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Alberto Vitucci
Opere dannose in laguna, diffida dell'Unesco - Allarme Unesco: stop alle opere dannose
10 Ottobre 2014
Venezia e la Laguna
Dal Convegno dell'Istituto Veneto: "Governare le Acque. Salvaguardia e gestione della Laguna di Venezia" «l'allarme per le "opere irreversibili" e che minacciano di escludere Venezia dall'elenco dei siti protetti».

Dal Convegno dell'Istituto Veneto: "Governare le Acque. Salvaguardia e gestione della Laguna di Venezia" «l'allarme per le "opere irreversibili" e che minacciano di escludere Venezia dall'elenco dei siti protetti». La Nuova Venezia, 10 ottobre 2014 (m.p.r.)

«Escludere le navi incompatibili con la laguna. E fermare le opere irreversibili che potrebbero danneggiare seriamente la conservazione del sito». L'allarme lanciato dall'Unesco a Doha è stato ribadito ieri mattina dal suo rappresentante in Europa Philippe Pypaert. Un allarme concreto, seguito dalla «minaccia» di escludere Venezia dall'elenco dei siti protetti dell'Unesco se il governo non invertirà la tendenza entro il 2016.
Pypaert ha partecipato ieri al convegno organizzato dall'Istituto veneto di Scienze Lettere ed arti su «Governare le acque, salvaguardia e gestione della laguna». Nessun accenno diretto alle nuove grandi opere che il Porto vuole realizzare. Ma il riferimento al canale Contorta, nuovo scavo in laguna centrale per far passare le navi, è chiaro. «I nuovi interventi», ha scandito Pypaert, «devono essere concepiti in nuova logica di sostenibilità. Non si può procedere per comparti separati in modo illogico». Sostenibilità che riguarda anche la pressione turistica, l'inquinamento e il moto ondoso che minacciano sempre di più Veneaie e la sua laguna. Temi da sempre sollevati dall'Istituto. Che ieri ha organizzato il convegno internazionale.
«Abbiamo deciso di accendere i riflettori su questo allarme lanciato dall'Unesco», ha detto il presidente dell'Istituto veneto Gian Antonio Daniell, «per confrontare le posizioni scientifiche. Venezia è minacciata oggi più che mai da interventi irreversibili». «Bisogna cambiare metodo». ha detto l'ingegnere Luigi D'Alpaos, dell'Istituto di Idraulica dell'Università di Padova, «il confronto tra posizioni scientifiche è necessario, non si può procedere solo con gli studi degli scienziati amici, senza studiare davvero quali saranno le conseguenze dell'opera». Anche qui sotto accusa è il Contorta, il nuovo canale progettato dal Porto. «Non si è studiato quello che succede al passaggio di una nave in un canale lagunare. Le onde sono apparentemente piccole, ma l'effetto sui bassi fondali è terribile: se ne vanno i sedimenti, e con questo si traforma la circolazione idraulica dell'intera laguna».
E le barene artificiali? «Io le chiamo giardino fiorito con recinto. Le barene sono altra cosa, hanno bisogno del libero scambio dei sedimenti. Dunque per recuperare una laguna oggi compromessa, occorre invertire la tendenza. Non scavare, non interrare e ridurre erosione e moto ondoso. Politiche rispettose dell'ambiente che adesso l'Unesco dovrà valutare, ha detto Katia Basili, rappresentante del programma Unesco per il Comune. «Siamo in contatto con il ministro dei Beni culturali», ha detto, «e stiamo incontrando gli enti interessati. Entro il febbraio 2015 si dovrà fare una verifica».
Felice Casson, senatore veneziano del Pd e primo firmatario della proposta di nuova Legge Speciale, ha ricordato come sia tempo che la città riprenda potere sulle sue acque e sui territori oggi in mano ai concessionari. Un'autorità unica e l'autonomia finanziaria, che possano sottrarre le grandi scelte della città ai poteri forti e restituirle ai cittadini». Richiesta dell'assemblea, accolta da Casson, quella di inserire nella nuova legge la dicitura «Venezia, sito tutelato dall'Unesco».
In conclusione dei lavori, introdotti da Andrea Rinaldo, è stato consegnato il premio in memoria di Augisto Ghetti al professor Sergio Fagherazzi, esperto di geologia costiera e docente alla Boston Universit
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