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Alberto Vitucci
Nuovi posteggi sotterranei a Piazzale Roma «Ponte di Calatrava a rischio per gli scavi»
12 Marzo 2009
Vivere a Venezia
Nella giunta di Venezia qualcuno si sveglia: «I Piani urbanistici sono una cosa seria». La Nuova Venezia, 12 marzo 2009

«Quello scavo potrebbe provocare problemi statici e mettere a rischio la tenuta del ponte di Calatrava (foto)». Lo dice senza mezzi termini l’assessore all’Urbanistica Gianfranco Vecchiato. Di mestiere fa l’architetto e anche da tecnico il via libera alla possibilità di realizzare «piani interrati» a piazzale Roma proprio non gli va giù. «Sono preocupato», dice, «e poi questo è un brutto segnale che diamo alla città». Il problema è anche politico. Dopo la spaccatura dell’altra sera in Consiglio comunale, con il via libera all’emendamento presentato da Saverio Centenaro (contro il parere di Vecchiato e con l’appoggio del sindaco Cacciari) sulla possibilità di scavare, l’assessore ha deciso di dire basta. «Giovedì (oggi, ndr) chiederò in giunta che si faccia chiarezza su una serie di questioni che così non possono continuare». Tra i punti di contrasto non c’è soltanto piazzale Roma. Ma anche il Pat (Piano di assetto del territorio) e il dibattito sulla sublagunare, dove la linea della giunta da contraria e diventata attendista. «I Piani urbanistici sono una cosa seria, dobbiamo assumere una posizione univoca su alcune cose», dice Vecchiato, «non è possibile che ognuno dica il suo pensiero in libertà mentre gli atti che abbiamo approvato magari vanno in direzione opposta».

Vecchiato è stato letteralmente spiazzato dall’intervento del sindaco Cacciari. Che lo ha smentito in aula, appoggiando la proposta di modifica fatta dal consigliere dell’opposizione. Così mentre si discuteva la delibera per porre nuovi limiti ai servizi igienici e limitare in qualche modo l’invasione degli affittacamere, sono arrivati gli emendamenti che Centenaro, presidente della commissione Urbanistica che da un anno sta esaminando la delibera, ha depositato pochi minuti prima del dibattito. «Uno scandalo», secondo il verde Beppe Caccia. E una norma ad personam, perché come ha ammesso in aula lo stesso Centenaro si dà così il via libera al progetto di nuovo albergo con garage interrato adiacente all’hotel Santa Chiara. Il proprietario è Elio Dazzo, presidente dell’Aepe (associazione dei Pubblici esercizi), i progettisti due architetti molto conosciuti, il presidente dell’Ordine Antonio Gatto, componente della commissione di Salvaguardia nominato da Ca’ Farsetti e Dario Lugato, progettista delle nuove Conterie a Murano. Nell’area ai piedi del ponte di Calatrava dovrebbe essere costruito un nuovo albergo. Il sindaco Cacciari si è subito detto d’accordo con l’ipotesi, che sana un lungo contenzioso con Dazzo per i terreni «scambiati» tra privati e Comuneù+. Ma nell’area il Piano particolareggiato ancora non c’è. E le previsioni del Piano erano del tutto diverse. Ed ecco la polemica. «Una vergogna», dice il verde Beppe Caccia, «ai privati si concede tutto».

Adesso Vecchiato è deciso a porre la questione politica. Da sempre le grande scelte della città sono state delineate nei Piani urbanistici, discusse e poi applicate. Negli ultimi anni si tende sempre di più ad approvare Varianti ad hoc, Conferenze dei servizi e stralci di progetto anche quando si tratti di progetti enormi come la nuova Marittima, l’Ospedale al Mare e il palazzo del Cinema, tessera city. Un sistema che accelera i tempi ma sottrae i grandi progetti al dibattito.

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