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Dora Marchi
Parco Nazionale del Circeo a rischio
30 Giugno 2006
Il paesaggio e noi
La rincorsa alla costruzione di porti turistici sempre più invasivi è la nuova minaccia alle nostre coste. Da l'Unità, 30 giugno 2006 (m.p.g.)

Il Comune di Fondi che non ha provveduto ad abbattere un ecomostro, una società che vuole raddoppiare il porto del Circeo e uno stabilimento balneare che minaccia di far scomparire uno dei rari fazzoletti di costa ancora intatti. Nel Lazio, sono loro i vincitori delle tre «bandiere nere» che Legambiente ha assegnato per il 2006 ai «nuovi pirati del mare». Due sono in provincia di Latina, una in quella di Roma, ad Anzio.

All'amministrazione comunale di Fondi l’associazione ambientalista ha affibbiato il vessillo nero per non aver ancora buttato giù l'ecomostro dell'isola dei Ciurli. Si tratta di «21 scheletri che da quasi quarant'anni occupano una meravigliosa area di agro pontino», spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Il Comune «non l'ha ancora abbattuto - spiega Legambiente nel suo dossier - nonostante la recente sentenza del tribunale di Latina abbia condannato il costruttore ad un anno di arresto e deciso la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva, affidando proprio all'amministrazione l'impegno all acquisizione dell’area ai fini della demolizione ». Per San Felice Circeo, la «bandiera nera» va invece alla «società Penta srl per la proposta di raddoppio del Porto». Secondo questo progetto, i posti barca «diventerebbero oltre 500, ovvero più del doppio di quelli esistenti, con una grave compromissione dello splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale del Circeo». E per Parlati questa maglia nera costituisce un'indicazione «fortemente simbolica, per uno dei progetti di porto forse tra i più distruttivi nella nostra regione». L'ampliamento del porto, che è già stato bocciato una prima volta dal Tar, cui avevano fatto ricorso al ricorso Legambiente e alcuni comitati cittadini, secondo l’associazione «comporterebbe un enorme impatto sull'area, disturbando inoltre i numerosi cetacei avvistati nel braccio di mare compreso tra il Circeo e l'arcipelago Ponziano, che invece nello studio di impatto ambientale sono del tutto scomparsi». Infine, la bandiera nera assegnata allo stabilimento balneare “Sole e Luna” di Marechiaro, sulla costa di Anzio, che gli ambientalisti definiscono come un «nuovo potenziale eco-mostro» e che è stato messo sotto sequestro dalle forze dell'ordine dopo numerosi esposti, raccolte di firme e proteste da parte della stessa Legambiente. Secondo Parlati lo stabilimento ha «aggredito uno dei pochi lembi integri di costa nella zona della ex Fornace di Anzio »: per la sua realizzazione, infatti, sono iniziati da mesi i lavori che minacciano di sbancare le dune e una parete di argilla che sarebbe ormai a rischio frana.

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