che qui non è in causa la diatriba fra il partito e gli antipartito. Ma il protagonismo della nuova cittadinanza democratica senza cui il centrosinistra non avrebbe mai conseguito le vittorie di maggio, può instaurare un relazione proficua con i gruppi dirigenti dei partiti solo alla condizione che questi siano disponibili a rimettere in discussione la loro sovranità e i loro comportamenti. Il verticismo dei "nominati" e l´affarismo dei lottizzati sono degenerazioni che si tengono l´una con l´altra. Non a caso hanno spesso come protagoniste le medesime personalità che non dissimulano la propria idiosincrasia nei confronti delle associazioni della società civile. Ora che la nuova politica non è più una mera suggestione, e anzi le dobbiamo la concreta speranza di un cambiamento d´epoca, tocca in primo luogo al Pd correggersi e dare il buon esempio.

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