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Sandro Roggio
Nessun equivoco su Costa Turchese e il Piano paesaggistico
7 Agosto 2009
Sardegna
Minacce, forse bipartisan, per le coste della Sardegna. Una precisazione a proposito del servizio de L’Espresso

Riguarda la Sardegna il bel servizio su L'Espresso in edicola (n.31/2009). L'inchiesta “ Sommersi dal cemento” dedica due intere pagine all'isola, segno che è avvertito il pericolo grazie al programma della Regione governata da Cappellacci. Nell'articolo di Maurizio Porcu c'è un riferimento a Costa Turchese, cioè al programma -anni Ottanta- di sviluppo edilizio a Capo Ceraso in Comune di Olbia, promosso dalla famiglia Berlusconi.

Colpisce il resoconto della vicenda svolto con l'aiuto del senatore PD Gianpiero Scanu, sindaco del capoluogo gallurese fino ai primi anni Novanta. Ed è il suo ragionamento che suscita qualche preoccupazione specie quando ricorda di avere ridimensionato il progetto dell' impresario pronto a scendere in politica.

Non è la prima volta che si certifica il “successo” nel confronto tra comuni e imprese edilizie costrette a ridimensionare le velleità palazzinare. Riconosce Scanu che la proposta dei Berlusconi era “eccessivamente impattante”; così due milioni e mezzo di metri cubi diventarono -oplà - 450mila.

In verità la prima avance di Berlusconi misurava un milione e mezzo di metri cubi (2mila posti barca, 3mila case), e si trattava del solito giochetto delle imprese di sparare numeri spropositati nel prologo. Come in tutte le trattative si partiva da 100 per accomodarsi su 20. L' epilogo sempre lo stesso. Con ossequiosa disponibilità l'impresa raccoglieva le obiezioni del Comune che a sua volta faceva il figurone di avere impedito il disastro. Più l'impresa azzardava all'inizio, più appariva la fierezza del negoziatore. Tutti ricordano in Sardegna la vicenda del Masterplan di Costa Smeralda. Debuttava con una richiesta di una decina di milioni di metri cubi via via ridimensionati negli anni. Fine alla soluzione accolta da Tom Barrack per aggiustamenti dell'esistente. Poche decine di migliaia di metri cubi per servizi, per non rompere l'equilibrio raggiunto si diceva nello staff del nuovo proprietario.

Insomma, se la prima proposta per Costa Turchese/ Olbia2 (ah, l'amore per le città nuove!) sembrava a me e ad altri amici una volgare assurda provocazione, la mediazione era comunque una roba da matti: 450mila metri cubi in riva al mare - forse un tantino più sopra - sarebbero stati una botta letale in un'area con quei caratteri. Una ventina di ettari di superfici coperte con estese urbanizzazioni strazierebbero quella speciale situazione ambientale in modo irrimediabile. Non se ne fece nulla - per fortuna. La pensata per favorire questa e altre iniziative - l'accordo di programma nella legge urbanistica- era zoppicante sul piano tecnico-giuridico più di quanto sospettassero i suoi fautori.

Poi il Ppr del 2006 ha cancellato, come è noto, ogni previsione in quell'area e in aree simili. Zero volume come doveva essere, sulla base di valutazioni svolte nell'interesse collettivo.

E' per questo che non si capisce la conclusione dell'ex sindaco. “ Evitando l'ombra della speculazione -dice- siamo arrivati ai 450mila metri cubi dell'attuale progetto... non in contrasto con il territorio circostante e con la promessa della realizzazione di un parco faunistico a spese dell'imprenditore”. Ma che vuol dire “attuale” ? Ma quale buon “attuale” progetto? Il progetto per Costa Turchese - sia chiaro - non è “attuale” neanche un pò, e servirebbe una variante molto temeraria al Ppr per resuscitarlo. Con effetto domino assicurato. Basti pensare al valore simbolico che si attribuisce a quel disegno per prevedere le conseguenze.

Vorrei allora che si dicesse a chiare lettere, in questa delicata fase, che le previsioni del Ppr non sono in discussione, almeno per chi sta da questa parte e guarda con preoccupazione ai paesi che si chiudono per alimentare ignobili periferie costiere. Non ho dubbi che il senatore Scanu - persona stimabile- sia oggi di questo avviso (e credo pure che all'epoca del suo sindacato non disponesse di adeguate valutazioni tecniche). Serve piuttosto, in questo clima, evitare i fraintendimenti. La destra è pronta a cavalcare ogni incertezza nei giudizi a sinistra, cosa che potrebbe alimentare la voglia di procedure ipersemplificate (già ben presenti del progetto di legge presentato nei giorni scorsi dalla giunta regionale sarda d'accordo con Berlusconi). Penso agli articoli 13 e 14 del cosiddetto piano casa di Cappellacci: nel caso li avessero pensati per aprire la strada a casi come Costa Turchese. Perchè credo che possiamo aspettarci di tutto.

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