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Henry McDonald
Occupy … case: che altro?
3 Gennaio 2012
Dalla stampa
Nell’Irlanda del crollo economico più vistoso dopo gli anni del boom artificiale, il movimento Occupy si rivolge agli immobili svalutati e pignorati. The Guardian, 3 gennaio 2011 (f.b.)

Titolo originale: The Irish squatters taking on empty homes and a bankrupt system – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

L’Irlanda esce da un altro anno di bilanci austeri e sofferenza economica, e un gruppo di giovani militanti ha iniziato a entrare negli immobili vuoti realizzati nel periodo del boom, e poi abbandonati da banche e immobiliaristi in tutto il paese. Il gruppo, che è legato al movimento irlandese Occupy, dice di volere una azione di massa verso case e appartamenti di proprietà della “cattiva banca” National Asset Management Agency (Nama), che li ha rilevati dagli speculatori dopo il crollo. Guidati da un ventisettenne che parla in gaelico, laureate a Galway, hanno occupato un edificio nella zona nord di Dublino che valeva 550.000 euro nel periodo del boom ma che ora è valutato 200.000. É vuoto da anni, così Liam Mac an Bháird e i suoi amici l’hanno occupato questo autunno per denunciare il problema della casa, oltre che il modo in cui costruttori e banche sono stati salvati coi soldi dei contribuenti.

Sono circa 400.000 gli immobili vuoti nel paese, e il National Institute of Regional and Spatial Analysis (NIRSA) avverte che così si potrebbero tener bassi i prezzi delle case per anni. Mac an Bháird ammette che il suo gruppo stia violando la legge, però aggiunge che così si evidenzia una importante questione politica. “Ci sono migliaia di senzatetto nel paese, 2.000 solo per le strade di Dublino stasera. E in tutta la città migliaia di alloggi, case e appartamenti vuoti: se ne potrebbe anche usare qualcuno come abitazione. Occupiamo anche mostrare in quale sistema ci tocca vivere. Le case potrebbero restar vuote anche dieci anni o più: e allora perche non dare un tetto a chi non ce l’ha?”

Il nascente movimento ha preso di mira una serie di immobili, tra cui una fabbrica di apparecchiature elettroniche nella zona Smithfield di Dublino. “Ho iniziato a discutere dentro al movimento Occupy sulla necessità di prendere possesso dagli immobili Nama a Dublino, per gettar luce sull’ingiustizia di un sistema che dà miliardi alle banche che hanno prestato soldi agli speculatori. Bisognerebbe trovar posto per tante persone dentro a quei quartieri fantasma che altrimenti andrebbero a pezzi vuoti. I circa 600 “quartieri fantasma” costruiti negli anni della Tigre Celtica sono diventati il simbolo della recessione irlandese. I costi di salvataggio delle banche che avevano prestato soldi a costruttori e speculatori negli anni di boom sono stati enormi. Gli economisti valutano le perdite delle banche a 106 miliardi di euro.

Cresce la rabbia verso coloro che la maggioranza degli irlandesi accusa del collasso: banche salvate e speculatori immobiliari. Una rabbia che si mescola alla povertà diffusa con la recessione che continua. I dati più recenti dell’Ufficio Statistica nazionale pubblicati prima di Natale rilevavano una contrazione del Pil dell’1,9% nell’ultimo trimestre 2011. Nello spazio gestito da Occupy davanti alla Banca Centrale Irlandese, punto di riferimento per l’opposizione ai salvataggi indiscriminati, Mac an Bháird ha sottolineato che il movimento imporrà alcune regole per l’occupazione di immobili.

“Niente droghe e niente alcolici nelle nostre occupazioni, perché si tratta di un’azione politica. É anche un’azione rigorosamente non-violenta, coerente con il movimento Occupy. E non ci approprieremo di qualcosa non nostro, nelle occupazioni”. Spiega che per sopravvivere praticheranno lo “skip diving”, raccogliendo ogni giorno gli scarti alimentari delle grandi di supermarket. Il governo irlandese ha imposto a dicembre ulteriori tagli di 2,2 miliardi di euro a dicembre, per ridurre il debito, e Mac an Bháird dice che vuole raccogliere sostegni anche da gruppi normalmente conservatori.

“Anche nello spazio Occupy alla Banca Centrale, vengono dei borghesi a dirci che sono d’accordo con noi. Sono loro che oggi stanno pagando l’avidità di banchieri e costruttori, di un sistema corrotto. Capiscono la logica di occupare edifici che altrimenti sarebbero lasciati per anni a marcire”. Il gruppo vuole ora occupare un importante edificio di proprietà Nama a Dublino per mettere alla prova l’atteggiamento delle autorità. “Sarà interessante vedere se sono proprio decisi a evacuare dei senzatetto da quell’edificio, di proprietà dello stato e dunque dei cittadini, e lasciato lì vuoto per anni”.

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