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Piero Ricci
Ore 13, la disfida delle Tremiti Oggi le offerte per l´acquisto.
25 Aprile 2012
In giro per l'Italia
L’assessore Barbanente: "Quell´asta va fermata, non ha senso vendere e poi espropriare". La Repubblica edizione Bari, 25 aprile 2012

Sta andando avanti l'asta di sette terreni edificabili delle isole Tremiti indetta dal Comune per ripianare il deficit dei conti. Nonostante la contrarietà della Regione Puglia, espressa a chiare lettere dall'assessore regionale all'assetto del territorio Angela Barbanente, dal Municipio tremitese hanno ribadito i termini della procedura. Entro oggi, alle 13, è prevista la consegna al protocollo delle istanze di partecipazione al pubblico incanto. L'ufficio resterà aperto nonostante il giorno festivo. L'asta vera e propria si terrà domani giovedì mentre la Commissione esaminatrice delle domande si riunirà sabato alle 9, in seduta pubblica, per l'apertura delle buste contenenti le offerte.

Il Comune spera di ricavare oltre quattro milioni di euro dalla vendita di 32mila metri quadrati (in più lotti) sull'isola maggiore, San Domino, e del lotto unico di 37mila mq sull'isola di San Nicola. I terreni in questione rientrano in un Piano di edilizia economica e popolare. La Regione è contraria e, per bloccare la procedura, è partita un'altra lettera destinata al Comune delle Tremiti, retto dal commissario straordinario Carmela Palumbo, che ha sostituito lo storico sindaco delle Tremiti Giuseppe Calabrese. Palumbo cerca di smontare la polemica: "Io sono un commissario prefettizio e finché ci sono applico la legge. La variante di cui parla l'assessore era stata discussa anni addietro e al mio arrivo l'ho trovata già approvata e definitiva. Nessuno intende fare speculazioni

sulle Tremiti e in quei lotti sorgeranno soltanto case popolari". Un'altra nota formale era stata inviata all'inizio di aprile a cui dal Municipio hanno risposto ribadendo che si tratta di una procedura corretta.

Dal Comune delle Tremiti, pertanto, non c'è alcuna marcia indietro perché la procedura è ritenuta "conforme" al Piano di edilizia sociale approvato dalla Regione. Tra l'altro qui a maggio si vota: sono quattro i candidati alla carica di sindaco e quello dell'asta non è il principale argomento di campagna elettorale visto che il turismo rimane il tema di punta, peraltro nell'anno in cui se n'è andato un "tremitese" adottivo doc, il cantautore Lucio Dalla, che aveva eletto le isole a suo "buen retiro" estivo e a cui in estate sarà dedicato un memorial. L'equilibrio su cui l'asta nasce è fragilissimo: sono in gioco le esigenze di cassa e di ripianamento del deficit pubblico e la tutela di isole affascinanti e perennemente minacciate da trivellazioni petrolifere o speculazioni edilizie. E ora molti temono che l'asta possa diventare il "cavallo di Troia" per una speculazione edilizia. Il Comune spera di ricavare quattro milioni di euro, forse anche qualcosa in più, in modo da rimettere in sesto le anemiche casse pubbliche. E non teme speculazioni perché si tratta di "housing sociale".

Le aree all'asta sono sulle isole principali di San Nicola e di San Domino anche perché le altre tre (Cretaccio, Caprara e Pianosa) sono disabitate ed inidonee. Per rintracciare l'avviso pubblico, è inutile consultare il sito internet del Comune che è disattivato, causa tagli alle spese. Su San Domino, l'isola maggiore dove vivono i circa 500 abitanti, la superficie complessiva del lotto edificabile è di mq 31.585 con vendita in porzioni di lotto dell'importo stimato in euro 370.536 ciascuno. Su San Nicola il lotto è unico, esteso mq 37.046 ed in vendita per intero ad euro 363.825, secondo la stima. L'asta, dunque, va avanti. Sta di fatto che ogni volta che un progetto riguarda le Tremiti, i vincoli vigenti ed il fascino delle isole sono una forte motivazione per dire "no". Non è molto lontana nel tempo l'intenzione di realizzare un ponte in legno, una "passeggiata turistica e commerciale", tra San Domino ed il Cretaccio.

