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Alberto Vitucci
Osservatorio casa mandato a casa
20 Agosto 2005
Terra, acqua, società
"D’Agostino infuriato licenzia i tecnici: Incompetenti". Così la Nuova Venezia del 27 giugno 2004 sintetizza le dichiaraziooni dell'assessore D'Agostino, promotore delle massiccie operazioni pubblico-privato a Venezia che si sono rivelate, come prevedibile, un flop per il pubblico.

VENEZIA. L’assessore licenzia i suoi tecnici. «Non intendo più rinnovare il contratto all’Osservatorio Casa», dice Roberto D’Agostino, responsabile dell’assessorato alle Politiche abitative di Ca’ Farsetti. Non si placa la polemica sui dati diffusi dall’Osservatorio.

«Gli alloggi fatti in convenzione con i privati a prezzo agevolato non sono stati venduti», avevano scritto.

Il motivo? La mancanza di informazione, così le case a prezzo agevolato sono rimaste invendute. «Falso, falso», si infiamnma D’Agostino, «è incompetenza tecnica o stupidità, le cause sono altre. I prezzi sono saliti adesso, siamo arrivati a un divario insanabile tra domanda e offerta». Una reazione durissima. Forse perché D’Agostino come assessore ai Progetti speciali era stato il promotore del progetto Judeca Nova, la demolizione della Junghans e le nuove costruzioni affidate ai privati e poi vendute. Un nuovo pezzo di Giudecca con supermercato, case dello studente e alloggi di lusso, dove è andato ad abitare anche il sindaco Paolo Costa. Ma lo scontro è sulle case a prezzo agevolato. Lo studio dell’Osservatorio, coordinato da Anna Renzini, aveva segnalato la carenza già tre anni fa. Le nuove case a prezzo ridotto non si vendono, né allo Stucky né all’ex Junghans. «Ma non è vero che non abbiamo fatto pubblicità», dice D’Agostino, «hanno sbagliato e basta. Che Forza Italia possa fare polemica posso capirlo, ma i miei uffici senza nemmeno avvisarmi, questo no». I tecnici evitano la polemica. Rispondono che i dati erano stati chiesti dalla presidente del Consiglio Mara Rumiz dopo un’interrogazione dell’opposizione.

Lo scontro continua. E sullo sfondo rimane l’emergenza abitativa, niente affatto rislota. Sono ripresi gli sfratti, mezza città è stata trasformata in affittacamere e appartamenti per turisti senza alcun freno, le case in affitto non si trovano in più. La società Abitare spa, appena varata tra le polemiche, si ritrova una situazione ferma da anni. Sarebbero almeno duecento gli alloggi comunali inutilizzati o in precarie condizioni. Un numero sufficiente a garantire la sistemazione alle famiglie colpite da sfratto. Perché non si interviene? «E’ un aspetto che voglio chiarire», promette D’Agostino, da due anni assessore succeduto a Michele Mognato e Giuseppe Santillo, «il Comune dispone di 5 mila alloggi, l’Ater di altre 8 mila. Se ci aggiungiamo quelle degli anti arriviamo a 15 mila, una cifra che dovrebbe garantire altrettante famiglie e risolvere il problema. Poi stiamo varando la grande operazione per i 1500 alloggi a Sant’Elena». Intanto però l’emergenza non si ferma. Gli affitti sono inavvicinabili, e la polemica sulla casa scuote il Palazzo. L’assessore ha annunciato l’intenzione di «licenziare» la struttura dell’Osservatorio, attiva dal 1993.

La notizia sul rapporto dell'Osservatorio casa al Consiglio comunale è qui

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