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Valentino Parlato
Non reati ma errori
10 Febbraio 2007
Articoli del 2006
"L'errore politico e anche culturale e stato quello di illudersi di potersi rafforzare, e magari vincere, con la finanza rossa". Il manifesto dell'8 gennaio 2006

Il forum all'Unità di Massimo D'Alema, pubblicato ieri, sollecita una attenta lettura. E' una difesa, forse esagerata (“I Ds non sono colpevoli di nulla”), ma anche nobile; un appello agli elettori the hanno invaso di fax l’Unità e il partito; e un ammonimento agli alleati, di destra e di sinistra, che sgomitano per farsi spazio nelle candidature, è una difesa contro l’attacco dei poteri forti, italiani e soprattutto europei.

Detto tutto questo, il messaggio di D'Alema non persuade e non si può non concordare con la dichiarazione rilasciata ieri alle agenzie da Fabio Mussi. “E’ difficile the la direzione Ds di mercoledì possa concludersi unitariamente”. Sono sicuro - prosegue Mussi - the non abbiamo commesso reati e in questo senso difendo il partito come D'Alema, “ma se l'assenza di reati assolvesse anche dagli errori politici, basterebbe affidare i congressi di partito alla magistratura. Invece, nel caso delle scalate bancarie, e delle recenti alleanze the si sono intrecciate, sono stati commessi errori politici che rimandano a limiti più di fondo, politici, strutturali, etici, culturali, via via accumulati dalla sinistra italiana”.

L'errore politico e anche culturale e stato quello (questo giornale lo ha sostenuto fin dall'inizio) di illudersi di potersi rafforzare, e magari vincere, con la « finanza rossa". Capisco che la tentazione sia forte: perché, visto che ne siamo capaci, non dobbiamo fare finanziare anche noi e far valere la nostra intelligenza? La tentazione c'è, ma è diabolica e, soprattutto, ingenua e anche politicamente sciocca: non si possono fare le stesse cose di quelli che diciamo di voler combattere. Mi viene da dire che il disastro sarebbe stato ancora maggiore se l'Unipol (dando ingenua gioia a Fassino) fosse riuscita a conquistare la Bnl.

Ma queste tentazioni disastrose sono il sintomo di un grave e persistente pericolo di degenerazione della politica di sinistra. Di uno stravolgimento dei primato del lavoro e dell'eguaglianza che sono il fondamento della libertà e della fraternità. Per frenare, bloccare questa deriva che tende a renderci simili se non eguali ai nostri storici avversari, ci vuole un grande impegno culturale e politico. Non possiamo impegnarci a saper tutto sulla Borsa e sapere poco o niente della società e della vita dei subalterni (oso dire degli sfruttati).

“Il mio peccato originale - dice D’Alema - è di aver consentito l'Opa di Olivetti sulla Telecom”. Credo che cosi dicendo abbia ragione e non perché “non me l'hanno perdonata”, ma perché quella estata una tappa importante del percorso the ha portato i Ds a questo punto, e che ha dato forza a quelli che, partiti democratici o meno, vogliono ridurre il peso dei Ds.

Alcuni miei stimati e cari compagni mi hanno detto che questa diffidenzaa nei confronts della « finanza rossa» sa di muffa e di arcaico. Forse hanno ragione, ma al risultato della gara per la modernizzazione è sotto

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