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Ombre su Tessera city
24 Ottobre 2010
Vivere a Venezia
Perplessità nella maggioranza per la scandalosa lottizzazione in riva alla laguna. PD e cementieri schierati a difesa del progetto De Michelis-Galan-Cacciari. La Nuova Venezia, 24 ottobre 2010

Orsoni prudente sul futuro di Tessera

di Alberto Vitucci

Il sindaco prende tempo anche sul mega-progetto - Casson: «Piano senza senso»

Il nuovo Casinò non si fa più. Lo stadio slitta in attesa di tempi migliori per le squadre lagunari sprofondate nelle serie minori. La Tav è stata «bocciata» dalla commissione di Salvaguardia, il grande terminal e la porta di Gehry sono rimasti nel libro dei sogni. Cadono i presupposti per cui era stata avviata la grande operazione del Quadrante di Tessera. Un milione di metri cubi di edifici privati in gronda lagunare per finanziare in parte la costruzione dei due edifici pubblici. Che ne sarà del contestato megaprogetto di Tessera city? «Vedremo, vedremo», frena il sindaco Giorgio Orsoni con la consueta prudenza. Lasciano aperto uno spiraglio gli assessori Antonio Paruzzolo e Enzo Micelli. Ma le voci critiche sono tante. Questione di risorse che non ci sono più (oltre 40 milioni il deficit del Casinò, che ha abbandonato l’idea di costruire la nuova sede) casse del Comune all’asciutto. Ma anche di «consumo del territorio». Urbanizzazione selvaggia al di fuori dei Piani regolatori per costruire palazzoni, uffici e servizi proprio in riva alla laguna.

La Variante di Tessera city è adesso ferma in Regione. C’è stato nel frattempo il cambio delle amministrazioni, Zaia al posto di Galan, Orsoni dopo Cacciari. L’accordo firmato da Galan e Cacciari insieme al presidente della Save Enrico Marchi prevedeva di dare il via libera alla grande operazione immobiliare con una semplice osservazione al vecchio Prg. Esposti alla Procura, proteste, una campagna elettorale dove in tanti si erano espressi contro l’operazione. «Noi ribadiamo il nostro no a operazioni di questo genere che passano sopra la testa dei cittadini», dice Nicola Funari, a nome di Italia dei Valori. Critici anche Rifondazione e i grillini, molti settori del Pd, una parte del Pdl.

«Un’operazione che non ha senso», dice il senatore Felice Casson. Contraria al Quadrante anche la Lega. Era stato il capogruppo Alberto Mazzonetto a presentare alla Procura un dettagliato esposto sull’illegittimità della procedura. Frenano anche gli ambientalisti. «La Salvaguardia ha votato no», ricorda Stefano Boato, rappresentante del ministero per l’Ambiente, «se resta l’interesse pubblico, Casinò e stadio si possono fare tranquillamente sui terreni già di proprietà publica, circa 27 ettari, senza stravolgere l’intera area». «Una questione di cui dovrà occuparsi il nuovo Pat, il Piano di assetto del Territorio», garantisce l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, «le nuove edificazioni in quell’area dovranno essere pianificate, senza scorciatoie». Una battaglia che sta per arrivare in aula a Ca’ Loredan. Dal momento che sia in maggioranza che in opposizione sono parecchi i consiglieri che non hanno cambiato idea sulla necessità di realizzare a Tessera la più grande operazione immobiliare nella storia recente di Venezia.

«Il Quadrante si farà, è strategico»

di Mitia Chiarin

Il Pd punta i piedi: «Non tocca a Ravà decidere, si sta bloccando tutto»

«Il Quadrante di Tessera, con la realizzazione di stadio e Casinò, è strategico ed è parte integrante del programma del sindaco. Se Orsoni ha cambiato idea ce lo venga a dire». Sul futuro del Quadrante di Tessera, il Pd ora fa quadrato.

Da Claudio Borghello, prossimo segretario comunale, a Michele Mognato, candidato alla guida del provinciale, arriva un monito ad Orsoni. E’ alta la preoccupazione in casa Pd dopo l’annuncio dell’amministratore delegato del Casinò, Vittorio Ravà, della rinuncia alla nuova sede della Casa da gioco. Scelta che toglie un tassello importante al piano e fa temere anche per il progetto stadio. Dopo lo stop al trasloco del mercato da via Torino e i ritardi del cantiere all’ex Umberto I, un’altra frenata allo sviluppo in terraferma e torna il subbuglio nella maggioranza. «Il quadrante è parte integrante del programma del sindaco, se Orsoni ha cambiato idea ce lo dica. Per noi il Quadrante è una grande opportunità di sviluppo della città, anche in termini di nuovi posti di lavoro. L’idea iniziale per noi è valida, se ci sono altre proposte discutiamone», avverte Claudio Borghello. «Io resto dell’idea che nuova sede del Casinò e nuovo stadio sono strettamente legati allo sviluppo di quell’area e a un disegno della città che guarda al futuro. Certo, siamo pronti al confronto - aggiunge Michele Mognato - ma io resto convinto che non si possa più aspettare oltre. Sullo stadio siamo indietro di dieci anni, un ritardo che evidenziavo già quando ero vicesindaco. E di fronte alla crisi di Porto Marghera, il Quadrante può garantire un giusto sviluppo alla città». Gabriele Scaramuzza, attuale coordinatore provinciale aggiunge: «a questo punto, occorre fare chiarezza con il sindaco e con l’assessore all’urbanistica. Non basta l’audizione del presidente di una società pubblica per dichiarare chiusa la questione e io sono preoccupato per le scelte strategiche per la città da qui ai prossimi 30 anni. E’ bene che si vada al confronto in maggioranza». L’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli cerca di placare gli animi: «resta lo stadio ma va pensato come una struttura per grandi eventi con un progetto che tenga conto non solo del contenitore ma anche dei contenuti. Nell’immediato Ravà sottolinea l’impossibilità dell’investimento sul nuovo Casinò, ma il Quadrante è un piano di medio-lungo termine ed ora si tratta di dividere il Casinò dallo stadio, che la città attende da anno. Questo non significa affatto tirarsi indietro». E’ decisamente meno preoccupato Gianfranco Bettin, assessore ed esponente dell’ala ambientalista della giunta Orsoni: «La sede appropriata per decidere il futuro di quell’area era il Pat, l’accordo sul Quadrante noi l’abbiamo sempre considerato una procedura irregolare. Sul fronte stadio abbiamo davanti ancora un paio di anni per ragionare in attesa che la squadra risalga la china delle classifiche». E dal centrodestra interviene Saverio Centenaro (Pdl): «il milione di metri cubi di edificazioni previsti consentivano di realizzare, con gli oneri di urbanizzazione la nuova sede del Casinò e lo stadio, che per noi resta prioritario. L’impianto non è a rischio, va ridimensionato ma il Quadrante ora è parte integrante del Pat». Anche dalla Confcooperative col presidente Angelo Grasso un monito: «Far partire gli investimenti a Tessera per superare la crisi».

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