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Sergio Lironi
Padova: Consistenti cubature in deroga al PRG
4 Dicembre 2004
Una lettera al Gazzettino di Padova, pubblicata il 28 novembre 2004, su alcuni discutibili “programmi integrati di recupero urbano”, certamente “innovativi”: in peggio

Caro Direttore,

da qualche tempo partecipo, in qualità di uditore, ai lavori della Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale. Nel giro di poche settimane sono stati illustrati in Commissione un rilevante numero di PIRU – Programmi integrati di recupero urbano (in parte già avviati dalla precedente Giunta, in parte di nuova formulazione), molti dei quali comportano, per i proprietari delle aree interessate, consistenti aumenti di cubatura edilizia in deroga alle previsioni di PRG (concedibili a discrezione del Consiglio Comunale, ove si ravvisi un qualche interesse pubblico nelle operazioni immobiliari programmate). L’entità degli accordi sottoscritti e di quelli attualmente all’ordine del giorno è tale da richiedere, io ritengo, una approfondita riflessione pubblica sull’impatto e sulla coerenza di tali interventi rispetto alle più generali previsioni di Piano Regolatore e sull’effettivo interesse pubblico dei progetti approvati.

Due casi esemplari per la loro negatività sono quelli di PonteVigodarzere e di Via Canestrini. Nel primo caso, per ottenere gratuitamente la cessione delle aree necessarie per il parcheggio di testata del Metrobus, si è concessa ai privati una cubatura edilizia di circa 49.000 mc. La cessione gratuita al Comune delle aree per il parcheggio e di una quota parte degli alloggi (circa 7.500 mc) giustifica economicamente l’interesse pubblico dell’operazione, ma il problema sta nel fatto che il nuovo quartierino residenziale sarà infilato giusto in mezzo tra l’Autostrada Venezia-Brescia (peraltro sopraelevata in questo tratto) e la linea di un elettrodotto ad alta tensione e che assai problematico risulterà l’accesso dei suoi futuri abitanti alla già sin troppo trafficata via Pontevigodarzere.

L’intervento di via Canestrini (promosso da alcune cooperative collegate alla Compagnia delle Opere) appare di ancor più dubbio interesse pubblico, tagliando di fatto trasversalmente e quindi compromettendo irreversibilmente uno dei pochi residui “cunei verdi” del sistema stellare immaginato dall’urbanista Luigi Piccinato e generando seri problemi di traffico per tutto il quartiere.

Ancora una volta dunque, come già abbiamo denunciato per la vicenda della Variante al Piano Regolatore Generale recentemente discussa dal Consiglio Comunale, si procede caso per caso, si valutano solo gli interessi immediati senza una visione strategica dello sviluppo urbano, senza un’idea forte di trasformazione ecologica della città.

Il nostro non è un rifiuto aprioristico delle opportunità offerte dalla nuova strumentazione urbanistica e dagli stessi accordi di programma in deroga parziale al PRG. Il problema è che questi accordi possono risultare di effettivo interesse pubblico solo se inseriti in una chiara e condivisa strategia di ricostruzione della forma e degli equilibri ecosistemici dell’organismo urbano. Così, ad esempio, non esprimiamo affatto un rifiuto pregiudiziale all’ipotesi avanzata – sempre in Commissione Urbanistica – di aggiornare (in forme nuove e magari attraverso un concorso pubblico di progettazione) quello che venne definito molti anni or sono il “Piano Gregotti” per l’Arcella, riguardante le aree poste tra la chiesa di San Carlo e lo Stadio di Piazza Azzurri d’Italia. Una “densificazione edilizia” in questo contesto urbano, se attentamente studiata e discussa con la popolazione, potrebbe consentire la formazione di una “pericentralità”, ovvero di una nuova polarità urbana, di un centro civico integrato con funzioni pubbliche, servizi terziari e commerciali, residenze, e di una Piazza, centro d’incontro e di vita comunitaria per tutto il quadrante nord della città, servita dalla nuova linea tranviaria e quindi liberata dal traffico veicolare. Ma il programma avrebbe un significato positivo solo se connesso all’integrale recupero a verde pubblico delle molte aree compromesse – con i meccanismi della perequazione edilizia – dalla recente Variante al PRG. Già in sede di Osservazioni e Controdeduzioni (previste per il mese di gennaio) alla Variante sarebbe infatti possibile introdurre per le aree di maggior interesse ambientale (Basso Isonzo, via Pelosa, via Canestrini, Forcellini, Terranegra, Mortise,…) i meccanismi della “compensazione” e dei “crediti edilizi” previsti dalla nuova Legge urbanistica regionale, assegnando ai proprietari – quale corrispettivo della cessione gratuita dei terreni destinati a parco e verde pubblico – quota parte delle nuove volumetrie previste nelle aree pubbliche del centro dell’Arcella o in altre aree già urbanizzate nelle quali dar vita a progetti di effettiva riqualificazione e rigenerazione delle nostre periferie.

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