Barbanente: “Ma è tutto surreale i terreni devono restare pubblici”

L'assessore all'Urbanistica della Regione Puglia, Angela Barbanente, non cede di un millimetro: "Quanto sta accadendo alle Tremiti, mi sembra tutto surreale". La Regione, insomma, s'è messa di traverso sul bando comunale che si chiude oggi alle 13 e mette all'asta tredici terreni edificabili, sette ettari parendo da una base di quattro milioni di euro. Angela Barbanente è determinata a impedire che nell'arcipelago che rientra anche nel territorio del parco nazionale del Gargano, si possano vendere aree pubbliche per fare cassa e rimettere ordine nei conti di un Comune commissariato e alla vigilia delle elezioni. Nelle ultime settimane c'è stata una fitta corrispondenza tra il commissario prefettizio Carmela Palumbo e gli uffici regionali. Ma non è servito a molto.

Cosa c'è di surreale, assessore Barbanente?

"Il fatto che le aree pubbliche che si mettono all'asta sono destinate a un piano di edilizia economica e popolare. Trovo surreale che per mettere quelle aree all'asta, le si debba vendere per fare cassa ma poi le si debba riacquistarle con un esproprio per realizzare quel piano di edilizia per costruire case per famiglie a basso reddito".

Cosa non la convince del bando?

"Non è chiaro come l'amministrazione comunale consideri compatibile la vendita delle aree con la disciplina di legge dell'edilizia economica e popolare, che al contrario prevede l'espropriazione dei suoli e la successiva concessione o vendita".

Il bando, però, spiega che il fabbisogno abitativo sarà comunque garantito.

"Ripeto: non è chiaro. La gara è aperta a soggetti indifferenziati, che non hanno i requisiti richiesti per l'edilizia residenziale pubblica, e che quindi, si presume, dovrebbero poi a loro volta cedere i suoli agli assegnatari degli alloggi. E dove sarebbe il contenimento dei costi? E come verrebbero determinati i prezzi popolari che sono alla base della "167" se l'asta, per sua natura, fa lievitare il costo dei suoli e quindi del prezzo di cessione successivo?".

Cosa hanno risposto dalle Isole Tremiti?

"Con risposte non esaustive sul rispetto delle finalità di quel piano che, ripeto, deve soddisfare i fabbisogni abitativi dei residenti. Anzi: intanto ci sono le autorizzazioni a costruire in quelle aree, proprio perché c'è un interesse generale che è quello di dare case a prezzi equi a famiglie a basso reddito. È bene chiarire che senza quell'interesse generale, con il pronunciamento favorevole anche del comitato urbanistico regionale, il piano di edilizia economica e popolare che autorizza le ruspe e le gru per costruire case sull'isola, non ci sarebbe stato".

Si può sempre fare una variante per rendere appetibile ciò che allo stato potrebbe non apparire conveniente?

"E chi le autorizzerà? Le Tremiti sono un'area protetta. Ci sono pareri paesaggistici da dare. Aggiudicarsi i terreni non basta".

Cosa propone di fare?

"Abbiamo invitato le Isole Tremiti a riesaminare l'attività amministrativa posta in essere e a valutare l'opportunità ad esercitare l'autotutela. Quei terreni devono restare pubblici perché l'interesse generale è di costruire case popolari".

Ma non è un interesse generale anche rimettere in ordine i conti del Comune visto che la legge consente questo tipo di alienazioni?

"Si possono usare altri cespiti. Si può agire sul mercato delle seconde case che alle Isole Tremiti è molto fiorente. Si può ritoccare la Tarsu. Le Isole Tremiti sono un comune turistico, tra i più apprezzati, anche fuori dai confini regionali, una potenzialità che in Puglia hanno pochi Comuni".

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